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Campionati Italiani di 4ª 5ª 6ª categoria di Riccione 2026 podio del doppio maschile di quinta categoriaAi Campionati Italiani di 4ª-5ª-6ª categoria del PlayHall di Riccione nel doppio maschile di quinta categoria l’esperienza del 51enne Gianmaria Armando, che in passato è stato anche seconda categoria, e la gioventù del 13enne Ettore Casonato sono stati il cocktail ideale per conquistare il titolo.

I due portacolori del Tennistavolo A4 Verzuolo hanno messo in fila la concorrenza e, una volta ottenuta la certezza di salire sul podio, hanno puntato al gradino più alto, battendo in semifinale per 3-2 (8-11, 11-2, 7-11, 11-6, 11-8) Enrico Zambelli e Jacopo Mammì (Gruppo Sportivo Virtus Casalgrande) e in finale per 3-1 (16-18, 11-9, 11-6, 11-9) Raffaele Chiaromonte (Cral Comune di Roma) e Federico Perla (Pingwings), che avevano sconfitto per 3-2 (7-11, 11-7, 6-11, 11-3, 11-8) Alessandro Conte e Lorenzo Naso (Tennistavolo Saronno). A effettuare le premiazioni sono stati Giovanni Palazzoli e Sergio Turco, componenti della Commissione Nazionale Gare.

Armando e Casonato hanno eliminato nei sessantaquattresimi per 3-0 (14-12, 11-9, 11-4) Andrea Mazzola e Raffaele Meroni (Unione Sportiva Villa Romanò), nei trentaduesimi per 3-1 (11-4, 9-11, 13-11, 11-5) Ugo Romagnoli (Polisportiva Reno Centese) ed Enrico Mugellini (Tennistavolo Ferrara), nei sedicesimi per 3-0 (11-6, 11-6, 11-2) Alex Kargruber e Dominik Canale (Sportclub Merano), negli ottavi per 3-2 (4-11, 11-9, 11-8, 7-11, 11-8) Andrea Tebaldi e Riccardo Cinoni (Unione Sportiva Olimpia) e nei quarti per 3-1 (11-6, 12-10, 5-11, 11-8) Gabriel Bratu (Nerviano Tennistavolo) e Gabriele Maldi (Tennistavolo Parabiago).

Chiaromonte e Perla si sono imposti per 3-0 (11-6, 11-2, 12-10) su Pietro Fara e Pietro Augusto Allesina (Tennistavolo ACSI Pisa), per 3-1 (9-11, 12-10, 11-9, 11-7) su Alessandro Vagnoni (Polisportiva Trezzano) e Gabriele De Cocco (New Tennistavolo Pieve Emanuele), per 3-0 (11-2, 11-5, 11-8) su Giuseppe Caso e Raffaele D’Avino (Tennistavolo Nocera), per 3-0 (11-9, 13-11, 11-8) su Matteo e Giancarlo Benin (Tennistavolo Gallarate) e per 3-1 (10-12, 11-3, 14-12, 11-7) su Paolo Tropeano e Antonio Cicalese (Tennistavolo Avellino).

«Oggi mi sono divertito - afferma Armando - ho messo in campo la mia esperienza, lui doveva mettere il braccio io la mente. Peccato che sia sfuggito l’altro oro nel doppio misto con Caterina Cavallera. Fin quando Ettore mi ha ascoltato la coppia ha funzionato. Gli davo i consigli che ormai i giovani di oggi hanno un po’ dimenticato, che bisogna far girare la palla, non serve tirare forte, ma lavorarla. Quando abbiamo deciso di fare il doppio insieme l’idea di arrivare fino in fondo c’era, io poi mi sono allenato quattro o cinque volte in questo ultimo mese. Lui è super allenato, vince tornei da tutte le parti. In passato mi ero aggiudicato il doppio maschile di terza categoria nel 2001 a Courmayeur e nel 2007 a Terni ed ero stato argento nel 2013 a Riva del Garda. In finale dopo il primo set lunghissimo, che abbiamo perso, avevo timore che mi crollasse un po’ il piccolo e invece è stato duro e siamo riusciti a vincere bene il secondo e abbiamo proseguito sulla strada giusta. All’inizio Ettore soffriva un po’ il servizio del ragazzo mancino e ho cercato di mantenerlo tranquillo. Quando ha iniziato a non regalare più punti in risposta il nostro rendimento è salito molto. Non so quante energie mi siano rimaste per fare il singolare. Avrò il girone domani pomeriggio e vedremo cosa dirà il braccio. Comunque la gara è troppo lunga e sicuramente andranno avanti i giovani. Se mi capita farò qualche sgambetto a qualcuno che non se l’aspetti».

Ettore è felice: «Giocare con Gianmaria è stato bello, mi sono trovato molto bene. È uno che tira e quando non mi sentivo sicuro sapevo che ci pensava lui. In finale anche se dopo il primo set eravamo sotto continuavo a credere che ce l’avremmo fatta. Spero che questa medaglia d’oro mi dia fiducia anche per il singolare. Mi piacerenbe fare esperienza in un torneo di alto livello e andare avanti. Certo il podio sarebbe il massimo, ma anche un piazzamento nei quarti o negli ottavi sarebbe ottimo».