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E’ iniziato questa mattina il secondo ciclo di quattro sedute di attività con una piccola novità gestionale: sono infatti i Referenti tecnici dei Comitati a condurre insieme ai colleghi federali. Esordio per Marzia Bucca che nella mattinata ha gestito la prima fase di attività motoria insieme ad Enrico Rech Daldosso; a seguire Oana Copaci, la stessa Marzia Bucca ed Antonella Di Napoli si sono occupate insieme a Giuseppe del Rosso delle esercitazioni al tavolo proposte al gruppo delle ragazzine. Obiettivo continuità della circolazione della pallina e gestione degli spostamenti per un sottogruppo di sei atlete (Endrizzi Giulia, Giuffrida, Safmeni, Mattana, Piras, Barani); per un secondo sottogruppo esercizi per le situazioni di presa di iniziativa nel match (State,  Coates abbinate ai maschietti Gianluca Zaccone e Agostino Cirillo); per un terzo minigruppo (Ramazzini, Lajmeri) lavoro al cesto con Giuseppe Del Rosso sulla dinamica di spostamento e dei colpi. Nel pomeriggio spazio alle situazioni di apprendimento della tecnica nella situazione partita.
Il gruppo degli atleti (temporaneamente privo dei due “imprestati” al gruppo femminile) viene gestito da Oreste Coletta, Alessandro Ruscelli, Stefano Curcio ed Alessandro Calvi coordinati da Sebastiano Petracca. Nella mattinata esercitazioni orientate a sviluppare continuità di gioco nella gestione delle direzioni della pallina, del legamento di Rovescio e Diritto da punti diversi del tavolo. Nel pomeriggio il lavoro è orientato a proporre situazioni partita e potenziamento delle situazioni di servizio e risposta.
I ragazzi sono distribuiti ai tavoli secondo questa organizzazione:
Oreste Coletta-Murano
Alessandro Calvi- Piciulin
Oyebode-Alessandro Ruscelli
Cicuttini-Foglia
Piciulin-Stefano Curcio
Palmarucci-Venturini
Mazzocchi-Pillera

Jacopo Endrizzi, Luigi Pusceddu, Francesco Mundo stanno partecipando oggi alle attività della Squadra Nazionale Giovanile Cadetti maschile; ieri invece erano stati “nominati” Simone Cicuttini, Luca Palmarucci e Agostino Cirillo.

Di particolare efficacia la progressione di lavoro per l’apprendimento delle abilità tecniche: viene seguita infatti una scansione precisa che permette ai ragazzi di
•    Identificare direzione, traiettoria, velocità e profondità della pallina che arriva,
•    prendere posizione (disporre il corpo) allineandosi alla direzione e al punto di “discesa” della parabola della pallina,
•    ruotare le spalle e le anche per “assecondare” la spinta degli arti inferiori e creare una “linea” unica fra la racchetta-l’avambraccio-il braccio-le spalle e le anche,
•    completare lo “swing” per produrre una accelerazione della racchetta rispetto alla pallina,
•    produrre una azione dietro-avanti della racchetta rispetto alla pallina, esattamente nel punto voluto.

La componente cognitiva di discriminazione delle coordinate spazio temporali della pallina impegna i ragazzi generando spesso una sorta di “risposta compensativa” di interruzione del movimento. Cioè nel tentativo di seguire la pallina il corpo si “blocca”, come inibito all’avvicinamento ed alla presa di posizione.
Un problema rilevante che può creare voragini tecniche anche in età successive.
Imparare a osservare e a muoversi è quindi estremamente importante.
Il tecnico deve però saper creare delle situazioni facilitate che consentano di limitare le difficoltà dell’esercitazione, per tenere sotto controllo il movimento da eseguire; parte quindi centrando l’attenzione sulle varie fasi della catena cinetica secondo un ordine sequenziale inverso rispetto alla situazione di gioco.

Si comincia quindi dalla fase di impatto della pallina: si scelgono esercitazioni quindi che inizialmente si svolgono sopra il tavolo, hanno precisi riferimenti spaziali (la distanza dalla rete, l’altezza rispetto al piano del tavolo, ecc…), richiedono solo il movimento di avambraccio e mano.
Gradualmente ci “si allontana” dal tavolo  aumentando le difficoltà nell’individuare i riferimenti spazio-temporali, richiedendo il coinvolgimento di tutto il corpo; e più ci si allontana e maggiore diviene la richiesta di allungare la gittata del colpo.

In qualche misura il tecnico di tennistavolo agisce come un Maestro di musica: si trova infatti ad insegnare in quale modo produrre dei suoni con gli strumenti ma anche a conoscere il solfeggio. Se infatti non si riesce a discriminare l’evoluzione degli eventi nel tempo, assai complesso appare produrre dei suoni che abbiano un valore ed un significato.