Fra le donne nell’Over 70 si conferma sul primo gradino Sonja Milic
- Pubblicato: 08 Aprile 2026
Che sia una delle atlete più vincenti della storia del tennistavolo tricolore non si discute.
Oggi ai Campionati Italiani Master di Salsomaggiore Terme Sonja Milic (Sportni Krozek Kras) ha aggiunto un‘altra perla alla sua collezione, aggiudicandosi il singolare Over 70 e bissando il titolo dello scorso anno.
Nel girone unico a quattro ha concluso al comando a punteggio pieno, battendo per 3-0 (11-3, 11-2, 11-5) Silvana Corbatto (Sportni Krozek Kras), per 3-0 (14-12, 11-8, 11-5) Marcella Marcone (Yang Min Scuola di Tennistavolo) e per 3-0 (11-1, 11-4, 13-11) Myriam Rosso (Tennistavolo A4 Verzuolo).
Rosso ha prevalso per 3-1 (10-12, 11-6, 11-9, 11-5) su Marcone e per 3-0 (11-3, 11-7, 11-8) su Corbatto e si è classificata seconda. Marcone si è imposta per 3-0 (11-7, 21-7, 11-6) su Corbatto, con la quale ha condiviso il bronzo (nella foto la premiazione, effettuata da Sergio Turco, componente della Commissione Nazionale Gare).
«Nella mia carriera - racconta Milic - ho vinto oltre 70 medaglie, considerando anche quelle conquistate sul fronte internazionale. L’oro di oggi non è stato facile, ho fatto meno fatica contro la mia compagna di società Corbatto, che purtroppo ha iniziato a giocare tardi. Nella sfida con Marcone ho faticato molto, infatti nel primo set ero molto indietro. Con determinazione e mantenendo sempre alta la concentrazione, sono riuscita a farcela. Contro Rosso i primi due parziali sono andati via toppo lisci e quando ciò accade c’è sempre l’insidia dietro l’angolo. Infatti il terzo è stato molto impegnativo e ho prevalso ai vantaggi, lottando fino alla fine. Quando sono in campo, cerco sempre di non pensare al conteggio complessivo dei punti e di comportarmi come se fossimo sempre sullo 0-0, per non mettermi troppa pressione»
Per Sonja il confronto con le avversarie è molto importante: «È sempre una motivazione e mi permette di capire se riesco sempre a concentrarmi in questo gioco, che è molto difficile dal punto di vista emotivo, ma anche fisico. Vedo che riesco ancora a muovermi bene e questo per me è un grande risultato. Cerco sempre di mantenermi in forma e sono in palestra ogni giorno. Aiuto il nostro capo-allenatore con i bambini. Mi impegno molto nella nostra società anche con i paralimpici e con gli atleti con il Parkinson. Seguirli per me è un grande stimolo a giocare, per comprendere meglio cosa trasmettere a queste persone. Come professione ho insegnato educazione motoria nelle scuole per più quarant’anni e questo mi è servito anche per migliorarmi nel mio sport».



