Giada Rossi, la regina che non smette di sognare: decimo titolo consecutivo
- Pubblicato: 22 Maggio 2026
Ci sono campionesse che vincono. E poi ci sono atlete capaci di trasformare ogni vittoria in un abbraccio collettivo, in un momento da condividere con chi le sostiene, le ammira, le aspetta a bordo campo per una foto o una parola. Giada Rossi appartiene a questa seconda categoria. A Cesena, nel calore del Pala BCC Romagnolo, la fuoriclasse del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa ha conquistato il suo decimo titolo consecutivo in classe 2 ai Campionati Italiani Paralimpici di tennistavolo. Un traguardo che profuma di storia, costruito punto dopo punto, sorriso dopo sorriso. In finale ha superato Allegra Magenta del TT Nerviano, mentre sul podio sono salite anche Manuela Casu del Quattro Mori Cagliari e Alessandra Tommasini del Kras Trieste. Ma i numeri, da soli, non bastano a raccontare la dimensione di Giada Rossi. Tre medaglie paralimpiche, successi mondiali ed europei, una carriera costruita con disciplina e passione. Eppure, dopo tanti trionfi, nei suoi occhi continua a brillare la stessa emozione della prima volta.
“I Tricolori sono un appuntamento imperdibile — racconta — perché è bello ritrovarci tutti insieme e stare in mezzo alla nostra gente. È una manifestazione organizzata benissimo, con un numero di partecipanti che cresce ogni anno. Ancora una volta vince lo sport”. Parole che restituiscono il senso più autentico della sua avventura: non soltanto la ricerca della medaglia, ma il desiderio di rappresentare qualcosa di più grande. “Per me è un onore portare la maglia del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa, che mi permette di vivere di sport”. Poi il ricordo torna al 2015, al primo titolo conquistato a Torino, nell’anno del 70° anniversario della Federazione. “Oggi arrivo a quota dieci e ne sono orgogliosa”. Una frase semplice, ma carica di tutto il peso dei sacrifici, dei viaggi, degli allenamenti e delle rinunce.
La vita di Giada corre veloce quanto i suoi colpi al tavolo. Tra gli impegni con la Nazionale guidata dal ct Alessandro Arcigli e quelli di club, il tempo per fermarsi quasi non esiste. “Praticamente sono fuori dal 12 aprile per i tantissimi impegni sportivi. Da allora non sono ancora riuscita a rimettere piede a casa”. Davanti a lei ci sono nuove sfide: le qualificazioni ai Campionati del Mondo tra Pechino e Thailandia, una prova internazionale in Francia per difendere il ranking e, all’orizzonte, ancora il Mondiale. Ma soprattutto c’è un sogno che continua a brillare. “Le Olimpiadi di Los Angeles 2028 non sono così lontane. Noi lavoriamo quattro anni per quattro anni”. Dopo l’oro conquistato a Parigi nel 2024, il pensiero torna inevitabilmente a quell’istante che ogni atleta custodisce nel cuore: l’inno di Mameli che risuona sul podio. “Cantare l’inno alle Olimpiadi è qualcosa di indescrivibile. C’è emozione, senso di appartenenza, c’è il tricolore”. E forse è proprio qui il segreto di Giada Rossi: nella capacità di continuare a sognare come il primo giorno, anche dopo dieci titoli consecutivi.
A cura di Fabio Paci



