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Carlotta Ragazzini con Giada Rossi e Federico FalcoLa 18enne Carlotta Ragazzini non vede l'ora di archiviare questo brutto periodo e d'iniziare a preparare il torneo che qualificherà ai Giochi Paralimpici di Tokyo.

Lei sa bene che all’interno del Villaggio Paralimpico si respirerà un'aria di grande emozione e attesa per l’evento che ognuno degli atleti presenti ha sognato negli ultimi anni. In questo luogo di unione giungeranno atleti da ogni parte del mondo, con un unico obiettivo: partecipare alla più importante manifestazione sportiva e possibilmente vincerla. È così per ogni atleta di ogni sport e lo è anche per gli atleti paralimpici. Muovendosi all’interno del Villaggio Paralimpico, si potranno incontrare atleti di ogni disciplina, nazione e genere, ognuno con una diversa esperienza alle spalle, ma accomunati dalla stessa determinazione nel raggiungere i propri obiettivi. 

Per capire cosa si proverà ha voluto fare qualche domande a una delle atlete che la medaglia paralimpica l'ha già vinta, ovvero Giada Rossi, bronzo a Rio 2016. 
Allora Giada, cosa si prova a partecipare ad una Paralimpiade?
«Sicuramente è un'emozione grandissima, in quei momenti ti rendi davvero conto di essere al centro del mondo, rappresentando il tuo Paese. Capisci di essere davvero importante, di aver raggiunto l’obiettivo per cui hai lavorato molto negli anni ed è davvero una soddisfazione enorme».

Tokyo sarà la tua seconda Paralimpiade, come stai vivendo la preparazione in confronto alla precedente esperienza?

«C’è sicuramente più consapevolezza di quello che sto vivendo rispetto a quattro anni fa, ma sono sicura che l’emozione che proverò al momento della Cerimonia Inaugurale sarà ancora grande. Se prima ogni cosa era una nuova scoperta, quasi come se mi trovassi lì per caso, ora so cosa aspettarmi e sono consapevole del percorso che mi ha portato fino a Tokyo. Non vedo l’ora di rivivere le stesse bellissime emozioni della scorsa Paralimpiade, che più che essersi trasformate, saranno amplificate».

Che importanza ha secondo te lo sport nella società e nella vita?
«Lo sport è stato per me una parte fondamentale della crescita, non solo come atleta, ma anche come donna. Sicuramente mi ha aiutato a prendere consapevolezza di me stessa e degli obiettivi che voglio raggiungere nella vita. Lo sport trasmette un messaggio fondamentale, quello di affrontare gli ostacoli che la vita ci pone davanti, con determinazione e cercando di superarli con le armi che abbiamo a nostra disposizione. Ci insegna a non percorrere la via più semplice, ovvero quella degli alibi, ma a individuare i nostri punti di forza, trovando delle soluzioni». 
Quali sono i valori che ritieni fondamentali per un atleta?
«Onestà e sacrificio sono sicuramente importantissimi, ma anche la lealtà e il rispetto delle regole sono valori fondamentali. Quindi anche il fair play, ovvero competere lealmente, nel rispetto dell’avversario,  non eccedendo nel voler raggiungere un obiettivo a ogni costo, anche ostacolando gli atleti con cui ti devi confrontare».

Finita la conversazione con Giada, Carlotta ha voluto sentire un altro atleta, il veronese Federico Falco, che, a differenza della pordenonese, sarà alla sua prima esperienza paralimpica. 

Federico, questa sarà la tua prima Paralimpiade, come la vivrai e cosa proverai?
«È già stata un'emozione enorme qualificarsi e arrivare a far parte di un gruppo d’élite, tagliare un traguardo che non tutti riescono a ottenere. È certamente una grande soddisfazione sapere di essere in grado di raggiungere un certo livello, grazie al costante lavoro quotidiano svolto negli ultimi anni.  Anche solo pensare di entrare alla cerimonia di apertura, davanti a migliaia di persone, rappresentando il mio Paese, sarà sicuramente un'emozione bellissima e indimenticabile».

Quanto è importante lo sport nella tua vita e che peso ha all’interno della società odierna? 
«Nella mia vita è fondamentale, è la parte più importante della mia giornata. Inoltre lo sport insegna che bisogna sempre superarsi e fare del proprio meglio, infatti ci sarà sempre qualcuno con cui confrontarsi. Lo sport ci permette di lavorare su noi stessi, cercando di esaltare le nostre qualità e migliorare, per quanto possibile, i nostri difetti».
Che valori dovrebbe avere secondo te un atleta?

«Il rigore, la disciplina e la costanza sono sicuramente alla base dell’agonismo, ma anche la motivazione, l’avere quella forza che ti spinge ogni giorno a dare il meglio di te stesso, in allenamento come in gara, in modo tale da raggiungere gli obiettivi che ti eri prefissato. Un valore di fondamentale importanza è inoltre la lealtà, intesa come rispetto sia nei confronti degli avversari, sia nei confronti dei propri compagni di squadra, degli allenatori e di tutte le persone che ti accompagnano nel tuo viaggio sportivo».   

Nella foto: da sinistra Giada Rossi, Federico Falco e Carlotta Ragazzini