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Valledora AlpignanoDopo aver sentito tutti i Formatori/Tutor, selezionati per seguire le Scuole di Tennistavolo, iniziano le interviste con le società delle varie Regioni che hanno aderito al progetto. In Piemonte la quinta associazione in ordine di longevità e la prima della provincia di Torino è l'APD Valledora Alpignano, la cui sezione pongistica è guidata da Delio Franco.

Buongiorno Delio, quando è stato creato il vostro club?

«Al 30 dicembre 1970 e dunque ci apprestiamo a tagliare il traguardo dei 50 anni di storia. Siamo nati a Torino, con il nome di Esedra, e ci siamo affiliati alla FITeT con il codice 105. Nel 1993 è avvenuta la fusione con il Collegno Evergreen, che era stato fondato una decina di anni prima da Carlo Ceciliato e da Paolo Brugliera e aveva disputato anche la serie B maschile, e la stagione successiva siamo confluiti nella Polisportiva Valledora Alpignano, con una sezione apposita».

Quali sono stati i vostri atleti più forti?

«Mio figlio Fabio e Gabriele Vicario sono rimasti con noi fino a nove anni, poi abbiamo ritenuto di cederli al Tennistavolo Torino, che, grazie alla sua solida struttura, avrebbe garantito loro una crescita migliore. Fabio nel 2009 ha vinto il titolo italiano a squadre Under 21 con Alberto Margarone. In singolare ha raggiunto per due volte i quarti di finale, fermandosi ai piedi della zona medaglie, ai tricolori di terza categoria ed è andato più volte sul podio nei tornei nazionali. Gabriele ha conquistato ottimi risultati in singolare e in doppio ai Campionati Italiani ha ottenuto l'argento in terza e in quarta categoria con Daniele Pinto e il bronzo juniores con Nicholas Frigiolini. Nel settore femminile la nostra portabandiera principale è stata Rossella Badolato, arrivata da noi quando aveva 11 anni e salita fino alla terza categoria, che si è sempre comportata bene a livello regionale e ha partecipato ai tornei nazionali solo quando si svolgevano a Torino».

Quanti soci avete?

«Oltre quaranta, con una decina di bambini. In passato sono stati anche di più, ricordo che sei anni fa ne ho accompagnati al Gran Prix Giovanile ben 17».

Con quale spirito avete risposto al progetto delle Scuole di Tennistavolo?

«Con grande entusiamo, perché la riteniamo un'iniziativa in grado di dare una svolta al nostro movimento. In quell'ambito io svolgerò il ruolo del dirigente e il nostro responsabile tecnico Carlo Ceciliato quello del coach. Abbiamo aderito perché contavamo di trarre dei buoni risultati dal nostro impegno nelle scuole».

Come stava andando la vostra attività promozionale prima della sospensione dell'attività per l'emergenza sanitaria?

«Stava procedendo molto bene, anche meglio rispetto agli ultimi anni. Avevamo impostato cinque settimane di lavoro in orario curricolare nelle classi terza, quarta e quinta delle due sezioni della scuola elementare "Giacomo Matteotti" di Alpignano, all'interno della quale c'è la palestra che al pomeriggio utilizziamo per svolgere l'attività pongistica. Avevamo un giorno alla settimana di copertura completa, dalle ore 8,30 alle 16,30, nel quale seguivamo a rotazione le sei classi. Alla media "G. Matteotti" di Rivoli, l'insegnante di riferimento aveva già operato una selezione dei 24 ragazzini più dotati e ce li aveva messi a disposizione. Siamo anche stati presenti all'Istituto Agrario di Pianezza, dove abbiamo iniziato a occuparci di una dozzina di studenti, che comprendeva anche quattro ragazzi diversamente abili. Con me e Carlo Ceciliato si sono prestati alla causa Carlo e Luca Mazzocchi e Marco Vicario. Purtroppo in tutti e tre i casi ci siamo dovuti fermare a causa del COVID-19».

Com'è la situazione attuale della vostra palestra?

«Per il momento siamo fermi. Per poter interloquire con la direttrice didattica dovremo passare attraverso il Comune e dunque sarà necessario aspettare le elezioni, per avere una nuova Giunta con cui parlare. Speriamo che l'impasse si sblocchi. Quando avremo la disponibilità dell'impianto, riproporremo l'attività alla nostra scuola elementare e alla media "Alberto Tallone", sempre ad Alpignano, con la quale abbiamo avuto proficui rapporti in passato».