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Campionati Italiani Paralimpici 2026 podio del singolare assoluto maschile di classe 5Un titolo italiano che pesa come una rinascita. Mattia Porro si prende il campionato italiano paralimpico nel singolo classe 5 con una prestazione solida, matura, costruita punto dopo punto con la calma di chi ha già attraversato tempeste ben più dure. Concentrazione totale e un’idea di gioco chiara: il portacolori della Pohafi Firenze è campione d’Italia. Alle sue spalle, medaglia d’argento per Valerio Reguzzi del TT Coccaglio, mentre il bronzo viene condiviso da Franco Dolci dell’Asd Osha e da Andrea Durante del Cus Torino.

Per Porro, 28 anni, è il secondo titolo tricolore. Ma dietro il risultato sportivo c’è una storia che va oltre il tavolo da gioco. Un racconto di ripartenza, dolore e determinazione. “Talvolta basta un secondo e ti cambia la vita”, racconta. Agosto 2017, un incidente d’auto e una lesione spinale a livello cervicale. Da lì, un nuovo inizio. La riabilitazione a Montecatone, il sostegno di Sport è Vita, e l’incontro con il tennistavolo: “Ho conosciuto ragazzi straordinari e la forza che ti arriva da dentro”. Un percorso condiviso anche con Andrea Durante, compagno di viaggio umano prima ancora che sportivo.

La svolta arriva un anno fa: “Ho deciso che il tennistavolo avrebbe fatto parte in pianta stabile della mia vita. Voglio farne la mia professione”. Parole seguite dai fatti: allenamenti incessanti, la prima vittoria in un ITTF Para Future in Spagna, in Costa Brava, e sensazioni che restano addosso. Sotto la guida di Luigi Sciannameo, Porro cresce senza cercare scorciatoie: “Nulla è scontato. Le conquiste valgono doppio”. E proprio quel “doppio” diventa la chiave di lettura della sua carriera. A Cesena, tra i campionati e un movimento in crescita, il messaggio è chiaro: “Qui ci sono campioni nella vita prima ancora che nello sport. Il tennistavolo mi sta dando tantissimo. Per me è vita”. Un tricolore, sì. Ma soprattutto un’altra tappa di un percorso che continua a riscrivere il senso della parola ripartenza.

A cura di Fabio Paci