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TT CastrovillariFra le società calabresi che hanno aderito al progetto Scuole di Tennistavolo c'è l'Asd Tennistavolo Castrovillari del presidente Giuseppe De Gaio (che è anche consigliere regionale), che fin dalla fondazione ha sempre posto valori forti alla base della sua attività.

Presidente, la vostra è un'associazione ancora piuttosto giovane. Cosa ricordi degli inizi?

«Siamo nati il 2 aprile del 2011 da un gruppo di appassionati che ho l'onore e l'orgoglio di guidare fin dal primo giorno. Precedentemente avevo giocato ed ero stato consigliere del Tennistavolo Luzzi del presidente Mario Federico e nove anni fa ho deciso di dare vita a una nuova realtà a Castrovillari. Ho trovato l'appoggio del vicepresidente Gaetano Rubino della segretaria Elvira Di Nunzio e dei consiglieri Francesco Granito, Piero De Gaio, Gennaro Nardone e Gilda Esposito».

Quali erano i presupposti?

«Desideravamo propagandare il tennistavolo nella città del Pollino e nel territorio ionico. Siamo partiti con l'intento di essere una struttura aperta a quanti volessero avvicinarsi e partecipare in prima persona alle attività amatoriali e agonistiche del nostro sport. Ora abbiamo una trentina di tesserati».

Quali obiettivi, dunque, vi siete dati?

«Erano sostanzialmente di far crescere l'attenzione della cittadinanza, soprattuto dei giovanissimi, nei confronti del tennistavolo e di costruire una squadra che potesse competere ai più alti livelli nazionali. Credevamo anche fortemente nella funzione del ping pong come strumento d'integrazione e socializzazione».

In che senso?

«Fin da subito ci siamo impegnati per occuparci non solo dei normodotati, ma anche dei diversamente abili, per fare sì che al nostro interno si sentissero protagonisti. Abbiamo un esempio di Francesco, un bambino down, che giocando ha visto migliorare anche la qualità della sua vita di tutti i giorni. Questi ragazzi sono sempre stati presenti in prima linea per fare il tifo e festeggiare le nostre vittorie e infatti a loro ho dedicato la promozione in serie B1, che finora è stata il punto più alto della nostra storia».

Quando è avvenuta?

«Era la stagione 2017/2018 e nel nostro girone avevamo ben sette squadre siciliane. Di quel team facevano parte Antonio Corrado, Luca Lombardi, Segun Alawale Abayomi e Umile Eros Perri. Corrado, classe 2000, ha vinto anche nel 2016 il torneo nazionale di quarta categoria di Ricadi di singolare e doppio. Era un giovane di ottime qualità, capace di diventare campione regionale di tutti i settori giovanili e delle categorie fino alla terza. Ora però ha dovuto lasciare l'agonismo a causa dello studio. Anche Lombardi, nato nel 2002, è molto promettente e a lui aggiungerei Matteo Florio, del 2001, che nella scorsa stagione ha difeso i nostri colori in B2. Fra i più giovani, e ancora tutto da formare, c'è Pasquale Saladino».

In ambito femminile?

«Giada D'Elia, quando era con noi, ha vinto anche un torneo nazionale a Manfredonia. Attualmente abbiamo la 12enne Marika Veltri, che da Giovanissima è stata campionessa regionale. Con la rappresentativa della Calabria ha partecipato sia al Trofeo Coni sia al Ping Pong Kids. Frequentano ancora le scuole elementari le piccole Ilaria Buonfrate e Sofia Aloisio, che sono due talentini interessanti».

Esiste la possibilità di riportare al tavolo anche Elisabetta De Gaio?

«È mia figlia e ci terrei moltissimo. Dopo essere stata campionessa provinciale, ultimamente sta facendo altro e l'anno scorso ha vinto la selezione di Miss Italia Calabria, qualificandosi alle pre-finali nazionali di Mestre. Pur non giocando più, parla sempre di tennistavolo. Viene alle gare e spero che un giorno riprenda in mano la racchetta. Sarebbe bello vederla in una squadra che tenesse alto l'onore del TT Castrovillari».

Credete nell'attività promozionale?

«A mio parere è fondamentale portare i tavoli fuori dalla palestra per dare continuità e un futuro all'attività. Abbiamo partecipato molto volentieri ai progetti federali "Racchette di Classe" e TennistavolOltre" e i riscontri sono stati molto positivi. Cerchiamo di fare conoscere il tennistavolo anche attraverso l'organizzazione di manifestazioni. A Marina di Sibari proponiamo da qualche anno il Memorial Pasquale Amoroso, in ricordo di un maestro di tennis che ha anche praticato il tennistavolo. Nel 2019, in occasione di quell'evento, abbiamo sigillato, con uno scambio di maglie, il gemellaggio con l'ASD TT Insieme Gravina del presidente Jerry Meliddo».

Anche le collaborazioni sono importanti per dare un impulso al movimento?

«Certamente e infatti facciamo parte anche della Polisportiva del Pollino - Città di Castrovillari. In quest'ambito, siccome da Castrovillari partirà il 6 ottobre la sesta tappa del Giro d'Italia, mi è stato chiesto nei giorni precedenti di organizzare un appuntamento pongistico. Il 27 settembre svolgeremo proprio l'ottava edizione del Memorial Amoroso nel nostro Palazzetto, nel rispetto di tutte le normative previste dall'ultimo protocollo. Avremo un torneo di quinta e sesta categoria, un assoluto e,  una gara in rosa, anche collegata al colore della maglia del primato del Giro, aperta a tutte le ragazze. Gli eventi fanno parlare di noi e sono felice che l'ultima competizione che si è disputata a Castrovillari, prima della sospensione dell'attività per l'emergenza sanitaria, sia stata la nostra Coppa Carnevale del 24 febbraio».

Venendo alle Scuole di Tennistavolo, cosa vi ha indotto a partecipare al progetto?

«Creare una struttura di formazione che sia sempre presente e nella quale si possa giocare sette giorni alla settimana è il mio pallino da tempo. Ho aderito con gioia alla proposta della Federazione e la nostra Scuola sorgerà all'interno della sede di via Alessandria del Carretto, che abbiamo in comodato d'uso per 10 anni e ci svincolerà dalle problematiche connesse alla gestione delle palestre scolastiche. L'impianto proprio è il futuro e sono felice di aver perseguito e raggiunto questo obiettivo come società. Ritengo che quantomeno ogni Comitato Regionale dovrebbe avere una sua Casa del Tennistavolo, sempre aperta alla pratica. Dobbiamo crederci».

Che tipo di Scuola sarà la vostra?

«Assieme ai tecnici Antonio Rosario Lombardi e Aldo Belmonte, ci proponiamo di seguire i bambini, che sono il nostro futuro, e gli atleti paralimpici, per i quali vogliamo rappresentare sempre più un punto di riferimento. Mi auguro che questa realtà nel tempo possa rafforzarsi, per poter offrire un ventaglio di servizi, sia sportivi sia medici, sempre maggiore agli utenti. Il tennistavolo è terapeutico è può essere molto utile anche alle persone anziane».