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Nazionale azzurra paralimpica in vista di TokyoContinua il lavoro in palestra della Nazionale azzurra paralimpica, in vista del prossimo grande obiettivo, le Paralimpiadi di Tokyo. «Gli atleti in carrozzina Giada Rossi, Michela Brunelli, Federico Falco, Andrea Borgato e Matteo Orsi stanno sostenendo allenamenti particolarmente intensi - racconta il direttore tecnico Alessandro Arcigli - per migliorare, contestualmente alla tecnica e alla tattica, anche la resistenza, la forza, la velocità e la rapidità».

Per quanto riguarda gli atleti in piedi, Matteo Parenzan alterna il lavoro in società all’Ask Kras con gli allenamenti al Centro Federale di Lignano Sabbiadoro, mentre tra pochi giorni Amine Kalem si trasferirà al Bella Italia Village, per rifinire la preparazione con un mese in full immersion.
Lo staff tecnico federale, composto da Arcigli, dal tecnico federale Donato Gallo e dagli sparring Massimo Pischiutti e Vladislav Sorbalo, lavora con gli atleti a pieno regime, in una sorta di "bolla" e con tutte le misure previste dal protocollo di sicurezza.

«Abbiamo intensificato i carichi - continua il dt azzurro - e facciamo 39 ore di allenamenti settimanali, tre al mattino e altrettante nella seduta pomeridiana con un pomeriggio libero a settimana. Ogni seduta mattutina inizia con mezz'ora dedicata al perfezionamento delle tecniche di servizio e prosegue con due ore e mezza per l’allenamento al tavolo. Il pomeriggio, fermo restando l'indispensabile impegno sul servizio, il lavoro al tavolo è ridotto a novanta minuti e l'ultima ora è riservata alla preparazione atletica con sovraccarichi. Dal punto di vista tecnico e fisico siamo in una condizione ottimale, le Paralimpiadi sono l'obiettivo del quadriennio, che in questo caso è diventato un quinquennio, e tutti stanno facendo il possibile per arrivarci al massimo della forma. Dovrebbe esserci una grande “bolla” a protezione dei Giochi, con protocolli di sicurezza molto accurati. Sono costantemente informato e attentissimo a ogni evoluzione e, nel contempo, guardo già a Parigi. Non posso, infatti, dimenticare che molti dei nostri atleti sono giovani e nel 2024 raggiungeranno il massimo della loro maturità tecnica e agonistica».