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Tiziana Nasi tennistavoloL’11 aprile non è una data qualunque. È la Giornata mondiale del Parkinson, un invito a fermarsi e riflettere su una delle malattie neurodegenerative più diffuse e in maggiore espansione. Ma è anche l’occasione per accendere una luce su storie di rinascita, energia ritrovata, piccole rivoluzioni quotidiane. Una, in particolare, ha un suono inconfondibile, quello di una pallina che rimbalza su un tavolo da tennistavolo. Un ritmo leggero, che in questo caso diventa anche terapia in movimento. Gli studi lo confermano, ma sono i volti a raccontarlo. Il ping pong è un allenamento completo per il cervello: coordinazione, riflessi, concentrazione. Ogni scambio è un esercizio che coinvolge corpo e mente, contribuendo concretamente a migliorare la qualità della vita delle persone affette dalla malattia di Parkinson.

In questo scenario si inserisce l’impegno della Federazione Italiana Tennistavolo, in prima linea con progetti dedicati. Un percorso già ricco di tappe significative, come il primo Criterium nazionale per pongisti con Parkinson, andato in scena nell’ottobre 2025 a Grugliasco. Ora lo sguardo è rivolto a un appuntamento destinato a segnare un nuovo inizio: il 20 e 21 maggio, a Cesena, si disputerà la prima edizione dei Campionati italiani riservati agli atleti con Parkinson. Non solo una competizione, ma un simbolo concreto di partecipazione e inclusione.

Massimiliano Iachini tennistavoloE in occasione della Giornata mondiale del Parkinson, il Tg2 accende i riflettori: le telecamere entrano negli impianti del CUS Torino, tra i più attivi in questo contesto. Il servizio, firmato dalla giornalista Olimpia Mignosi, dà voce a chi questa sfida la vive ogni giorno. Tra loro c’è Massimiliano Iachini, presidente nazionale dei giovani parkinsoniani, che al ping pong affida molto più di una passione. “Il tennistavolo - racconta - unisce salute, ricerca e benessere: è il luogo in cui gioco e scienza si incontrano. Ogni colpo diventa un gesto di resistenza e speranza. Non è solo movimento: è attenzione, è mente che lavora, è vita che si rimette in gioco”.

Poi ci sono le storie, quelle che danno sostanza ai numeri. Come quella di Tiziana Nasi, da sempre protagonista dello sport paralimpico e oggi tra le più attive in campo, con la stessa passione di sempre. Il suo racconto ha il ritmo delle cose vere: i giovedì al CUS Torino, le racchette che si incrociano, i volti nuovi che arrivano. “È una comunità che cresce, settimana dopo settimana – racconta Nasi, testimonial della Fitet –. La gioia di ritrovarsi, di migliorare insieme, di sentire che ogni scambio è un passo avanti, quasi un calcio al Parkinson”. E poi l’attesa, quella per Cesena: “Due giorni di gare, certo, ma soprattutto di condivisione, sorrisi, sguardi complici. Perché alla fine la competizione lascia spazio a qualcosa di più profondo: il desiderio di sentirsi vivi, presenti, parte di qualcosa”.

A confermare questa crescita è Francesca Iebole, consigliera nazionale della Fitet e dirigente sportiva del CUS Torino: “Dopo Grugliasco le iscrizioni sono aumentate in modo significativo. Un segnale chiaro: la strada è quella giusta”. Merito anche di tecnici appassionati come Romualdo Manna, capaci di trasformare ogni allenamento in un momento di cura e relazione. E così, da Torino (e da altre città e società attente e solidali), l’onda si allarga, coinvolgendo sempre più realtà in tutta Italia.

Alla fine resta quel suono, semplice e ostinato. Tac, tac, tac… In ogni partita, in ogni sorriso scambiato a bordo campo, in ogni punto conquistato, c’è qualcosa che somiglia a una dichiarazione d’amore alla vita. E la pallina continua a rimbalzare, leggera ma tenace, ricordando a tutti che anche quando il ritmo cambia, la voglia di vivere trova sempre il modo di restare in gioco.

Nella prima foto Tiziana Nasi e nella seconda Massimiliano Iachini

A cura di Fabio Paci