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Campionati Italiani Assoluti di seconda e terza categoria di Terni 2026 podio del doppio femminile assoluto“Stasera tutti a ristorante a festeggiare. Noi, papi e il cane. Ci concediamo una piccola festa, meritata”. Sul gradino più alto del podio, Tan Wenling stringe a sé la figlia Gaia Monfardini, come a voler fermare il tempo in quell’istante perfetto. Mamma e figlia. Compagne di gioco, complici di vita. Sono loro le nuove campionesse italiane di doppio femminile Assoluto. Sorrisi che si intrecciano, abbracci che raccontano più di mille parole, occhi pieni di luce. Non è solo una vittoria: è un legame che si fa storia. Hanno già vinto tanto nelle loro carriere, ma questo successo ha un profumo speciale. “Gaia è migliorata tantissimo – racconta Tan Wenling, tesserata con il Tennistavolo Norbello –. Le avevo chiesto io, alla vigilia di questi Campionati italiani, di giocare insieme. Avevamo già vinto questo titolo a Biella, nel 2022. Ci tenevo a farlo ancora. E ancora con la mia Gaia”. C’è dolcezza nelle sue parole, ma anche fiducia profonda: “Lei mi ha dato sicurezza. Ci siamo dette: dai, ancora una volta insieme… e magari rivinciamo lo scudetto. Così è stato”.

Gaia sorride, con quella calma attenta di chi vive ogni dettaglio. Tra una foto e l’altra, lascia emergere l’emozione più autentica: “Vincere al fianco della mamma è sempre speciale. Ma stavolta… non so, è stato diverso. Più intenso. Dedico questo scudetto a tutta la nostra famiglia, da sempre nel tennistavolo”.
Poi, quasi sottovoce, una rivelazione che sa di crescita e complicità: “Oggi eravamo più affiatate. Come se fossimo più amiche. E non abbiamo litigato in campo”.

In finale, la loro intesa ha avuto la meglio sul forte tandem formato da Giorgia Piccolin e Debora Vivarelli, entrambe del Centro Sportivo Esercito: 4-1 il punteggio (11-9, 13-11, 7-11, 11-9). Una partita combattuta, ma guidata da qualcosa di invisibile e potentissimo: la fiducia reciproca. “Di questo doppio non abbiamo parlato molto nei giorni che hanno preceduto la competizione – confida Tan Wenling –. Anche oggi a pranzo, silenzio. Solo concentrazione”. Un silenzio che non separa, ma unisce. “In gara lascio fare a Gaia, così può crescere, capire, migliorare”. E Gaia, con dolce riconoscenza, completa il quadro: “Però la mamma è stata decisiva nei momenti importanti. La sua presenza… è sempre quella giusta”.

In semifinale avevano già mostrato tutta la loro forza, superando Nikoleta Stefanova (TT Castel Goffredo) e Nicole Arlia (Gruppo Sportivo Aeronautica Militare) per 3-0, mentre dall’altra parte del tabellone Valentina Roncallo (TT Muravera) e Miriam Carnovale (Quattro Mori Cagliari) si fermavano al termine di una lunga battaglia, con il duo Piccolin-Vivarelli capace della rimonta (3-2 da 0-2).

Ma questa storia va oltre i risultati. È una storia di sguardi che si cercano dopo ogni punto, di occhi che si capiscono senza parole, di una madre che guida e di una figlia che cresce… restando sempre accanto. E in fondo, tra una pallina che vola e un abbraccio sul podio, c’è qualcosa di eterno: l’amore che diventa gioco, e il gioco che diventa memoria.

A cura di Fabio Paci