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Matteo Parenzan qualificato alle Paralimpiadi di TokyoSalgono a  sei gli azzurri ammessi alle Paralimpiadi di Tokyo. Ad aggiornare il dato è stato il favoloso 17enne Matteo Parenzan, che ha vinto in classe 6 il torneo di qualificazione di Lasko, in Slovenia e si è andato ad aggiungere ai già promossi Michela Brunelli, Giada Rossi, Andrea Borgato, Federico Falco e Amine Kalem.

In finale il triestino ha battuto per 3-0 (11-9, 12-10, 11-8) il giapponese Kazuki Shichino. Ha subito recuperato da 0-2 a 3-2 e si è portato sul 7-4. È stato a sua volta rimontato (7-7), come anche dal 9-7 al 9-9 e ha capitalizzato al meglio l’ultimo doppio turno al servizio. Nel secondo parziale Matteo è stato bravissimo a rimettersi in carreggiata dallo 0-2 al 3-2 e dal 3-6 al 7-6. Non ha sfruttato il primo set-point (10-9), è andata meglio al secondo (11-10).

La partenza lanciata nelle terza frazione (4-1) non è bastata a Parenzan, che ha subìto un break di 6-0 (4-7). Non si è perso d’animo e dal 6-8 ha conquistato cinque scambi consecutivi, alzando le braccia al cielo.

Non ha centrato l’obiettivo Federico Crosara, che in classe 2 (tavolo 3) ha ceduto al thailandese Thirayu Chueawong per 3-2 (8-11, 11-7, 16-18, 11-7, 4-11).

Ha iniziato in salita (1-4) e, pur rosicchiando punti, non è mai riuscito ad appaiare l’avversario, perdendo al primo dei due set-point. Nel secondo parziale il veronese si è issato dall’1-3 al 4-3 e dal 5-5 al 7-5, ottenendo quattro palle set e concretizzando la seconda.

Crosara nella terza frazione non ha approfittato di un vantaggio nella fase iniziale (3-1 e 5-3) e soprattutto conclusiva (9-6) e si andati agli spareggi. L’azzurro ha fallito tre set-point (10-9, 11-10 e 16-15) e l’asiatico quattro (12-11, 13-12, 14-13 e 15-14), ma ha chiuso al quinto.

La reazione è stata veemente (7-1) e, nonostante il ritorno di Chueawong (8-5), il veneto ha rinviato il verdetto alla “bella”, nella quale il thailandese ha sempre guidato. Ha cambiato campo sul 5-1 ed è andato a prendersi una meritata qualificazione. Applausi anche per Crosara, che solo all’ultimo ostacolo ha mancato il pass per la capitale giapponese.

«È stato un torneo durissimo - commenta il direttore tecnico Alessandro Arcigli, che ha guidato la spedizione con il tecnico Donato Gallo e la collaborazione dello sparring Massimo Pischiutti, - . Siamo arrivati qui con quattro atleti e Matteo Parenzan, Federico Crosara e Matteo Orsi sono approdati alle semifinali e si sono giocati le loro chance. Alla fine Parenzan si è qualificato e Crosara si è classificato secondo. Si è trattato, insomma, di un grande successo di squadra. Lorenzo Cordua oggettivamente aveva poche ambizioni, perché il livello tecnico della classe 10 è di grandissimo spessore. In questo ultimo anno e oltre il livello tecnico di tutti si è alzato moltissimo. Tutti si sono allenati senza lo stress delle gare. Conoscevamo la difficoltà del torneo al buio. Orsi in semifinale è uscito al termine di tre set tiratissimi. Parenzan ha vinto, ma ha rischiato sia in semifinale sia in finale ed è stato bravissimo a giocare in maniera meravigliosa i punti decisivi. Crosara ha perso, ma avrebbe potuto vincere, perché, se si fosse aggiudicato il lunghissimo terzo set, le cose sarebbero cambiate. Aumentare di una carta il numero dei qualificati non era per nulla scontato e dunque sono molto soddisfatto. Avremo qualcosa d’importante da festeggiare questa sera. Siamo certi di andare a Tokyo con sei atleti e Parenzan, senza nulla togliere agli altri, è ancora minorenne ed è un bel segnale per il movimento. Rispetto alle precedenti edizioni delle Paralimpiadi, abbiamo abbassato di moltissimo l’età media. Giova anche ricordare che a fine mese saranno assegnate da una a tre wild card per classe e chissà, forse riceveremo altre buone notizie, anche se non abbiamo mai fatto troppo affidamento su questa possibilità. Abbiamo puntato di più a ottenere il risultato sul campo. Concludo dicendo che chi era a Lasko e chi era a casa ha meritato tutto ciò! Siamo un grande team.....atleti, famiglie, allenatori, presidente e dirigenti FITeT, impiegati federali e collaboratori tecnici ....tutti insieme per dei GRANDI OBIETTIVI!!!».