2020 Assemblea 01 minibanner

Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo. Visualizza la Privacy Policy

Approvo

Collage di foto KingPongUna società di tennistavolo nata da tre storie diverse. Quelle dei soci fondatori Francesco Caldarola, Lusiano Perez e Andrea Pizzi, il nostro interlocutore d'occasione, si sono fuse per un unico grande obiettivo, fondando a Roma nel 2013 l'Associazione Sportiva Dilettantistica KingPong.

Ciao Andrea, iniziamo dunque proprio dal vostro scopo?

«Lo abbiamo scritto anche nel nostro sito, che è uno strumento che curiamo con molta attenzione e passione, perché lo consideriamo come un veicolo per farci conoscere e per trasmettere le nostre professionalità. Abbiamo voluto creare una nuova realtà nell'ambito del tennistavolo che prendesse le mosse da un gruppo coeso, sano e intraprendente e promuovesse il nostro sport in tutte le sue forme, ricreativa, amatoriale e agonistica, attraverso valori come la passione, l'amicizia, l'impegno e il divertimento. KingPong punta a valorizzare le capacità e le competenze acquisite dai dirigenti e dai soci, anche nei propri ambienti di lavoro e di studio».

Quali storie avevate alle spalle tu, Francesco e Lusiano?

«Francesco vanta trascorsi agonistici di alto livello, che lo hanno visto impegnato anche in serie A negli anni '80 e '90, e voleva mettere quel tipo di esperienza al servizio della società. Io avevo vissuto il tennistavolo soprattutto come papà, essendo mio figlio Alessandro un atleta, che proprio in quel periodo stava preparando il suo trasferimento a Torino, e volevo contribuire a dare vita a un qualcosa che al momento sul territorio non esisteva, anche per permettergli di continuare a giocare. Lusiano viene dai Centri Federali, nel corso degli anni ha portato avanti un percorso di formazione di carattere tecnico e aveva l'ambizione d'intraprendere una carriera in quell'ambito all'interno di un club».

LUCA LI GABRIELE BIANCHITorniamo alle competenze maturate sul fronte professionale?

«Francesco è manager di una compagnia che lavora nel settore del gas e del petrolio e attualmente sta coordinando l'attività di un cantiere con centinaia di persone in Azerbaijan. Lo chiamiamo "Mister Excel", perché è un supercompente dal punto di vista organizzativo. Io faccio il pubblicitario e mi occupo di strategic marketing e advertising, mentre Lusiano è colui che ha la maggiore preparazione sugli aspetti tecnici, tattici e mentali del tennistavolo odierno. Roberto Venturini, nostro prossimo dirigente (stiamo aspettando lo "sblocco" post elettorale), conosciuto come amatore che ha seguito un corso presso di noi, è manager e docente universitario in SportsManagement, business partner di Daniele Masala, l'oro olimpico del pentathlon moderno a Los Angeles nel 1984. Sarà coinvolto maggiormente nelle relazioni esterne. Ma anche i nostri due giovanissimi dirigenti, Giacomo Levati e Valerio Marzulli, sono rispettivamente ingegnere e master's degree cum laude in Scienze Statistiche».

Avete uno slogan?

«Certamente, è "il tennistavolo, come tutti gli sport, rende consapevoli dei propri mezzi, insegnando inoltre a saper aspettare il proprio turno in battuta". Siamo convinti che lo sport, al di là della valenza agonistica, sia la migliore pratica per permettere a tutti di vivere meglio con se stessi e in mezzo agli altri, rafforzandosi mentalmente, acquisendo fiducia e coltivando la cultura del rispetto».

Pare di capire che siate molto in linea con la nuova interpretazione dello sport incarnata da Sport e Salute?

«In effetti è così, per noi lo sport è un presidio sociale, è Welfare, e per questo stiamo cercando di trovare l'opportunità per soddisfare questa esigenza. Stiamo aspettando l'approvazione di un progetto sottoposto a Regione Lazio, per dare il via a un'attività che sia al servizio degli studenti delle scuole medie inferiori e superiori. Li andremo a prendere a scuola con un pullmino e, prima dello svolgimento degli allenamenti, li faremo studiare sotto la guida di tutor che si confronteranno, con il consenso dei genitori, con i professori scolastici. A nostro parere i due pilastri fondamentali nella crescita degli adolescenti, lo studio e lo sport, devono andare di pari passo e non essere vissuti come due aspetti in concorrenza fra loro. Per poter conseguire obiettivi del genere, il nostro sogno è di riuscire a trovare una sede tutta nostra, che ci permetta di prescindere dalle palestre scolastiche».

Tommaso GiovannettiQuando avete cominciato, che movimento avevate?

