Trevisan, il piccolo gigante del Muravera, firma l’impresa di giornata
- Pubblicato: 27 Settembre 2026
Esulta, alza le braccia al cielo, gira la testa verso i tifosi. Quasi a cercare qualcuno che gli dica che sì, è successo davvero. Che non è un sogno. Francesco Trevisan ha appena battuto Lubomir Pistej. E al Centro Sportivo Bonacossa di Milano, nella seconda giornata del campionato di A1, per qualche secondo sembra fermarsi tutto. Perché davanti al sedicenne del Muravera c’era uno dei giocatori più forti del campionato. Un avversario che nel ranking mondiale occupa il numero 84, che in carriera è arrivato fino al 52° posto. Trevisan, invece, è il numero 407. Sulla carta, un abisso. Sul tavolo, nemmeno l’ombra.
Francesco lo ha battuto con una partita da veterano. Ha aggredito Pistej dal primo scambio, ha aperto il campo con il rovescio potente per poi spostarlo con il dritto, costringendolo a rincorrere palline difficili, angolate. Il primo set è quasi un manifesto: 11-0. Un risultato che racconta da solo la forza e, soprattutto, la personalità del ragazzo del Muravera. “Non mi era mai riuscito di fare 11-0 in carriera”, racconta sorridendo. Pistej reagisce nel secondo, si aggrappa all’esperienza e alla qualità: 12-10. Ma Trevisan non trema. Riparte. Stringe i denti. Gambe d’acciaio, testa, braccio. E firma gli ultimi due parziali: 11-9, 11-7. Adesso sì, puoi alzare le braccia Francesco: è fatta. Tutto vero.
Il teenager goriziano ha appena messo a terra uno dei giocatori più quotati del campionato. E lo ha fatto costruendo il successo punto dopo punto, con una determinazione impressionante. “Bellissima partita. Sono molto contento. Pistej è un fortissimo giocatore”, dice Francesco, ancora con addosso l’adrenalina. “Sono contento per la squadra, stiamo giocando un buonissimo inizio di campionato. Abbiamo fatto tutti delle partite importanti. Anche ieri mi sono piaciuto”.
Ieri. Oggi. Due partite, due vittorie. E adesso anche la consapevolezza di poter stare a questo livello. Non era semplice, perché Pistej è uno di quegli avversari che non concedono riferimenti. “Non avevo mai giocato contro di lui. Non avevo punti di riferimento. Pistej è molto scomodo, gioca palle cariche di effetto. È molto difficile affrontarlo anche perché ha tanta esperienza”. Eppure Trevisan lo ha letto. Lo ha spostato. Lo ha aggredito. Ha giocato con la freschezza dei suoi 16 anni e con una maturità che, almeno lì, è sembrata quella di un atleta molto più esperto.
Poi, terminato il match, arriva il momento più bello. Quello in cui tutta la tensione accumulata si scioglie. Francesco sorride, cerca di scaricare l’adrenalina e pensa alla famiglia. La prima telefonata è per casa: “Chiederò a papà Luis se ha visto la partita, di sicuro mi farà i complimenti”.
Una vittoria che vale tantissimo. Per svariati motivi. Per Trevisan è già un piccolo pezzo di storia personale. “È il successo più importante della mia carriera. Aver battuto un giocatore così avanti nella classifica mondiale mi ripaga di tanti sacrifici. Vorrei arrivare a competere con i migliori al mondo”. Il sogno è dichiarato. La strada è ancora lunga. Ma una giornata così dice che il viaggio sta proseguendo nel modo migliore.
E intanto gongola il Tennistavolo Muravera. La squadra allenata da Gianluca Abbaticchio esce dalla due-giorni milanese con due vittorie e 5 punti in classifica, al secondo posto solitario, alle spalle soltanto di Siracusa. Un avvio di campionato da protagonista, costruito sui campioni di livello internazionale, adesso impreziosito da una certezza in più: quella di avere un altro talento su cui contare. Francesco Trevisan, 16 anni, azzurrino, tutto gambe, potenza e coraggio. Quello che alza le braccia al cielo dopo aver battuto il numero 84 del mondo e per un attimo sembra chiedersi se sia tutto vero. Forse non ci crede ancora neanche lui. Ma il tavolo, intanto, ha già dato la sua risposta.
Intervista di Fabio Paci
La foto è di Giuseppe Di Carlo



