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Tennistavolo LIsola che non cera nuova sedeDa più di 20 anni Simone Gaffino e Domenico Scatena gestiscono a Roma il Tennistavolo L’Isola che non c’era, che vanta parecchi titoli ai Campionati Italiani Paralimpici e ha dato diversi atleti alla Nazionale italiana.

Da qualche mese i due amici hanno aperto la nuova sede, che sorge in via dei Monti di Pietralata 59, a 700 metri dalla stazione Tiburtina. Finora la società si era appoggiata a palestre scolastiche e ora ha effettuato un passo sostanziale per crescere.

La struttura può contare su sei tavoli fissi ed è stata sottoposta a significativi lavori volti all’abbattimento delle barriere architettoniche. È perfettamente inclusiva e al suo interno gli atleti disabili e normodotati possono divertirsi insieme, praticando lo sport che li appassiona.

«Abbiamo finalmente - spiega Gaffino - uno spazio nostro che rappresenta il coronamento di un sogno che appariva impossibile quando abbiamo iniziato. Lo sport è una delle poche attività che svolge l’importante processo di integrazione degli individui nella società. E ciò vale soprattutto per chi non è del tutto identificabile con l'immagine degli atleti raffigurati nelle statue dello stadio dei Marmi o dei miti che la tv ci propone con continuità martellante».

Lo scopo è chiaro: «Non è quello di sfornare campioni, anche se si lavora sodo anche per quello, ma di trasmettere un’immagine della disabilità che sia formativa. Questo impianto vuole anche essere una scuola di vita, che intende aiutare i nostri giovani e giovanissimi a non percepire più, filtrandola attraverso lo sport comune, la disabilità come una diversità».

All’Isola che non c’era sono presenti atleti dai 7 anni in su, che sono guidati da allenatori di elevata professionalità e con specifica esperienza nell’allenamento degli atleti con disabilità. Particolare attenzione è dedicata all’attività giovanile.