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Ivan KarabecI Mondiali Master di Roma sono la prima edizione della manifestazione aperta anche agli atleti paralimpici. Uno dei giocatori esemplari del movimento è il classe 10 Ivan Karabec, punta di diamante della compagine ceca, che vanta un palmares di grandissimo spessore. Ha infatti conquistato il titolo paralimpico in singolare alle Paralimpiadi di Sydney 2000, ottenendo anche l’argento a squadre, il mondiale a Montreux nel 2006 e l’europeo a Zagabria nel 2003, a Kranjska Gora nel 2007 e a Genova nel 2009.

A Roma Karabec ha superato il girone della gara Over 40 a punteggio pieno, battendo per 3-0 il portoghese Nuno Rodrigues, per 3-0 l’italiano Vitale Ruoppo e per 3-0 l’indiano Aman Dhall. «Sono felice - commenta - per questi primi risultati, anche se i miei avversari non mi hanno impensierito particolarmente. Sono sicuro che in tabellone giovedì il livello crescerà notevolmente e troverò atleti che daranno il massimo per imporsi. Farò il possibile per essere all’altezza della situazione. Non vedo davvero l'ora che la competizione vada avanti e sono curioso di capire chi alla fine sarà il vincitore. Il torneo è ben organizzato e, ovviamente, mi piacerebbe raggiungere il podio. Pur non nascondendomi le difficoltà, ci proverò con tutte le mie forze».

Ivan ripercorre volentieri la sua carriera: «Ovviamente Sydney è la vittoria più grande della mia vita e mi lasciato dei ricordi indelebili. Mi auguro di poter vivere altri momenti così fantastici. Sono felice che per la prima volta i Mondiali di Roma siano aperti a noi paralimpici e considero questo traguardo una bellissima conquista. In realtà avevo sperimentato un’opportunità del genere già nel 2022 agli Europei di Rimini, ma qui l’impatto inclusivo è molto maggiore. Mi sto impegnando per esprimermi al massimo nelle sfide contro gli atleti normodotati, grazie anche al supporto dei dirigenti e degli allenatori del club che rappresento».

Il tennistavolo è una parte fondamentale della vita di Karabec: «È il mio lavoro, sono un giocatore professionista e questo sport mi è familiare da sempre. Lo praticava già mio padre ed è stato proprio lui a trasmettermi la sua passione e a farmi iniziare quando avevo 10 anni. Ora ne ho 44 e ormai il tennistavolo è un aspetto imprescindibile della mia routine. In nome della mia esperienza, voglio augurare ai neofiti e ai futuri giocatori di tennistavolo buona fortuna, nella speranza che riescano a ottenere grandi risultati in questo sport. Mi raccomando, però a tutti di non dimenticarsi del divertimento e di avere grande diligenza e integrità nell’allenamento, dando il meglio in ogni momento».

Ha collaborato Edoardo Zuglian