2020 Assemblea 01 minibanner

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TT Bernalda 2000 gruppoIn Basilicata una delle società che stanno dimostrando interesse per il progetto Scuole di Tennistavolo è il Tennistavolo Bernalda 2000 del presidente Fabrizio Cospite, coadiuvato nel suo ruolo da Antonio Russo e da Michele Troiano. È stato creato, come si evince dal nome, all'inizio del nuovo millennio e uno dei soci fondatori è stato Salvatore Arpaia, che dopo aver guidato a lungo l'associazione, oggi ne è il direttore tecnico.

Ciao Salvatore, con chi hai condiviso la nascita del club?

«A creare il Table Tennis Club Bernalda siamo stati in sei e con me c'erano Francesco Sunseri, che sarebbe diventato il mio vice, e gli altri consiglieri Maria Gallitelli, Rocco Graziadei, Carola Fiore e Angelo Petrozza. Eravamo tutti amatori e con alcuni giocavamo in mensa dopo pranzo, essendo anche colleghi di lavoro. Per una serie di circostanze siamo venuti in contatto con il tennistavolo agonistico, costituito dall'allora Libertas Matera di Donato Marcosano. Andammo inizialmente in palestra e vedemmo come si svolgevano gli allenamenti. Un loro tecnico cominciò a venire da noi, per organizzare delle sessioni. Partimmo disputando un campionato regionale, all'epoca esisteva soltanto la C2».

Quale fu il seguito?

«Ci ponemmo il problema di avere dei ricambi in prospettiva, ma commettemmo un errore a rivolgerci ai quindicenni, che imparavano da noi e quando arrivavano a 18 anni ci lasciavano per andare a frequentare l'Università in altre Regioni. Alcuni dei soci, poi, per motivi personali abbandonarono la società e rimasi quasi da solo. Era il 2010 e sono stato costretto a interrompere l'attività, trasferendomi a giocare a Taranto, con la maglia del Magna Grecia della famiglia Vipera».

Quando siete ripartiti?

«Non fare più attività a Bernalda mi dispiaceva e accarezzavo l'idea di riprenderla. A supportare la mia intenzione è stato l'ingresso di alcuni amici come Cospite, che è un imprenditore e per un paio d'anni ha fatto anche da sponsor. È così nato il TT Bernalda 2000, che oggi conta poco più di 20 tesserati, dai più piccoli ai veterani. Nel 2010 abbiamo finalmente coltivato il proposito di far crescere al nostro interno dei ragazzini e di prendere un allenatore da fuori. Io e Fabrizio, con l'aiuto di Russo, che nel frattempo era arrivato, abbiamo deciso di portare avanti un progetto con la scuola elementare dell'Istituto Comprensivo Pitagora. Abbiamo trovato una maestra molto appassionata di sport come Mariella Casciaro e, con notevoli sacrifici, abbiamo svolto una decina di lezioni al sabato, alla quale hanno aderito quindici ragazzini della classe quinta. Alla fine la metà ha voluto continuare con noi in palestra e nel 2015, per la prima volta, abbiamo partecipato alla fase regionale del Ping Pong Kids».

Com'è andata?

«Al di là di ogni più rosea aspettativa, grazie alle vittorie di Sara Gesualdi e Gabriele Distasi (insieme nella seconda foto, ndr), che erano ancora alle prime armi. I due fanciulli ci hanno anche rappresentato alla fase nazionale di Terni, con l'allenatore regionale Tommaso Romano, l'attuale delegato, mettendosi in evidenza nelle prove atletiche. Sono tornati da quella esperienza motivatissimi, trascinando anche i loro compagni meno bravi, che erano usciti dal progetto scolastico. Di quel gruppetto, oltre a Sara e a Gabriele, vengono ancora in palestra Nicola Guida e Christian Castronuovo».

TT Bernalda 2000 Sara Gesualdi e Gabriele DistasiParliamo un po' di Gesualdi e Distasi?

