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Campionati Italiani Paralimpici 2026 podio del singolare assoluto maschile di classe 4Davide Scazzieri, lo sport come stile di vita, inclusione, forti messaggi. Ai Campionati Italiani Paralimpici di Cesena il pongista dell’Asd Sport è Vita Onlus di Imola ha conquistato il titolo italiano nel singolo classe 4, superando in finale Elia Bernardi del Tennistavolo Vicenza. Bronzo per Davide Carnevali del TT San Polo e Stefan Kochev Angov del TT Coccaglio. Ma ridurre Scazzieri a una medaglia sarebbe limitante. Perché la sua storia attraversa lo sport italiano, le fragilità del corpo, la resilienza e il valore sociale dello stare insieme.

Prima della racchetta c’era la bicicletta. Le fughe, le volate, le corse giovanili in Emilia-Romagna. “Sono nato ciclista agonista”, racconta. “Sono del ’72, due anni più giovane di Marco Pantani. Io di Bologna, lui di Cesenatico. Ce lo ricordiamo tutti Marco nelle gare regionali: un fenomeno fin da bambino”.

Marco Pantani per anni è stato leggenda sulle montagne vere. Scazzieri, invece, le montagne ha dovuto scalarle nella vita quotidiana. Problemi di salute, stop continui, ostacoli sempre nuovi. “Con il ciclismo ho smesso a 17 anni”. Poi, anni dopo, il tennistavolo è diventato molto più di uno sport: una seconda possibilità. Paralimpico a Londra 2012, all’epoca in classe 7, oggi Davide compete in classe 4 “a causa di un infarto midollare”. Che non lo ha abbattuto. Anzi: oggi il suo entusiasmo è contagioso.

A Cesena, più ancora del titolo, a colpirlo sono stati gli incontri, le storie condivise, i percorsi cresciuti nel tempo. “Qui ci sono tanti abbracci, tante storie che si incrociano”, dice. E negli occhi gli si legge l’orgoglio di chi ha contribuito a costruire qualcosa che va oltre il risultato. Da presidente della sua società e figura di riferimento del movimento paralimpico, Scazzieri ha accompagnato la crescita di tanti giovani atleti. Alcuni diventati simboli dello sport italiano, come Carlotta Ragazzini, Mattia Porro e Andrea Durante, passati dal centro di Montecatone prima di arrivare ai grandi palcoscenici internazionali. “Vederli crescere e ottenere risultati è una soddisfazione enorme”.

E allora forse davvero, come ripete sorridendo Scazzieri, “lo sport è vita”. Non come slogan da appendere a una parete, ma come esperienza concreta, quotidiana. Una rete di persone, cadute, rinascite e traguardi condivisi. Per qualcuno una racchetta è soltanto uno svago. Per Davide, invece, è stata il modo per continuare a pedalare.