«Una manciata di bambini, con cui siamo partiti dalla serie D3, per arrivare ad avere anche 150 tesserati. Ora il COVID-19, come tutti, ha condizionato anche noi e puntiamo a tornare presto a quota 100. Da questo punto di vista, social network e motori di ricerca ci stanno aiutando molto. Del resto, curiosamente, come associazione siamo stati conosciuti prima ancora che partecipassimo a un qualche campionato nazionale. Appena nati ho disegnato, deformazione professionale, il logo e l’ho stampato su un centinaio di magliette, vendute a un torneo. Con il contributo di mio figlio Alessandro, che è nel "giro dei forti", ci siamo trovati ai Campionati Italiani di Torino del 2015, in una fase del torneo assoluto, con una buona parte dei tavoli occupati da atleti che indossavano la nostra maglietta. Una pagina del nostro sito è dedicata ai "KingPong Friends": campioni del calibro di Simon Gauzy, del brasiliano Hugo Calderano, del nigeriano Aruna Quadri o dell'austriaco Chen Weixing, ma anche Valentino Piacentini e Massimiliano Mondello, hanno indossato le nostre maglie per una foto».

Nei campionati maschili l'escalation è stata rapida?

«Nella stagione 2017-2018 abbiamo vinto la B1, con Luigi Rocca, Tommaso Giovannetti e Giacomo Levati, conquistando la promozione in A2. L'anno successivo, con Rocca, Giovannetti e con il nigeriano Yusuff Adewale Tijani siamo retrocessi a causa della classifica avulsa, a pari merito con Apuania Carrara e Torre del Greco. Avremmo potuto chiedere il ripescaggio, ma abbiamo preferito lasciare a Giovannetti la buona offerta arrivata dal TT Ennio Cristofaro di A2, in attesa di tornare su con i ragazzi cresciuti con noi».

Simon Gauzy Hugo CalderanoCi state provando?

«Quest'anno disputeremo la B1 con Giorgio Mascoli, uno dei bambini con cui abbiamo esordito in D3, e Giacomo Felici, ereditato con Giovannetti dal Monterotondo, che è cresciuto con noi negli ultimi quattro anni. Ci sarà anche Alessandro, che fungerà da capitano di un ambizioso terzetto con un'età media di 18 anni e mezzo. Nei campionati nazionali avremo anche una compagine in B2 e una in C1».

Nel settore femminile fin dove siete arrivati?

«Nel 2016-2017 ci siamo aggiudicati la regular season in B e siamo andati ai playoff per la A2, uscendo nella prima fase a gironi. Nella stagione successiva siamo andati anche meglio, perdendo lo spareggio secco valido per la promozione. Siamo rimasti in B anche nel 2018-2019 con Lia Paola Condorelli, Maria Alejandra Rojas e le sorelle Giulia e Sara Varveri».

A livello giovanile quali sono stati i risultati migliori?

«Il 2018 è stato l'anno di grazia: ai tricolori abbiamo conquistato l'oro a squadre Allievi, con Giovannetti, Felici ed Edoardo Caldarola, il figlio di Francesco cresciuto con noi, l'argento nel singolare Giovanissime, con Giulia Varveri, e i bronzi nel singolare Allievi, con Giovannetti, nel misto Giovanissimi, con Luca Li e Giulia Varveri, e a squadre Giovanissimi, con Li, Gabriele Bianchi e Francesco Pisano. Nel 2019 siamo stati bronzo a squadre Giovanissimi, con Bianchi e Andrea Rossi, e Juniores, con Giovannetti, Mascoli e Caldarola».

GIACOMO LEVATIRocca, oltreché a squadre, si è distinto anche individualmente?

«Luigi, un ragazzo straordinario cui vogliamo molto bene, con la nostra maglia nel 2019 a Bolzano ha raggiunto il suo migliore piazzamento agli Assoluti, qualificandosi ai quarti di finale. Quando non era ancora tesserato con noi, è stato campione italiano di seconda categoria nel 2016 in singolare e nel 2015 di doppio, in coppia con Daniele Sabatino. Anche fra i veterani ci siamo presi le nostre soddisfazioni, grazie alle molte presenze sul podio di Condorelli, Monia Franchi, Raffaella Riondino e dell'inossidabile Mario Ercolani».

Oltre alla vocazione verso i giovani, un altro vostro elemento qualificante è l'attenzione nei confronti degli amatori.

«A livello amatoriale c'è una domanda fortissima di tennistavolo. Per quanto ci riguarda, avendo diverse sedi, possiamo testimoniare che in certe zone di Roma il ping pong ha un target altissimo. Un ambiente molto interessante per community building e networking. In quest'ottica la società assume insomma un ruolo di aggregatore sociale, nella migliore tradizione dei circoli sportivi. Nei corsi per amatori c’è molto, molto di più di un introito societario».

