Gaia & Tan e Giorgia & Francesca, doppi con mamme e figlie
- Pubblicato: 20 Marzo 2026
Mamme e figlie in campo. Dalla stessa parte del tavolo. Succede nel doppio femminile Assoluto, ovvero tra le migliori specialiste. Gaia Monfardini, numero uno d’Italia, gioca insieme alla mamma Tan Wenling. Stesso scenario per Giorgia Filippi, affiancata dalla madre Francesca Avesani. Zero chiacchiere, si bada al sodo: basta uno sguardo per capirsi. Pochi gesti, tanta sostanza. Come a dire: intesa perfetta.
“Con mamma, ai Campionati Italiani, è il quarto doppio insieme – attacca Gaia –. Nel 2022, a Biella, andò bene: vincemmo l’Assoluto. Nelle altre due occasioni, invece, non siamo andate oltre le semifinali. Ed eccoci qua a Terni. Altri doppi li abbiamo disputati in Coppa Italia, quando vestivamo la stessa maglia del Castel Goffredo”.
Gaia, 25 anni, tesserata con il Sudtirol, è carica: da numero uno attende i prossimi Mondiali, che affronterà con la Nazionale a Londra. Ma come è iniziata la sua storia con il tennistavolo? “Beh, non ho avuto scelta – sorride, con occhi molto espressivi –. Con mia madre si vive di pane e ping pong: sentivo il rumore della pallina già quando ero nella sua pancia. Sicuro”. Tan Wenling, originaria della Cina (è nata a Hunan), è in Italia da fine anni ’90. “Sono arrivata per giocare a Castel Goffredo. Qui ho conosciuto mio marito, Alfio Monfardini: era il figlio della mia vicina di casa e ci siamo innamorati. Ci siamo sposati nel 2000, l’anno dopo è nata Gaia”.
Prima del suo arrivo in Italia, Tan Wenling aveva conseguito la laurea in Scienze motorie. Mamma e figlia hanno vinto moltissimo a Castel Goffredo: coppe, scudetti e titoli italiani a vari livelli. Da quattro anni Gaia indossa la maglia del Sudtirol, mentre la madre, dopo Castel Goffredo, ha difeso i colori del Prato prima di trasferirsi in Sardegna, al Tennistavolo Norbello.
Chi è più forte? Gaia non ha dubbi: “Ovviamente mamma. Lei è il mio supereroe”. E in campo chi decide? “Comanda mamma”, aggiunge. Ma Tan Wenling, 53 anni e numero 17 d’Italia (è stata numero uno nel 2008), ribatte: “No, no: è Gaia che prende le decisioni importanti”. Il compromesso lo spiega la figlia: “Diciamo che la strategia la decido io, però mia madre mi corregge se la mia visione è errata”.
Per Giorgia Filippi e la madre Francesca Avesani, invece, è il primo anno in tandem nel doppio. Questa edizione dei Campionati Italiani le ha viste impegnate due volte insieme: nel doppio di seconda categoria e nell’Assoluto. Con un’appendice speciale: nel singolare di seconda categoria sono finite nello stesso girone, dando vita a un derby fatto in casa a chilometro zero. Chi ha vinto? Giorgia, con un perentorio 3-0. “Ho affrontato la gara come fosse un’avversaria qualsiasi, lo sport va così”. Nel doppio, le gerarchie sono chiare: “Giorgia guida le operazioni – spiega Francesca – io mi adeguo”. Francesca Avesani, 52 anni, è tesserata con la Polisportiva Colognola (Verona). Numero 27 del ranking (11 il suo best ranking), ha iniziato a 9 anni con l’US Maddalena Verona. “Ho fatto parte delle Nazionali giovanile e Assoluta: bellissimi gli anni a Castel Goffredo. E anche a Saint-Vincent: storico lo scudetto del 2001 con la maglia del Pink Cervino Valle d’Aosta. In carriera ho vinto due scudetti e 15 titoli italiani tra giovanili, seconda categoria e master. Mi diverto ancora molto e, con orgoglio, posso dire di aver cresciuto, da allenatrice, oltre a mia figlia, anche Matteo Fantoni”.
Giorgia, prossima alla maggiore età, è numero 13 d’Italia e difende i colori del TT Varese. La madre racconta un aneddoto: “Ho chiamato mia figlia Giorgia in onore di Giorgia Piccolin, atleta e pongista che stimo molto”. E Giorgia, come ha iniziato? “Da piccola seguivo mia madre in palestra e a 7 anni ho preso in mano la racchetta. Oggi mi divido tra la A2 femminile e la C1 maschile. Frequento il liceo delle Scienze umane a Verona. Studio e tennistavolo, tennistavolo e studio. È stato divertente giocare al fianco della mamma”. Il tempo libero? “Oltre ai libri e allo sport, adoro passeggiare con il nostro cagnolino Chombo, un maltese. Mi rilassa molto. A volte ci segue anche sui campi di gioco: è lui il mio portafortuna”.
A cura di Fabio Paci



