TTEC LogoOK 500

ITTF World Para Elite Yvelines 2026 gruppo medagliati italiani nei singolariLe cinque medaglie conquistate hanno reso trionfale la partecipazione degli azzurri, guidati dal direttore tecnico Alessandro Arcigli e dai tecnici Massimo Pischiutti e Marco Bressan, alle gare di singolare dell’ITTF World Para Elite Yvelines.

Ecco i commenti dei protagonisti:

Giada Rossi, medaglia d’oro in classe 2: «Sono molto felice di questo risultato e di aver riscattato l’esito della finale degli ultimi Europei, battendo la francese Maeva Olivier per due volte. A Helsingborg l’avevo superata nella fase di qualificazione per 3-1, ma nell’atto conclusivo si era imposta lei per 3-2. È sempre una partita molto difficile, perché lei ha un gioco molto veloce, che però riesco a sostenere. Bisogna essere subito aggressivi soprattutto a rispondere al servizio. I suoi colpi d’inizio scambio sono molto ostici, talvolta sono più tagliati e altre volte più laterali. Quando non riesco a rispondere in modo incisivo subisco la sua terza palla, mentre quando sono efficace sono io a comandare la terza palla. In finale rispetto al girone mi sono sentita più padrona della situazione. Ho battuto anche bene ed è stato decisivo per prepararmi l’azione di gioco. Olivier in semifinale aveva eliminato la brasiliana Catia Oliveira per 3-2 e quindi era senza dubbio carica, ma anche un po’ stanca. Sono stava bava ad approfittarne, partendo aggressiva. In semifinale contro la russa Nadezhda Pushpasheva avevo perso un set, anche lei è sempre una da battere. Ora sono pronta per la gara di doppio».

Carlotta Ragazzini, medaglia d’oro in classe 3: «Una vittoria in un torneo Elite non è mai scontata e oltretutto questa ha un valore aggiunto, perché mi permette di confermare con i punti conquistati il secondo posto nel ranking, per essere testa di serie n. 2 ai Mondiali di novembre in Thailandia. Sono contenta anche perché nessuna delle mie partite è stata facile, anche in quella che ho vinto per 3-0 ho dovuto rimontare in un set. Gli incontri girano su pochi punti e in pochi secondi e bisogna sempre stare sul pezzo. Abbiamo visto diversi aspetti su cui possiamo lavorare in questi due mesi che ci separano dalla rassegna iridata e dunque riprenderemo gli allenamenti sapendo bene su cosa dovremo concentrarci»

Matteo Parenzan, medaglia d’argento in classe 6: «Sono molto soddisfatto di come ho giocato. Negli ultimi due mesi ho lavorato molto in palestra, soprattutto con Marino Filipas e con Martina Milic e gli altri ragazzi del Kras. Peccato per la finale, nella quale non sono riuscito a mettere in difficoltà l’avversario cileno Ignacio Torres, che in tutto l’anno ha perso solo due partite, una contro di me e una contro il romeno Bobi Simion. Questa statistica fa capire quanto sia forte e costante nel rendimento. È stato bravissimo a capire in anticipo dove sarebbe arrivata la pallina. Io e lui siamo due giocatori molto simili, entrambi siamo molto tattici e prepariamo molto bene le gare. Lui, però, fisicamente sta molto meglio di me e questo oggi si è visto chiaramente. Ora cercheremo di comprendere bene cosa fare di diverso ai Mondiali. Saremo io n. 2 del seeding e lui n. 1 e, dunque, ci affronteremo eventualmente in finale, prima dovrò pensare agli altri. La semifinale contro il danese Peter Rosenmeier è stata fantastica, nel terzo set ero sotto per 8-4 e mi sono imposto per 11-8. Questa medaglia in un torneo così importante mi trasmette grande fiducia».

Federico Falco, medaglia d’argento in classe 1: «Arrivare in finale in un torneo del genere, che è come il Mondiale senza i due coreani, è un ottimo risultato. Nel girone e nei quarti sono riuscito a vincere due volte per 3-2 contro il francese Alan Papirer e il russo Dmitrii Lavrov e nella prima occasione ero sotto per 2-0. Stamattina ho affrontato il finlandese Timo Kalevi Natunen, che per me è avversario ostico, quest’anno ci eravamo già incrociati cinque volte e avevamo vinto lui tre e io due. Sapevo che sarebbe stata una partita dura. Mi sono sentito bene fisicamente e mentalmente e riuscivo e mettere in atto i colpi che avevamo provato in allenamento. La finale contro il solito Rob Davies è stata molto combattuta e alla “bella” gli ho annullato cinque match-point e non ne è sfruttati due. È stata una bella lotta e un bel banco di prova. L’unico rammarico è che, se avessi vinto, sarei arrivato ai Mondiali come testa di serie n. 2 ora sarò probabilmente la n. 3. Sono comunque soddisfatto di come sono stato al tavolo e mi porterò dietro queste buone sensazioni a Pattaya».

Federico Crosara, medaglia di bronzo in classe 2: «Per me è andata molto bene, essendo un torneo Elite nella mia classe c’erano tutti i più forti del mondo. Ho superato il girone battendo lo slovacco Peter Lovas, che ormai da quattro anni è stabilmente fra i primi 7-8 del ranking e si è aggiudicato il titolo paralimpico di doppio a Parigi 2024. Ho invece perso contro il polacco Rafal Czuper, campione paralimpico in carica. Nei quarti ho affrontato il russo Dmitrii Chubarov, che si è affacciato alla ribalta internazionale da un paio di anni e si è subito qualificato ai Mondiali. Ho giocato veramente bene, superandolo per 3-0 senza dargli alcuna chance. In semifinale ho trovato il mostro sacro francese Fabien Lamirault e l’ho fatto faticare, cedendo per 3-1. Considerato il lotto dei partecipanti, sono molto soddisfatto del mio risultato, anche perché era un po’ che non gareggiavo a livello internazionale. L’ultima uscita era stata a maggio a Lasko ed ero molto curioso di capire a che punto fossi. I riscontri sono stati positivi e ora vado avanti così. L’obiettivo sarà il Mondiale, per il quale sono stato ripescato in extremis. Sono pronto per due mesi di allenamenti molto intensi, per dare il massimo in Thailandia».