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Alessandro Arcigli e Donato GalloPur in assenza degli impegni in palestra, l'attività degli azzurri paralimpici, in questo periodo di quarantena, prosegue a pieno regime anche via web, grazie all'applicazione costante del direttore tecnico Alessandro Arcigli e del tecnico Donato Gallo (nella foto).

Ciao Alessandro,  come lavorate con i ragazzi, per garantire loro il mantenimento di uno standard soddisfacente di allenamento?

«Già a metà marzo  abbiamo avuto piena consapevolezza che, al termine della fase emergenziale, si sarebbero dovute trovare nuove misure e nuovi modi per continuare la preparazione. Da allora sia io sia Donato interagiamo con gli atleti della Nazionale attraverso le più diffuse piattaforme telematiche. Con ognuno abbiamo concordato il programma di lavoro quotidiano e cerchiamo di fornire l’usuale assistenza tecnica, fisica e SPECIALMENTE psicologica.  Quasi ogni giorno inoltriamo via WhatsApp un approfondimento su questioni fisiche, tecniche e mentali, stimolando una discussione in merito a quanto inviato».

Avete pensato, però, anche a degli incontri, per svolgere delle attività insieme?

«Esattamente. Già dall’inizio dell’emergenza  si è reso necessario modificare la tipologia di lavoro quotidiano e si è impostato un programma, "live" e "on line", di attività da casa e in piccoli gruppi. Prevede delle sedute quotidiane di preparazione atletica in gruppo, che coinvolgono Giada Rossi, Carlotta Ragazzini, Federico Falco, Matteo Orsi, Mattia Porro, Michela Brunelli, Andrea Borgato, Federico Crosara, Alessandro Giardini, Elia Bernardi, Amine Kalem e Lorenzo Cordua».

Riuscite anche a proseguire una sorta di analisi tecnica degli allenamenti al tavolo?

«Facciamo il possibile per procedere anche in questa direzione, tenendo contro che qualcuno degli atleti può svolgerli a casa, avendo il tavolo, senza violare le norme di sicurezza, effettuando i servizi oppure utilizzando il robot. Quest’attività viene effettuata in remoto e, cioè, con l’inoltro, attraverso WhatsApp, da parte degli atleti dei filmati e l’invio in risposta da parte nostra  delle osservazioni tecniche».

C'è spazio per la videoanalisi?

«Ci occupiamo anche dell'analisi tattica degli incontri registrati nel corso dell’ultima stagione, attraverso delle semplici videochiamate, e del supporto psicologico, con l’invio quotidiano di "spunti di riflessione e di stimolo". A tal fine si è attivata una chat di gruppo WhatsApp, con la quale TUTTI gli atleti e i tecnici interagiscono quotidianamente».

Ti ritieni soddisfatto di questa metodologia di lavoro?

«Assolutamente sì e si tratta di una preparazione che dobbiamo continuare a sviluppare con grande attenzione e abnegazione. Ho visto in questo periodo tutti gli atleti continuare a prepararsi al meglio, anche se ognuno rigorosamente all'interno e con le proprie difficoltà casalinghe, e di questo sono estremamente compiaciuto. Ho avuto la conferma, ma non avevo dubbi al riguardo, di avere in squadra ragazze e ragazzi straordinari».

Come valuti il futuro?

«Finché non si troverà un vaccino e/o una cura, gli spostamenti saranno limitati e per parecchio tempo dovremo rispettare le  misure di distanziamento. Per quanto ci riguarda, immediatamente, quindi, abbiamo stimolato gli atleti a reperire location sicure ed esclusive per gli allenamenti e ad attivarsi per acquisire le disponibilità di alcuni sparring che, vivendo vicino a loro, non avrebbero infranto i divieti governativi».

Questo già in previsione della Fase 2?

«Certamente, perché in quel momento si potrà fare allenamento, ma solo se ci sarà  la giusta distanza fra gli atleti e gli spostamenti saranno molto limitati. Nell’immediatezza, dovendo stare  in casa, abbiamo con tempestività deciso di procedere con una sorta di "smart working", ma nel medio termine, non potendo pensare a iniziare la preparazione tecnica al Centro Federale,  abbiamo modificato la programmazione, indirizzandoci  verso una sorta di preparazione sicura, personalizzata e individualizzata».

Quindi, nello specifico, quale sarà la strategia?

«La decisione di rinviare i Giochi di Tokyo e il Torneo di Qualificazione al 2021 è stata un punto fermo da cui ripartire, per formulare una riprogrammazione, alla luce della situazione sanitaria che sta attraversando l'intero pianeta. In accordo con il presidente Renato Di Napoli e con il Consiglio Federale, abbiamo definito che a ogni atleta della Nazionale, e da questo punto di vista la rosa andrà necessariamente, e momentaneamente, ridotta all’osso, sarà assegnato un tecnico/sparring, che seguirà in loco il programma individualizzato predisposto, verificato e controllato. Ciò in attesa della possibilità di una ripresa a pieno regime che si avrà solo con il ritorno al Centro di Preparazione Paralimpica di Lignano Sabbiadoro. L’inizio di tale attività collegiale sarà condizionato dall’evoluzione della situazione generale, ma solo iniziando prima possibile con il lavoro tecnico al tavolo potremmo essere immediatamente operativi, quando la situazione generale dell'epidemia lo consentirà in piena sicurezza».

Nonostante l'eccezionalità del periodo che stiamo vivendo, c'è ottimismo nelle tue parole.

«Ho la piena consapevolezza e la certezza che, non appena avremo il via libera, saremo pronti a diventare competitivi quanto, e più, di prima.  Nel frattempo si chiederà a ogni sparring di posizionare una telecamera e di effettuare l’allenamento "in diretta" su una delle piattaforme social, in modo che i tecnici della Nazionale possano collegarsi e, visionando il lavoro effettuato, suggerire modifiche e controllare la corretta esecuzione degli schemi proposti. Se, e quando, le disposizioni governative lo consentiranno, i tecnici viaggeranno presso le residenze dei pongisti, per sovraintendere personalmente agli allenamenti personalizzati. Contestualmente all’inizio delle attività personalizzate, si continuerà a seguire il programma di preparazione fisica in "smart working" e a implementare il lavoro di supporto psicologico, attraverso l’interazione quotidiana con ogni atleta».

Stai pensando anche oltre?

«Non abbiamo alcuna idea di quanto potrebbe durare questo periodo intermedio, ma nel frattempo si dovranno iniziare a predisporre TUTTI gli accorgimenti che ci possano consentire, sempre non appena il Governo lo consentirà, un rientro a pieno regime a Lignano. Sono certo che, pur rispettando le indicazioni, siamo riusciti finora a mantenere pienamente in forma i nostri atleti azzurri e che, mai come adesso, tutte le componenti federali siano #DistantiMaUniti».