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Andrea Puppo TT Genova 2019 2020Il Tennistavolo Genova è la società della sua città e della sua famiglia e l’ha cresciuto pongisticamente e non solo. Per la prima volta il 17enne Andrea Puppo (nella foto di Alejandro Costa) lo lascerà per giocare il prossimo campionato di A1 con la maglia dell’A4 Verzuolo Tonoli-Scotta.

Ciao Andrea, come stai?

«Bene grazie, sono tornato ad allenarmi da un paio di settimane e sono felice di poter nuovamente respirare l’aria della palestra».

Com’è maturata la decisione di lasciare il TT Genova?

«Devo ammettere che mi è costata molto. Quando la società mi ha detto che non avrebbe partecipato alla A1, ne abbiamo parlato insieme e abbiamo compreso che la soluzione migliore per me e per il mio percorso di sviluppo sarebbe stata di trovare un’altra squadra, che mi permettesse di disputare il massimo campionato».

Con loro è iniziato tutto dieci anni fa?

«Sono sempre stato in palestra, perché prima di me giocava già mio fratello Enrico a buoni livelli, e ho preso in mano la racchetta per la prima volta a cinque anni. A 6-7 anni ho cominciato ad allenarmi seriamente. Ho avuto come tecnici naturalmente Alessandro Quaglia, che mi ha sempre seguito e al quale devo moltissimo, ma anche Davide Bertazzoni e Ciprian Constantinescu. Ho esordito nel 2010 in D2, per arrivare fino alla A1, e individualmente mi sono aggiudicato molte medaglie nei tornei nazionali».

Per quali motivi hai scelto Verzuolo?

«Si tratta di un club storico, abituato a lottare per grandi obiettivi. L’anno scorso ha raggiunto la finale scudetto e in questa stagione prima della sospensione era nuovamente ai playoff. L’ambiente è bello e appassionato e tutti i ragazzi che lo hanno sperimentato me ne hanno parlato molto bene. Un altro fattore fondamentale è la presenza di Valentino Piacentini con il quale ho vissuto delle bellissime esperienze nella Nazionale cadet. Sarò poi compagno di Daniele Pinto, che è anche mio amico e mi ha convinto ad accettare».

Molti hanno ancora in mente l’abbraccio commovente con Valentino, dopo la conquista della medaglia d’oro nel misto cadetti agli Europei Giovanili del 2018.

«Con lui esiste un rapporto speciale, mi ha insegnato molto, sia come persona sia come allenatore, negli anni trascorsi in maglia azzurra e con lui in panchina mi sono preso la soddisfazione maggiore di quel titolo e anche in singolare, con la finale nell’Open di Spagna e la semifinale in Repubblica Ceca, mi sono dimostrato molto competitivo».

Che ricordi hai della tua prima stagione in A1?

«È stato un anno abbastanza complicato. Il salto dalla A2 è stato più difficile di quanto mi aspettassi e ho iniziato perdendo in modo netto parecchie partite di seguito, contro avversari forti, ma spesso alla mia portata. Sentivo la pressione di dover contribuire alla salvezza della squadra e mentalmente non è stato agevole rimettermi in carreggiata, perché le sconfitte non aiutano a vincere. I primi successi, però, mi hanno trasmesso fiducia. Tutto sommato è stata un’esperienza positiva, che mi ha fatto migliorare tecnicamente, dovendo affrontare atleti di valore internazionale, e anche di testa, facendomi capire l’importanza di rimanere concentrato dal primo all’ultimo punto».

Nella prossima stagione ti senti dunque pronto a dare il meglio fin da subito?

«Mi auguro proprio di partire con il piede giusto, senza timori di sorta. A Verzuolo vengono sempre parecchie persone a vedere le gare e il pubblico tifa in modo caldo e sostiene gli atleti. Penso che quell’atmosfera mi aiuterà a esprimermi al massimo».

Chi sarete in squadra?

«Saremo io, Daniele e Mattia Garello e la società sta cercando di prendere uno straniero».

Quanto ti dispiace che abbiano rinviato gli Europei Giovanili?

«Sono la manifestazione continentale principale e la aspettiamo per tutto l’anno. Considerata la situazione di emergenza sanitaria, non c’era però alternativa al rinvio. Si continua a sentire che potrebbero svolgersi a settembre e se così sarà ci faremo trovare preparati. Proprio oggi (ieri, ndr) è arrivato qui a Genova Tommaso Giovannetti, che è con me in Nazionale. Lo ospiterò a casa mia e ci alleneremo insieme per qualche giorno».