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Paolo Bisi al Circolo Prato 2010Il Circolo Prato 2010, dopo la conferma della coppia papà-figlio Oyebode, Michael in panchina e John Michael in campo, si affida, per la sua seconda partecipazione alla serie A1, a una new entry di qualità ed esperienza come Paolo Bisi.

Il 29enne modenese, n. 6 della classifica italiana di luglio, ha al suo attivo due titoli assoluti di doppio misto nel 2018 e doppio maschile nel 2016 (25 i successi tricolori complessivi, fra assoluti, di categoria e giovanili) e due medaglie d'argento conquistate in singolare nel 2014 e nel 2015.

Viene da sei stagioni al Cral Comune di Roma, con il quale si è aggiudicato la Supercoppa nel 2018 ed è stato protagonista di due finali di Coppa Italia, nel 2018 e nel 2019, e dei playoff scudetto nel 2016 e nel 2017 (aveva raggiunto le semifinali anche con la Marcozzi Cagliari nel 2014).

In maglia azzurra ha disputato sette campionati europei giovanili e uno assoluto. Il vicepresidente Giorgio La Rocca è soddisfatto della squadra finora allestita ed è impegnato negli ultimi dettagli per l'ingaggio dello straniero che completerà il team.

Ciao Giorgio, felice di aver portato Paolino a Prato?

«Personalmente lo conosco molto bene e l'ho visto crescere nei 14 anni che ho trascorso alla Villa d'Oro. So bene quanto sia affidabile e quanto sia bravo a preparare le partite. Al di là dell'aspetto tecnico di atleta di prima fascia, ho sempre desiderato di averlo in squadra. Poter contare su un pongista che abbia continuità di rendimento è sempre un valore aggiunto. Paolo è anche figlio di un grande amico e già suo zio Alessandro aveva giocato a Prato ed era stato mio compagno in B1 nel 2015/2016».

Tecnicamente parlando?

«Beh ci piaceva di avere un mancino in squadra, che crea una variabile importante nel gioco. Lui poi è uno che nei match che contano non delude mai. Oltre a ciò, la vicinanza fra Prato e Modena faciliterà la pianificazione di qualsiasi spostamento, in un momento particolare come questo».

Continuerà ad allenarsi a Modena?

«Certamente, in questi anni il suo allenatore personale è sempre stato papà Giovanni e in Emilia Romagna troverà sparring di spessore. A Prato facciamo comunque dei ritiri pre-partita abbastanza lunghi e in quelle occasioni Paolo potrà prepararsi assieme ai compagni, in avvicinamento agli incontri».

Con una battuta potremmo dire che, siccome l'anno scorso vi ha fatto male con il Cral, che peraltro non farà la A1, avete preferito averlo come alleato?

«Sicuramente i nostri tifosi come avversario lo hanno apprezzato molto, per me non è naturalmente stato una sorpresa».

Qual è stata l'dea dalla quale siete partiti per costruire la nuova compagine?

«Abbiamo sempre pensato come società che fosse importante puntare sui giovani italiani. Per noi la compagine di serie A1 è uno strumento per far conoscere al movimento il tennistavolo di alto livello, crediamo però che debba trovare spazio almeno un talento nostrano».

Si spiega così il rinnovo della fiducia a Johnny Oyebode?

«Lo scorso anno ha iniziato il suo percorso con noi e in un campionato molto impegnativo è riuscito a distinguersi, dimostrando di essere in grado di giocarsela anche contro i più bravi. Non dimentichiamo che ha solo 18 anni e occupa il settimo posto del ranking nazionale. Anche sul fronte internazionale giovanile ha ottenuto degli ottimi risultati. Si è meritato la conferma, che rientrava anche nella nostra filosofia gestionale».

Per quanto riguarda Michael?

«Si tratta di un allenatore che ha ribadito di saper gestire il settore tecnico in modo completo. Si è occupato in modo molto soddisfacente della prima squadra, ma la sua esperienza internazionale, le competenze tecniche e le capacità relazionali gli consentono anche di interfacciarsi con gli amatori e il settore giovanile. Queste caratteristiche, sommate alla compatibilità con il nostro gruppo dirigenziale, ci hanno  indotto a volerlo ancora con noi e a investire su di lui anche quest'anno».

Manca dunque solo lo straniero per dare la veste definitiva al team?

«Lo presenteremo a breve, quando avremo ultimato tutte le procedure. È giovane e ha già esperienza dell'Italia. Sarà il campionato a dire se sarà il nostro n. 1. Ci piace considerare tutti e tre i nostri atleti come dei numeri uno. Il nostro punto di forza dovrà essere il gruppo».

Quale sarà il vostro obiettivo?

«Fare bella figura e raggiungere la salvezza, senza i patemi della stagione appena conclusa».

La situazione era critica e la sospensione vi ha abbastanza agevolato?

«In effetti eravamo in zona retrocessione e con tutta probabilità sarebbe stato decisivo lo scontro diretto casalingo con il Tennistavolo Genova Cervino dell'ultima giornata della regular season. Sarebbe stata una sfida dalle grandissime emozioni».