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Ripartenza in Sicilia stage paralimpicoÈ scattato il progetto “Ripartenza in Sicilia” e, sul fronte paralimpico, di questo e molto altro l’addetto stampa regionale Mario Lo Presti ha parlato con Marzia Bucca, consigliera federale e referente tecnico regionale paralimpico.

Come sta andando questa ripresa?

«Anche se non c’era stato un intervento specifico in ambito regionale, in questo periodo di stasi gli atleti di alto livello hanno continuato a fare esercizi di potenziamento, per evitare troppi ritardi sulla preparazione. La questione della programmazione, però, è assai complessa. Avevamo progettato per la conclusione dell’anno 2019/2020, con la somma stanziata, una serie di raduni, tornei e altre iniziative che, naturalmente, non sono andati a buon fine per tutta la situazione che si è venuta a creare. Proprio per queste motivazioni, abbiamo apportato delle modifiche. Ho chiesto alle varie società la disponibilità per effettuare una programmazione di massima, in quanto ogni associazione sportiva si deve gestire in maniera autonoma e secondo le proprie esigenze».

Come avete deciso di operare?

«Abbiamo modificato il tipo di intervento proponendo un allenamento particolare: una sorta di raduno individuale (ogni atleta convocato è stato supportato da uno sparring), con un lavoro di grande qualità sviluppato nell’arco di tre ore, svolgendo, ad esempio, addestramenti ripetuti sul servizio, sulla ricezione e altro che spesso, negli stage collettivi, non c’è la possibilità di effettuare più volte. Questi tipi di raduni si articoleranno da luglio a settembre e costituiscono un’attività di grande qualità».

Quali atleti avete selezionato?

«Oltre a coloro che ritenevamo fosse importante convocare, ho pensato di allargare il cerchio con Daniel La Monica, appartenente alla classe 11, un giovane tesserato con la Pongistica Messina del presidente Massimo Minutoli e seguito assiduamente dal bravo tecnico Salvatore Caruso. Lo avevo visto all’opera in occasione dell’unica gara che aveva disputato nella categoria “Esordienti” e ne avevo tratto un’ottima impressione. Ho quindi sentito la necessità di dargli fiducia, perché ha ampi margini di crescita Nel progetto sono stati coinvolti moltissimi sparring di società, nonché gli stessi dirigenti che devono garantire di seguire i protocolli di sicurezza e attenersi scrupolosamente a tutte le direttive in materia».

Dalla tabella riepilogativa dei premi federali paralimpici dell’ultima stagione risulta che le società siciliane hanno fatto il pieno. Come ti spieghi questi risultati?

«Il primo posto fra le società è stato conquistato dallo Sport Club Etna, seguito a ruota dalla Radiosa. In quarta e quinta posizione si sono attestate il Circolo Etneo e l’Albatros Zafferana Etnea. Questo significa che il nostro movimento è davvero importante a livello nazionale. Se poi consideriamo che di questa particolare classifica fanno parte anche Club Pantera Rosa, Vigaro Siracusa, Buseto-TP, Virtus Enna, Centro Pol. UISP Germaine Lecocq, Australia Acireale e Fiamma Mico Riposto, per un totale di 11 società su un elenco complessivo composto da 45 associazioni sportive, questa è la prova che la Sicilia crede fermamente nel settore paralimpico».

A cosa si devono questi piazzamenti?

«Siamo stati favoriti dal fatto che si sono disputati solamente due tornei e nel primo, che si è svolto a S. Venerina, la nostra presenza è stata massiccia e di grande qualità. Ciò non toglie, comunque, merito alle nostre società, che lavorano con grande attenzione per ottenere questi risultati, che sono di assoluto spessore. Senza dimenticare le nuove realtà paralimpiche, Orizzonte Gela, Tennistavolo Vittoria e T.T. Olimpicus, che stanno apportando con grande entusiasmo nuove forze al movimento regionale, e che a breve coinvolgeremo negli stage».

 A spingere tutto il movimento c’è anche lo zampino del Comitato Regionale?

«Su questo non ci sono dubbi. In Sicilia sono referente regionale dal 2012 e in questi anni ho potuto constatare la crescita del settore. Sono stata supportata, e continuo a esserlo, da una squadra fantastica, formata da Carlo Pandolfini, Giovanni La Mattina, Pierpaolo Liberto e Francesco Gandolfo. Siamo un gruppo davvero compatto e questo ci aiuta a lavorare bene e ad aiutare in tutto quello che possiamo le società che si dedicano al settore paralimpico».

Veniamo al progetto “TennistavolOltre”?

«Siamo stati la prima Regione d’Italia, con 19 Istituti Scolastici su 85. La nostra organizzazione è stata pazzesca a livello di comunicazione e siamo tutti disposti a collaborare per la crescita del movimento. Indubbiamente, in Sicilia e in Sardegna siamo agevolati dalla presenza della legge 19, che tutela l’attività paralimpica, sostenendola economicamente e rendendo tutto più facile. Lavorare in armonia, e con collaboratori davvero speciali, permette di realizzare molte iniziative che, senza questo tipo di affiatamento, sarebbe impossibile concretizzare».

In prospettiva, appare roseo il futuro delle società paralimpiche?

«C’è un dato di fatto innegabile: in ogni nuova stagione agonistica scorgo, soprattutto nelle società più rappresentative, quali Sport Club Etna, Radiosa e Circolo Etneo, dei volti nuovi e questo ci aiuta moltissimo. Continuano a formarsi nuove società e diverse, fra le associazioni sportive esistenti, aprono al settore. Senza mezzi termini, il nostro movimento paralimpico è il più importante d’Italia e questo ci gratifica moltissimo».