Scazzieri a segno in classe 4: “Le salite non fanno paura, lo sport è sempre stato tutto
- Pubblicato: 23 Maggio 2026
Davide Scazzieri, lo sport come stile di vita, inclusione, forti messaggi. Ai Campionati Italiani Paralimpici di Cesena il pongista dell’Asd Sport è Vita Onlus di Imola ha conquistato il titolo italiano nel singolo classe 4, superando in finale Elia Bernardi del Tennistavolo Vicenza. Bronzo per Davide Carnevali del TT San Polo e Stefan Kochev Angov del TT Coccaglio. Ma ridurre Scazzieri a una medaglia sarebbe limitante. Perché la sua storia attraversa lo sport italiano, le fragilità del corpo, la resilienza e il valore sociale dello stare insieme.
Prima della racchetta c’era la bicicletta. Le fughe, le volate, le corse giovanili in Emilia-Romagna. “Sono nato ciclista agonista”, racconta. “Sono del ’72, due anni più giovane di Marco Pantani. Io di Bologna, lui di Cesenatico. Ce lo ricordiamo tutti Marco nelle gare regionali: un fenomeno fin da bambino”.
Marco Pantani per anni è stato leggenda sulle montagne vere. Scazzieri, invece, le montagne ha dovuto scalarle nella vita quotidiana. Problemi di salute, stop continui, ostacoli sempre nuovi. “Con il ciclismo ho smesso a 17 anni”. Poi, anni dopo, il tennistavolo è diventato molto più di uno sport: una seconda possibilità. Paralimpico a Londra 2012, all’epoca in classe 7, oggi Davide compete in classe 4 “a causa di un infarto midollare”. Che non lo ha abbattuto. Anzi: oggi il suo entusiasmo è contagioso.
A Cesena, più ancora del titolo, a colpirlo sono stati gli incontri, le storie condivise, i percorsi cresciuti nel tempo. “Qui ci sono tanti abbracci, tante storie che si incrociano”, dice. E negli occhi gli si legge l’orgoglio di chi ha contribuito a costruire qualcosa che va oltre il risultato. Da presidente della sua società e figura di riferimento del movimento paralimpico, Scazzieri ha accompagnato la crescita di tanti giovani atleti. Alcuni diventati simboli dello sport italiano, come Carlotta Ragazzini, Mattia Porro e Andrea Durante, passati dal centro di Montecatone prima di arrivare ai grandi palcoscenici internazionali. “Vederli crescere e ottenere risultati è una soddisfazione enorme”.
E allora forse davvero, come ripete sorridendo Scazzieri, “lo sport è vita”. Non come slogan da appendere a una parete, ma come esperienza concreta, quotidiana. Una rete di persone, cadute, rinascite e traguardi condivisi. Per qualcuno una racchetta è soltanto uno svago. Per Davide, invece, è stata il modo per continuare a pedalare.



