Seconda categoria, vince Baciocchi: “Visto? Non sono finito”
- Pubblicato: 19 Marzo 2026
“Roberto me lo aveva detto ieri sera al telefono: ‘Vai Ale, vincerai perché sei il più forte’. Mio fratello è il primo tifoso, è lui il campione di casa. Mi sprona sempre. Francamente, sono sincero, non pensavo di arrivare fino in fondo. Il parterre degli iscritti era molto qualificato e quest’anno la stagione è stata frenata da alcuni infortuni”.
Alessandro Baciocchi, atleta delle Fiamme Azzurre tesserato con il TT Vicenza, è il nuovo campione italiano di seconda categoria. Roberto ha fatto il tifo da casa, mentre l’altro fratello Federico lo ha guidato da coach in panchina. In semifinale ha battuto Thomas Sanchi del TT Torino per 3-2 (10-12, 11-6, 9-11, 12-10, 11-8), mentre nell’atto finale ha avuto la meglio su Daniele Antonio Spagnolo dell’Ausonia Enna per 3-0 (11-3, 14-12, 11-9). Sul podio anche Mattia Mongiusti del Santa Tecla Nulvi.
Tanti applausi al vincitore, strameritati per tenuta fisica, atteggiamento e capacità di reagire alle difficoltà. Pongista classe ’95, ha messo in fila alcuni tra i migliori della generazione dei Duemila. Come a dire: non si molla di un centimetro.
Alessandro, ti aspettavi questo trionfo?
“No, proprio no. I gironi erano indecifrabili alla vigilia: le classifiche avevano rimescolato tutto senza fornire grandi indicazioni. E ultimamente sono sceso un po’ nelle graduatorie (è n. 40, ma ha un best ranking da 2, ndr). Certo, se si vuole vincere prima o poi i più quotati bisogna affrontarli. L’incertezza era dovuta anche all’infortunio alla spalla che aveva bloccato la prima parte di stagione. Solo da gennaio mi alleno con continuità. Però oggi mi sentivo benissimo”.
Si tratta del terzo titolo personale di seconda categoria dopo i successi nel 2014 e nel 2022…
“Ogni scudetto racconta una storia a sé. Questo è molto simile a quello di quattro anni fa: anche lì annullai dei match point a Giovannetti in finale. Stavolta è accaduto contro Thomas Sanchi in semifinale. In quei momenti, oltre alla testa, ho messo l’esperienza”.
A proposito: contro Sanchi in semifinale e Spagnolo in finale non è stata una passeggiata…
“Direi proprio di no, anzi. Thomas ha un grande talento, lo conosciamo bene. Sapevo che me la sarei giocata punto a punto. Nelle fasi decisive è venuta fuori l’esperienza. Nel quarto set sembrava tutto perduto, ho saputo reagire. E poi la finale: ero molto concentrato al tavolo. Spagnolo, tra l’altro, è un avversario che non regala nulla. Il punto contro di lui devi meritartelo più volte, perché non molla mai”.
Magari con questo Tricolore hai fatto ricredere qualche scettico sul tuo conto?
“Quando affronti una stagione travagliata per infortunio, giochi poco e hai più di trent’anni, qualcuno può considerarti un ex giocatore. Credo sia normale. Per me è stato importante vincere”.
Si riparte da questo titolo. E adesso?
“Adesso penso agli Assoluti. Questo risultato mi permette di accedere, sabato, ai gironi del Campionato italiano più importante. Sono pronto. Affronterò i migliori d’Italia: uno stimolo in più per mettermi di nuovo alla prova. Stavolta l’asticella sale”.
Un anno fa lo scudetto di serie A1 con la maglia del TT Sassari, adesso il titolo italiano di seconda categoria. Ci sarà di nuovo la A1 nel futuro prossimo di Alessandro Baciocchi?
“No, penso di no. Ma credo di poter disputare ancora qualche stagione ad alti livelli”.
Dopo un lungo girovagare sei tornato a vivere a Perugia…
“Sì, sono con la mia famiglia nel capoluogo umbro. Anche se non sto mai fermo: mi alleno tra Castel Goffredo, il Centro federale qui a Terni e Perugia con mio fratello Federico”.
Subito dopo l’ultimo punto abbiamo visto John Ippoliti scendere dalla tribuna e venire verso di te: i primi complimenti sono stati i suoi…
“John è stato il mio primo allenatore, ero un bambino. Mi ha fatto molto piacere il suo gesto. Ho iniziato a giocare proprio con lui, ormai più di vent’anni fa: era il 2005. Pensate un po’: Spagnolo, che ho affrontato in finale, non era ancora nato”.
Dediche speciali?
“Per i miei fratelli Roberto e Federico e, ovviamente, per John Ippoliti. Un grazie speciale va sempre al Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre”.
A Roberto regalerai la medaglia?
“Sicuramente sì, mi sta aspettando a casa. Anzi, corro da lui. Non vedo l’ora di portargli l’oro e lo scudetto. La sua telefonata, ieri sera, mi ha strappato un sorriso e allo stesso tempo mi ha dato una motivazione speciale. Oggi, al tavolo, ho sentito tutta la famiglia con me”.


