Monfardini felice: «È la prima volta che batto Nikoleta, mi do un 9 e mezzo»
- Pubblicato: 22 Marzo 2026
Triplete. Tutto in ventiquattr’ore. Gaia Monfardini non ha fatto sconti agli Assoluti: è lei la nuova campionessa d’Italia. Solo ieri aveva conquistato i titoli nel doppio femminile (con la mamma Tan Wenling) e nel doppio misto (con Johnny Oyebode). Oggi, il capolavoro contro Nikoleta Stefanova.
Gaia, è il tuo primo titolo nel singolare Assoluto…
“Sì, primo titolo. Che bello! E anche la prima volta che batto Nikoleta. Contro di lei avevo inanellato soltanto sconfitte. Niko ha un bellissimo servizio, tanta esperienza. Il suo controllo della partita è davvero di altissimo livello”.
Una maratona contro Stefanova. Avanti Nikoleta due set a uno, poi la rimonta con parziali decisi punto a punto…
“Dalla sedia a bordo campo, la mamma mi ricordava, tra un punto e l’altro, di restare mentalmente solida. Ho saputo reagire nei passaggi più difficili. Tante volte è facile lasciarsi prendere dalle emozioni, com’è successo nel primo e nel terzo set. Sono riuscita a ‘chiudere un po’ la bocca’, a essere più tollerante con me stessa”.
Qual è stato il segreto della tua vittoria?
“Restare ‘dura’, entrare in partita in maniera umile e concentrata. Andare a combattere senza distrazioni”.
Più facile vincere il singolare o i doppi?
“Sicuramente i doppi. A me piace tantissimo giocarli: nei passaggi a vuoto sei in due e si affrontano meglio”.
In semifinale, non va dimenticato, l’altro capolavoro contro Nicole Arlia: sotto di due set, hai avuto il merito di piazzare quattro stoccate di fila che ti hanno spalancato le porte della finale… “Contro Nicole avevamo già duellato due anni fa in finale. Partita durissima, il gioco cambiava di continuo: io che mi adattavo a lei e lei che si adattava a me. Ho cercato di giocare al mio massimo livello. Ci sono riuscita”.
Quando hai capito, in finale, che l’ago della bilancia si stava spostando dalla tua parte?
“Non c’è stato un momento preciso. Anche quando arriva un pensiero, lo blocco subito. Bisogna chiudere e restare concentrati. È importante restare solidi e umili. Fondamentale il supporto della mia famiglia e della mia società, l’Asv TT Südtirol”.
Mamma Tan in panchina è stata un continuo stimolo. Allora è vero: la stratega sei tu, ma i suoi consigli sono determinanti…
“I suggerimenti di mia madre, dato che mi conosce così bene, sono decisivi. Lei lavora sulle emozioni e sul mio atteggiamento. Ha tanta esperienza: conosce Stefanova perché ci ha giocato per tanti anni a Castel Goffredo. E conosce anche me. Dunque, la sua è una posizione privilegiata”.
Una dedica speciale per il primo scudetto di singolare Assoluto?
“Ovvio: a mamma e a papà Alfio. Qualche giorno fa era la festa del 19 marzo e avevo comprato un regalino a papà. Quando lo ha scartato mi ha detto: ‘Grazie, ma speriamo di avere da te un regalo più grande’. Si riferiva a questi Campionati italiani. I tre scudetti sono soprattutto per lui. Credo di aver superato le sue aspettative: il regalo è gigantesco”.
Come festeggerai?
“Per ora non si festeggia, torniamo subito a casa, a Castel Goffredo. La mamma, che difende i colori del TT Norbello, domani giocherà in campionato proprio lì. E sai chi troverà come avversarie? Arlia e Stefanova, le mie avversarie in questa giornata che resterà storica”.
Prossime tappe?
“Il campionato, in Italia e all’estero: sono impegnata anche in Spagna e in Polonia. Per qualche giorno, però, mi fermo per recuperare da un leggero infortunio: ho preso una storta al piede sinistro”.
Tre scudetti: ti aspettavi tanto?
“No, ho imparato a non mettermi troppa pressione. In ogni partita ho dato il massimo, ed è andata bene”.
Un voto a Gaia per questa edizione dei Campionati italiani?
“Per il risultato dovrei darmi 10 e lode. Ma sono critica: facciamo 9 e mezzo. Motivo? A volte avrei voluto che il mio atteggiamento fosse più professionale”.
A cura di Fabio Paci



