Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo. Visualizza la Privacy Policy

Approvo

Matteo Orsi e Alessandro ArcigliSi è appena concluso il processo di qualificazione e l’International Table Tennis Federation ha comunicato la lista delle wild card, che completano l’elenco degli atleti partecipanti alle Paralimpiadi di Tokyo.

Una è stata concessa al 23enne savonese Matteo Orsi, in classe 3, che va ad aggiungersi a Giada Rossi, già ammessa in quanto vincitrice degli Europei del 2019 in classe 2, Michela Brunelli (classe 3), Andrea Borgato e Federico Falco (classe 1) e Amine Kalem (classe 9), sulla base del ranking di marzo 2020, e l’appena 18enne Matteo Parenzan (classe 6), che ha conquistato il pass aggiudicandosi il Torneo Mondiale di Qualificazione Paralimpica di Lasko, in Slovenia. Saranno dunque sette gli azzurri a rappresentare la FITeT e il Comitato Italiano Paralimpico nella spedizione ai Giochi.

«Non dimentichiamoci che i sette che ce l’hanno fatta - spiega il direttore tecnico paralimpico Alessandro Arcigli (nella foto con Orsi) - sono ben il 70% dei dieci che costituiscono la rosa della Nazionale paralimpica e si tratta di un successo insperato, insperabile e strepitoso. Non avrei potuto immaginare tanto quando tre anni fa è partito il progetto del Centro Federale, di Verona prima e di Lignano Sabbiadoro ora, con un’attività full time con questo gruppo di atleti, che nel tempo ci ha dato e ci sta dando grandissime soddisfazioni. Oltre al numero di qualificati, sono orgoglioso di avere abbassato drasticamente l'età media. Siamo passati da 44,20 anni di Sydney 2000, dai 42,60 di Atene 2004, dai 42,07 di Pechino 2008, dai 42,50 di Londra 2012 e dai 41,10 di Rio 2016 ai 32,08 di Tokyo. Abbiamo insomma lavorato con i giovani, pur non tralasciando il patrimonio di esperienze di grandi campioni come Brunelli e Borgato».

Il dt ha anche un pensiero per gli altri tre:«Lorenzo Cordua gareggia in  classe 10, in cui il livello di concorrenzialità è talmente elevato da rendere praticamente impossibile la qualificazione. Un giovane come Lorenzo non è ancora in condizione di competere con i mostri sacri della categoria. Ci ha creduto e ha fatto il possibile, allenandosi al massimo delle sue possibilità e crescendo moltissimo, ma ciò non è bastato. Siamo certi che abbia fatto delle esperienze che gli torneranno utili in occasione delle prossime manifestazioni internazionali. Fra un anno ci saranno i Mondiali, poi gli Europei e fra poco più di tre anni le Paralimpiadi di Parigi. Lorenzo è del 2000 e ha dunque tutto il tempo davanti a sé».

Il secondo è Federico Crosara:«Ci ha creduto, e noi con lui, ed è arrivato a un passo dalla qualificazione, sia con il ranking di marzo 2020 sia specialmente al torneo di Lasko, nel quale ha perso in finale una partita tiratissima conclusa alla “bella”, dopo aver avuto parecchie chance di portare a casa il terzo set, che avrebbe potuto essere decisivo. Federico è stato una piacevolissima sorpresa dal punto di vista del gioco, perché si è espresso veramente ad altissimi livelli e, anche se il risultato non è arrivato, non ha nulla da rimproverarsi. Di più non avrebbe potuto fare e lo sport è questo».

Il terzetto si completa con la 19enne Carlotta Ragazzini:«Non si è qualificata perché non ne ha avuto la possibilità. A febbraio del 2021, quando era lanciatissima e al massimo della sua forma e delle sue potenzialità, un aggravamento delle sue condizioni di salute l’ha costretta a uno stop, che ancora perdura, impedendole di giocarsi le sue carte a Lasko, l’appuntamento per il quale stava e stavamo lavorando».

Arcigli commenta poi la wild card a Orsi:«Alla ITTF viene chiamata “carta speciale”, concessa per riconoscere situazione particolarmente meritevoli, come quella di Matteo, che fa parte di una Federazione stimata a livello internazionale per il lavoro che sta facendo, in campo sia olimpico sia paralimpico, ed è un giovane che meglio sta esprimendo il proprio potenziale sui massimi palcoscenici. Avrebbe infatti potuto ottenere il pass vincendo la sfida contro il ceco Petr Svatos all’Open di Spagna e scalando dunque il ranking. Anche a Lasko è andato vicino all’obiettivo, approdando in semifinale e perdendo tre set combattutissimi contro il polacco Maciej Nalepka, anche lui destinatario di una wild card»

Sono molti i protagonisti della presenza a Tokyo di sette pongisti. «Ringrazio per il loro lavoro prezioso - afferma Arcigli - il tecnico federale Donato Gallo, Massimo Pischiutti e Vladislav Sorbalo, che a tempo pieno si sono dedicati all’attività di sparring e non solo, dando un supporto a 360° agli atleti del Centro Federale, l’infermiere Mauro Bianchin e la fisioterapista Elisa Quaglia. Oggi è un giorno veramente bello per me, per la Nazionale paralimpica e per la Federazione. Il presidente Renato Di Napoli e il Consiglio Federale credono in questi atleti e in questo modo di lavorare. Lo staff della FITeT, con il segretario generale Giuseppe Marino, il responsabile del settore paralimpico Luca Rizzoli e i suoi collaboratori Alessia Bertini e Peppe Vella, ha contribuito a far sì che tutto stia andando per il meglio».

Impossibile dimenticare il ruolo del Comitato Italiano Paralimpico nel processo di preparazione e di avvicinamento ai Giochi:«Senza il presidente Luca Pancalli e tutti coloro che fanno parte della Preparazione Paralimpica sarebbe stato difficile, se non impossibile, raggiungere questo traguardo da sogno».

Teatro degli allenamenti quotidiani degli azzurri è il Bella Italia Village di Lignano Sabbiadoro:«Siamo qui in pianta stabile da oltre un anno e abbiamo trascorso i momenti difficili della pandemia, tranne i due mesi di lockdown duro. Siamo ospitati come persone di famiglia e vivere nella massima serenità possibile ha permesso a tutti i pongisti di portare avanti il loro impegno in condizioni invidiabili. Non può dunque mancare il ringraziamento alla struttura che ci accoglie e a coloro che praticamente si prendono cura di noi giornalmente».

La chiosa finale è all’insegna dell’ottimismo:«Il bello deve ancora venire, perché andremo alle Paralimpiadi con grandi obiettivi. Nessun traguardo è precluso e questa partecipazione sarà un nuovo punto di partenza».