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Andrea Borgato rovescioHa conquistato risultati prestigiosi in tutte le manifestazioni principali in ogni angolo del mondo. Ora il pongismo paralimpico azzurro ha tagliato un traguardo storico anche fuori dal campo e a comunicare la notizia è il presidente della FITeT Franco Sciannimanico. «Sono veramente felice - afferma il numero uno federale - che per la prima volta un atleta paralimpico sia entrato in un gruppo militare. Andrea Borgato dal 1° luglio, grazie al lavoro della FITeT, in collaborazione con il Comitato Italiano Paralimpico, fa infatti parte delle Fiamme Azzurre. Il mio auspicio è che in futuro questa strada possa essere seguita da altri pongisti diversamente abili».

Il diretto interessato è orgoglioso di avere varcato una soglia finora inviolata. «Sono molto soddisfatto - spiega Borgato - di essere il primo pongista a entrare nel gruppo sportivo di un corpo militare. È un riconoscimento dei sacrifici fatti e dell'impegno profuso in tutti questi anni e, come conseguenza, anche dei risultati. Rappresenta anche una responsabilità in più e un'opportunità e un aiuto notevole per continuare a svolgere la mia attività. Voglio ringraziare il presidente Sciannimanico, che tanto si è speso per raggiungere questo obiettivo».

La scelta è caduta su di te in virtù di una carriera invidiabile?

«A partire dagli Europei del 2009 a Genova, quando ho vinto il bronzo a squadre, in tutti gli eventi più importanti almeno una medaglia è sempre arrivata. Ho ottenuto il bronzo a squadre nella rassegna continentale del 2011, i terzi posti in singolare e in team a quelli del 2013 e l'argento a squadre nel 2015. Ai Mondiali del 2014 a Pechino mi sono piazzato terzo in singolare. In più ho partecipato alle Paralimpiadi di Londra 2012 e a settembre gareggerò a Rio».

Cosa cambierà ora nella tua vita?

«In previsione di questa entrata nelle Fiamme Azzurre, già dal mese di gennaio sto lavorando part time, per poter dedicare più tempo agli allenamenti e alla preparazione. Questo per me è stato già un grande cambiamento, perché continuare a lavorare a tempo pieno e gareggiare ad alto livello non era facile. I benefici a livello di gioco si stanno vedendo. Avrò un aiuto economico dalle Fiamme Azzurre che mi aiuterà e mi darà più sicurezze nello svolgimento della mia attività. Giocherò con le Fiamme Azzurre le competizioni di singolare. Agli eventi internazionali parteciperò come Nazionale e potrò continuare a rappresentare l'H81, la mia società attuale, nei tornei a squadre».

Come sta andando la preparazione in vista delle Paralimpiadi?

«Tutto sta procedendo bene. Da quest'inverno abbiamo disposto con il direttore tecnico Arcigli un'integrazione di allenamento ed è venuto per due fine settimana al mese, e talvolta anche il venerdì, a casa mia Peppe Vella. Successivamente abbiamo ricevuto la notizia dell'assegnazione a Peppe della wild card per i Giochi e ne siamo stati felici. Avremo anche la possibilità di disputare la gara a squadre. Ci troveremo di fronte compagini forti, come Slovacchia, Francia e Corea, con molti classe 2, ma sarà bello confrontarsi con loro».

Quindi Vella non ha più potuto seguirti?

«Da luglio la Fitet si è resa disponibile a contribuire con uno sparring due volte alla settimana. Si chiama Bruno Pinato, dell'Asd Redentore 1971, e viene da me a casa. Mi trovo bene con lui e altre due volte mi alleno con il mio storico coach Giovanni Bruttomesso».

I tornei ti hanno confortato dal punto di vista del gioco?

«Il mio rendimento è cresciuto dopo Lignano, a Lasko e a Bratislava, dove ho battuto gli avversari diretti. Ci siamo comportati bene anche a squadre con Federico Falco. C'è ancora molto da lavorare e sarò soddisfatto del mio stato di forma solo al momento della partenza per Rio».

C'è grande euforia anche nel commento del dt Arcigli:«Con i fatti, e non soltanto a parole, si dimostra che gli atleti paralimpici sono trattati alla stessa stregua degli olimpici. Con la scelta di Andrea fatta dalla FITeT e accettata dal Cip, che lo ha proposto alle Fiamme Azzurre, responsabili della decisione finale, sulla base dell'analisi del curriculum, è stata riconosciuta una carriera che lo porta ancora adesso a essere fra i possibili vincitori di medaglie individuali alle prossime Paralimpiadi. Sono entusiasta di ciò, perché con Andrea si va a premiare il movimento paralimpico. Sono certo che Borgato sarà l'apripista di un nucleo che in un futuro, attraverso le forze armate, troverà la possibilità di professionalizzarsi. Per ora per i paralimpici non vige lo stesso meccanismo degli olimpici. Andrea non è assunto dalle Fiamme Azzurre, ma entra nel loro gruppo sportivo. Una legge dello Stato vieta l'arruolamento nei corpi militari di chi non ha certi requisiti fisici. Questa è però una delle battaglie che il presidente del Cip Luca Pancalli sta sostenendo,per modificare la norma».