Tennistavolo senza età: dai 13 anni di Pietrino ai 68 di Riccardo
- Pubblicato: 16 Marzo 2026
Il predestinato Pietrino Campagna, 13 anni fra una settimana. E il dirigente del servizio contabile della Prefettura di Grosseto, Riccardo Malpassi, 68 anni il prossimo 16 agosto. Eccoli: entrambi toscani, di Prato il primo e di Grosseto il secondo; il più piccolo e il più grande (anagraficamente parlando) tra i partecipanti al Campionato italiano di Terza Categoria. Nelle tante storie che si rincorrono al PalaDeSantis, la differenza di età (55 anni) testimonia uno dei tanti aspetti inclusivi del tennistavolo.
Pietrino fa parte della recentissima generazione dei piccoli fenomeni azzurri capaci di conquistare il primo storico argento mondiale con la Nazionale Under 15. Numero 135 delle classifiche nazionali, con la maglia del CIATT Prato in B1 (2 vittorie su 2) e in B2 (18 successi su 19) è ormai imprendibile. Ama talmente tanto il tennistavolo, al pari del fratello maggiore Giulio (altro talento, entrambi seguiti come un’ombra dal papà Sauro), che fare sacrifici per conciliare sport e scuola è diventata una normalità.
“Frequento la seconda media all’Isc Curzio Malaparte di Prato. Capita spesso che, per allenarmi prima delle lezioni, faccia la levataccia con mio fratello: sveglia alle 5.30, due ore di seduta tecnica al tavolo e alle 8 pronti al suono della campanella a scuola. Cosa significa essere il più giovane? Con il passare degli anni mi sto abituando: cerco di dare sempre il massimo, consapevole che dall’altra parte nessuno farà sconti. Giusto che sia così”. Inserito in pianta stabile tra i migliori al mondo della sua annata, convocato dalla Federazione mondiale tra i 15 migliori di categoria (tre per ciascun continente) benché ancora di un anno più giovane degli altri. “Il mio è un lungo cammino - dice Pietrino - e ne sono consapevole. La Federazione segue la mia crescita: all’estero sono seguito dai tecnici federali. In Italia ho anche papà al mio fianco. I prossimi saranno anni decisivi, il tennistavolo mi diverte tanto e non ho mai accusato pesi o tensioni da stress”.
Se Campagna oggi sarà impegnato nel tabellone a eliminazione diretta, diverso è il discorso per Malpassi, che ha salutato i Tricolori dopo il girone eliminatorio. La sua è una lunga militanza tra i Seconda e i Terza Categoria. Oggi è numero 355 d’Italia, ma è stato numero 42 nel 1986. “Gioco a tennistavolo da quando avevo 14 anni: fate un po’ voi i conti. Mi diverto ancora, non ho mai smesso, anche se talvolta per esigenze familiari ho dovuto rallentare”. Tesserato con l’Invicta Pace Grosseto, ha anche disputato campionati con club non toscani, per poi rientrare nel suo borgo natio. Erano gli anni dell’Italia Mundial in Spagna e dei gol di Pablito Rossi, e in quei mesi Malpassi trionfava ai Campionati italiani di Terza Categoria. “Giusto: 1982! L’anno dopo i Campionati di Terza li vinse Manneschi e quello successivo Nannoni. Adesso disputo la C1: non è facile conciliare i vari impegni. Ma quando ho tempo prendo racchetta e borsa e corro in palestra. Mi piace questo mondo, qui ho tanti amici. E poi, permettetemelo, giocare con tanti ragazzini, ancora con ottimi risultati, testimonia uno degli aspetti importanti del tennistavolo che unisce diverse generazioni”.
A cura di Fabio Paci



