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William Santini Andrea Dondi e Antonio ArisiI Campionati Italiani di 4ª-5ª-6ª categoria, hanno ricevuto questa mattina la gradita visita del presidente del CONI Emilia-Romagna Andrea Dondi, che è stato accolto al PlayHall di Riccione dal consigliere federale William Santini e dal presidente della Commissione Nazionale Gare Antonio Arisi, entrambi emiliani.

Il numero uno dello sport regionale ha espresso entusiasmo per una manifestazione e per una disciplina come il tennistavolo, che sono capaci di coinvolgere e divertire persone di tutte le età.

«È una tradizione che si rafforza - spiega Dondi - ricordo che quando eravamo giovani o in parrocchia o in polisportiva c’erano il ping pong e il calciobalilla. Il tennistavolo ha numeri importanti e può essere praticato dai 4 ai 90 anni e oltre. È un bellissimo sport, che crea socialità e noi abbiamo bisogno che la gente esca di casa, s’incontri e si parli. Quest’attività è il viatico migliore affinché le tragedie del Covid rimangano un brutto ricordo e si torni a fare una vita di condivisione. Qui al PlayHall si assegnano i titoli italiani, ma alla fine di ogni gara ci saranno una medaglia d’oro, una d’argento e due di bronzo. Gli altri trovano ancora soddisfazione a prendersi alcuni giorni di ferie o di permesso, per venire qui e poter dire di essersi allenati tutti i giorni o due volte alla settimana e aver avuto la soddisfazione di partecipare alla massima rassegna tricolore. L’importante e che giovani e meno giovani tornino a casa con alle spalle una bella esperienza. A Riccione si sta bene e questo è un impianto molto bello che si presta molto bene alle esigenze del tennistavolo. Non è un caso che i Campionati Italiani di Categoria si disputino qui per il sesto anno consecutivo. Le tribune sono capienti e permettono a mamme, papà nonni e amici di sedersi comodi e seguire le gesta di figli, nipoti, parenti e conoscenti. Io ho giocato a tennistavolo rigorosamente in parrocchia alla Madonna Pellegrina di Modena, ero scarsissimo ma mi divertivo. C’era una cosa, però, che mi faceva arrabbiare, perché quando affrontavo la mia allora fidanzata e attuale moglie perdevo».

Nella foto di Giuseppe Di Carlo, da sinistra William Santini, Andrea Dondi e Antonio Arisi