Chi collabora con Perez nello staff tecnico?

«Lusiano ha il tesserino di secondo livello e da lui dipende un terzetto di tecnici di base, composto da Giacomo Levati, Valerio Marzulli e Alessandro Pizzi, che seguono l'attività nelle sedi a disposizione, che sono:

- la palestra dello Stadio Olimpico (il lunedì, mercoledì e venerdì);

- il Forum Sport Center Aurelia, il circolo sportivo più grande d'Italia con più di 10mila soci, che ci mette a disposizione una sala il martedì, giovedì e sabato;

- a Roma Prati (martedì e giovedì) presso l'Oratorio e la Scuola elementare di San Giuseppe al Trionfale, che ha riaperto dopo anni (era la sede del “Trionfale” di Agostino Lamoratta) le porte al tennistavolo grazie al progetto "Racchette in Classe";

- la palestra scolastica dell'Istituto "Carlo Cattaneo" all'Eur (martedì e giovedì).

La struttura di Latina è invece gestita tutti i giorni dal direttore tecnico Luciano Esposito: qui prevale l'agonismo, il professionismo (a Latina approdò, a 17 anni, il campione d’Africa e qualificato alle Olimpiadi di Tokyo, Olajide Omotayo) e si tengono anche dei corsi per i bambini. Un melting pot di etnie dove ci si allena rigorosamente in inglese. Atmosfera molto stimolante, soprattutto per i ragazzi che frequentano i corsi, che intendiamo portare al più presto all’attenzione del sindaco».

Pinto Frigiolini PiccolinCome società, come avete recepito il progetto Scuole di Tennistavolo?

«Con grande interesse. Personalmente, oltre a partecipare con Perez agli incontri con i formatori della nostra Regione, sono stato coinvolto da Emmanuele Delsante e Diego Derganz, i tutor dell'area Nord Est, per tenere una lezione sul Marketing. Del progetto mi piace che dia uno stimolo alle società per riflettere su se stesse e sui servizi che offrono ai loro associati. Questo aspetto è molto delicato perché, più che fronteggiare la concorrenza all'interno del proprio sport, bisogna ormai preoccuparsi di un quadro competitivo molto più complesso e agguerrito, formato soprattutto dalle altre discipline sportive. Un ripensamento del nostro ruolo in questo momento è molto utile e assume grande importanza il modo in cui venga organizzata la propria attività sportiva, con la didattica e i corsi, e la capacità di creare una community unita al proprio interno. Mediamente questi aspetti non sono molto presenti nelle nostre realtà pongistiche. Anche la nascita di una rete fra le varie Scuole può costituire un'opportunità notevole per la crescita del movimento».

Come sarà organizzata la vostra Scuola?

«Rimarremo concentrati sui ragazzi, effettuando corsi di avviamento e allenamenti volti al miglioramento di coloro che praticano già l'agonismo. Lavoriamo in collaborazione con professionisti del coaching mentale, della postura e della respirazione e, sul piano della preparazione fisica, con la palestra Gym Center di Bernardo Galeani, dottore in Scienze Motorie con trent’anni di esperienza nel training, con il plus di essere una persona che crede molto nel tennistavolo. Ma naturalmente non trascureremo i nostri amatori, ai quali dedicheremo sempre il massimo della professionalità dei nostri tecnici. Del resto dalle loro lezioni siamo sicuri di uscire sempre di buon umore. La frase più bella ce l'ha detta uno dei nostri ultimi acquisti, simpaticissimo imprenditore quasi sessantenne:"Sono venuto in palestra perché volevo ritrovare la passione di quando ero ragazzino e invece ho trovato uno sport"».

Foto 1: da sinistra e dall'alto, Alessandro Pizzi, Andrea Bondioli, Giacomo Felici, Francesco Caldarola, Tommaso Giovannetti, Edoardo Caldarola, Gabriele Bianchi, Andrea Ke, Giacomo Levati, Giorgio Mascoli, Luciano Esposito, Lusiano Perez, Marco Centra, Claudio Addessi e Mario Ercolani

Foto 2: Gabriele Bianchi e Luca Li, bronzi a squadre Giovanissimi nel 2018

Foto 3: Tommaso Giovannetti in azione

Foto 4: KingPong Friends stranieri, il francese Simon Gauzy e il brasiliano Hugo Calderano

Foto 5: Giacomo Levati in azione

Foto 6: KingPong Friends in Italia, Nicholas Frigiolini, Daniele Pinto, e Jordy Piccolin