A Messina l’andata della finale scudetto fra Top Spin e Bagnolese
- Pubblicato: 25 Maggio 2026
La serie A1 maschile è arrivata alla resa dei conti. La finale scudetto di andata si giocherà domani, martedì 26 maggio, alle ore 18 nella palestra di Villa Dante, e opporrà la Top Spin Messina WatchesTogether all’Alfa Food Bagnolese. Arbitreranno Nicola Capurso e Michele Damone. Il ritorno, sotto la direzione di Paolo Piccirillo e Luigi Cuccaro, sarà venerdì 29 maggio alle 18 nella palestra del Scuole Medie di Bagnolo San Vito, che sarà la sede anche dell’eventuale “bella”.
Sono le due squadre che nelle semifinali di sono dimostrate le più forti e disputeranno meritatamente un atto conclusivo che si annuncia equilibrato ed emozionante.
Sarà la settima finale consecutiva per i siciliani, che si sono aggiudicati quelle del 2019 e del 2022, e la prima per i lombardi.
I mantovani, che hanno terminato la regular season al primo posto, hanno onorato il pronostico, eliminando con un doppio 3-0 il Muravera Tennistavolo Sardegna Prodotti Tipici, che era finito quarto.
I messinesi, terzi nella prima fase, hanno ribaltato le gerarchie della classifica, con un 3-1 e un 3-2 ai danni dei campioni in carica del Tennistavolo Sassari, secondo, ma allo stesso tempo hanno confermato che, quando possono schierare la squadra al completo, sono in grado di battere chiunque.
Nei precedenti stagionali in campionato le due squadre hanno vinto i rispettivi match casalinghi per 3-0 e i messinesi si sono imposti anche nella semifinale di Coppa Italia per 3-1.
Nella regular season la Bagnolese ha potuto contare sull’85,7 di vittorie di Mihai Bobocica (18 a fronte di tre sconfitte), sull’83,3% dello spagnolo Rafael De Las Heras (5-1), sul 73,3% dello svedese Hampus Soderlund (11-4), sul 53,8% di Tommaso Giovannetti (7-6) e sul 28,6% di Jordy Piccolin (2-5).
La Top Spin Messina ha avuto l’80% dal moldavo Vladislav Ursu (8-2), il 61,5% dal croato Frane Kojic (8-5), il 60% dall’italo-brasiliano Humberto Manhani Junior (3-2), il 52,9% da Danilo Faso (9-8), il 50% da Niagol Stoyanov (7-7) e il 33,3% da Antonino Amato (1-2).
«Le gare di semifinale contro Sassari - ricorda il coach dei messinesi Marco Faso - sono state due grandi battaglie. In casa mi sentivo leggermente favorito, avendo le condizioni ambientali dalla nostra parte, ma in trasferta eravamo veramente preoccupati, perché i sardi sul loro campo fanno sempre la differenza e hanno perso pochissimo negli ultimi due anni. Ursu è partito male contro Lorenzo, però ci ha abituato che quando entra in partita diventa una macchina da guerra. Era già accaduto nella semifinale di Coppa Italia contro Soderlund. Quando ho visto gli accoppiamenti delle partite ho detto al presidente Giorgio Quartuccio che se avessimo portato a casa uno dei primi tre singolari alla fine avremmo vinto. Pensavo che Ursu ce l’avrebbe fatta contro Oyebode e secondo me Kojic è un vero “animale da partita decisiva”, perché quando il punto vale di più si carica a mille. Abbiamo confermato che se siamo al completo ce la possiamo giocare con tutti. L’anno scorso io e Danilo non eravamo a Messina, ma gli altri ci tenevano moltissimo a prendersi la rivincita nei confronti di Sassari. Quella sconfitta in finale aveva lasciato molta amarezza. Ora affronteremo l’altra squadra che ha guidato il campionato per tutto l’anno e dunque il livello rimarrà altissimo. La tensione aumenterà, perché la posta in palio sarà più importante. In casa speriamo di riuscire a partire bene come contro Sassari, in modo da mettere un po’ di pressione sugli avversari nella gara in trasferta. Abbiamo una rosa molto ampia, con parecchie soluzioni, basti pensare che in semifinale non hanno giocato il n. 1 d’Italia Stoyanov e Manhani, anche lui molto tosto e capace di battere anche Bobocica in regular season. La Bagnolese è fortissima e in semifinale, con Bobocica, Soderlund e De Las Heras, ha schierato un terzetto molto compatto ed equilibrato. Saranno sfide da 50 e 50, combattutissime come quelle contro Sassari. Non vedo favoriti».
Dall’altra parte la Bagnolese è carica per aver disputato una stagione sopra le righe. «Sapevamo di poter far bene - spiega il tecnico mantovano Cristina Semenza - ma onestamente non pensavamo così bene. Il valore aggiunto è stato senza dubbio Bobocica, che ha disputato un’annata strepitosa. Sono stati bravi anche Soderlund, De Las Heras, Giovannetti e Piccolin. Anche chi ha giocato di meno ha fatto gruppo e l’unione è stata un altro motivo alla base dei nostri risultati. In semifinale abbiamo eliminato il Muravera con un doppio 3-0, ma, soprattutto all’andata, è stata tutt’altro che agevole. Ancora una volta è stato bravissimo Bobocica, che nel primo singolare ha battuto per 3-1 il moldavo Putuntica. Ha giocato veramente alla grande una partita difficile, che, se fosse finita dall’altra parte, ci avrebbe complicato sensibilmente le cose. Soderlund poi ha prevalso per 3-0 su Trevisan, ma, se fossimo stati sotto 1-0, la tensione sarebbe stata diversa. Al ritorno in casa nostra eravamo consapevoli che con il pubblico avrebbe potuto andare un po’ più liscia. Sono comunque stati bravi i ragazzi, perché con la pressione addosso non è mai facile giocare. Siamo molto contenti di questo risultato. Ora manca l’ultimo sforzo e possiamo proprio dire “ora o mai più”, dal momento che il prossimo anno non faremo più la serie A1 e ripartiremo dalla A2. Purtroppo trovare sponsor privati è diventato sempre più difficile. In finale vedo favorita Messina, perché Ursu è in grado di ottenere due punti e per arrivare a tre ne manca solo uno. Le sfide che assegnano un titolo, però, fanno sempre un po’ sempre storia a sé e per quanto ci riguarda faremo il possibile per ribaltare il pronostico. Non abbiamo nulla da perdere, i nostri atleti quest’anno sono stati sempre costanti ai massimi livelli e speriamo che completino il loro compito nel modo migliore. Inizieremo in trasferta su un campo difficile, poi, però, anche se andasse male, avremo la possibilità di risollevare la situazione in casa. Siamo pronti a goderci questa finale, sperando che il risultato sia dalla nostra parte. All’inizio dell’anno, se avessimo saputo di arrivare fino a questo punto, ci avremmo messo la firma».
Nella foto di Vincenzo Nicita Mauro, una fase della sfida della regular season fra Frane Kojic e Rafael De Las Heras