«Sono entrambi classe 2005 e quarta categoria. Sara nel 2019 è stata capace di conquistare il titolo italiano di doppio femminile di quinta, in coppia con Rebecca Fanizza, del Tennistavolo Torino, raggiungendo gli ottavi in singolare. Quello è stato senza dubbio, finora, il successo più importante della nostra piccola società. Gabriele nel 2020, prima dello stop per il COVID-19, si era aggiudicato parecchie partite. A fine gennaio, nel secondo torneo nazionale di Grottaglie, si era classificato terzo in doppio, con il 22enne Danilo Giannico, che, dopo aver terminato l'Università a Torino, è rientrato da noi, ed era uscito negli ottavi in singolare».

I due fanciulli hanno fatto faville anche a squadre?

«Esatto, assieme all'esperto Paolo Bolettieri, che in gioventù ha giocato a Napoli, dove studiava, in serie B, si sono aggiudicati la serie C2 con il team sponsorizzato Areawi. Al momento della sospensione della stagione per l'emergenza COVID-19, erano primi a pari merito con La Potentina e, grazie al confronto diretto favorevole, hanno ottenuto la promozione, riportandoci in C1 dopo qualche anno. Vedremo se Sara e Gabriele troveranno spazio anche nella categoria superiore, a prendere una decisione sarà il nostro nuovo tecnico Vincenzo De Sario. Avremo anche una o due compagini in C2 e una in D1. In C femminile vorremmo impiegare Gesualdi e Sara Chiruzzi, che ha solo 11 anni e con il 13enne Daniele Distasi, fratellino di Gabriele, costituisce una coppia molto giovane su cui investire».

Di Sario è una new entry di qualità.

«Il rapporto con lui è cominciato dal 1° settembre e siamo certi che darà degli ottimi frutti. Vincenzo continuerà a seguire il Tennistavolo Ennio Cristofaro e, essendo andato in pensione, ha più tempo per dedicarsi anche a noi. Ne siamo veramente felici».

Dove gravita la vostra attività?

«Nel Palazzetto dello Sport di proprietà del Comune, con il quale esiste una convenzione che dovremmo rinnovare a breve. Abbiamo a disposizione il campo centrale per le partite e per qualche allenamento. Per lo più utilizziamo altri due spazi, una palestrina sopra gli spalti, nella quale montiamo due tavoli, e un'altra nella quale, oltre ad allenarci in due aree di gioco, svolgiamo la preparazione atletica. Siamo impegnati 3-4 giorni alla settimana, dalle 17 alle 19,30».

Come state partecipando al progetto Scuole di Tennistavolo?

«Stamo frequentando le lezioni con i formatori io come tecnico e Giuseppe Distasi, il papà di Gabriele e Daniele, come dirigente. Per quanto riguarda la parte tecnica ho da poco completato il corso di primo livello e dunque ho le nozioni ancora fresche, però mi risulta utile avere uno schema logico da seguire e vedere sistematizzato un percorso. Sul fronte gestionale e dell'organizzazione, sono contento di aver visto spiegati degli aspetti ai quali in qualche modo avevamo pensato al nostro interno, come il coinvolgimento delle famiglie in attività extra pongisticie, che aiutino a rafforzare i rapporti, o il torneo sociale a handicap, per offrire al ragazzino la possibilità di giocare con un atleta più bravo di lui, agevolando la socializzazione. Un argomento che trovo molto interessante è quello della sostenibilità economica, che ci sta a cuore. Il presidente Copite, per la sua attività, è abituato ad affrontare problematiche del genere e anche io, nel mio lavoro di ricercatore, gestisco progetti e dunque devo fare i conti con situazioni di questo tipo. Cercheremo di applicare  questi principi manageriali e di equilibrio finanziario anche al tennistavolo».

Che idea di Scuola avete in mente?

«Cureremo l'avviamento al tennistavolo, del quale mi occuperò io, cercando anche di tornare nelle scuole e magari abbassare il nostro target di riferimento alla terza e alla quarta elementare. L'agonismo sarà invece seguito da De Sario. Mi conforta sapere che nella nostra Regione, che è piccola e poco densamente popolata, non siamo gli unici a portare avanti un progetto del genere e sono convinto che la collaborazione con le altre società, che si stanno orientando nella nostra stessa direzione, sarà molto proficua. Avere un linguaggio comune non potrà che giovare a tutti».