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Campionati Italiani Paralimpici 2026 podio del singolare assoluto maschile di classe 8Ci sono vittorie che raccontano molto più di una medaglia. Parlano di sacrifici silenziosi, di allenamenti ripetuti fino a sera, di famiglie cresciute attorno a un tavolo da tennistavolo e di ragazzi che nello sport trovano il proprio posto nel mondo. Leonardo Coletta, a Cesena, ha raccontato tutto questo con due ori al collo e con il sorriso aperto di chi sa ancora emozionarsi.

“Ero venuto qui con due obiettivi: vincere il doppio e raggiungere la finale nel singolo. Direi che è andata alla grande”. E mentre lo racconta, con quella simpatia spontanea che lo rende amatissimo da compagni e avversari, sembra quasi minimizzare un’impresa straordinaria. Ventidue anni, studente di Economia ormai vicino alla laurea, Coletta è stato il protagonista assoluto della classe 8 ai Campionati Italiani Paralimpici. Il talento dell’Asd Fiaccola Castellana Grotte ha firmato una doppietta da campione vero, guadagnandosi ancora una volta il soprannome che gli amici gli hanno cucito addosso: “Grande bomber”.

Nel singolare ha superato un lotto di avversari di altissimo livello. Alle sue spalle Ludovico Bini del TT Saronno, argento dopo una finale intensa e combattuta. Sul podio anche Mirko Bruschi del TT Perugia e Samuel De Chiara del TT Sudtirol. Ma i numeri, da soli, non bastano a raccontare Leonardo. Perché dentro il suo tennistavolo c’è una storia lunga una vita. C’è una società, la Fiaccola Castellana Grotte, fondata nel 1967, e c’è soprattutto una famiglia che respira questo sport da sempre. Un’eredità raccolta con naturalezza, trasformata negli anni in passione autentica.

Già dodici mesi fa, a Riccione, aveva conquistato i Tricolori di Quarta categoria. Da anni è una presenza stabile tra B1 e B2, segno di una crescita continua costruita senza scorciatoie. “È stato un Campionato d’Italia bellissimo, mi sono divertito molto - racconta - . Contro il mio amico Ludovico Bini non è mai facile vincere. Il tennistavolo è tutto per me: mi alleno due ore al giorno e curo molto anche la preparazione atletica”.

Poi arrivano i ringraziamenti, quelli che sanno di casa e di gratitudine sincera: “Grazie a mio zio Beppe, che qui a Cesena mi ha fatto da coach, e all’allenatore Gianluca Abbaticchio, cui devo moltissimo”. E forse è proprio questo il segreto di Leonardo Coletta: la capacità di restare autentico anche quando vince. Quel modo diretto di affrontare le fatiche dello sport, senza maschere, a viso aperto. Con la leggerezza di un ragazzo e la determinazione di chi ha già capito quanto valgano i sogni conquistati un punto alla volta.

A cura di Fabio Paci