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Italia agli MTTU Championships 2019 con il presidente Di NapoliIl mese di marzo ospita, ormai da diversi anni, numerosissimi eventi del tennistavolo italiano. In particolare quest’anno una programmazione, ancor più ricca, ha previsto i Campionati Italiani Individuali Assoluti e a Squadre Giovanili, i Tornei Nazionali di Categoria e Paralimpico, le Giornate Rosa, le principali fasi delle iniziative per il mondo della Scuola (OSO e Racchette di Classe), l’avvio del Circuito Nazionale Ping Pong Kids, la raccolta delle candidature delle manifestazioni della Giornata Mondiale del Tennistavolo e i Tornei Internazionali di Lignano Sabbiadoro. Proprio nella cittadina friulana il presidente federale Renato Di Napoli, nella sua veste di Chairman dell’MTTU (Mediterranean  TableTennis Union) ha voluto portare una rinnovata edizione dei Campionati dei Paesi del Mediterraneo.

Presidente, se la sente di trarre un primo bilancio dell’intensa programmazione stagionale?

«In effetti gli impegni, le attività, le occasioni sono state veramente numerose: vista la loro entità, penso che sarebbe meglio analizzarle una per una. Prima, però, vorrei fare una considerazione generale, che forse esprime più efficacemente i miei più vivi sentimenti. In questo periodo ho tratto diverse e significative sensazioni, grazie all’incontro e al confronto con le persone che ho avuto la fortuna di frequentare: dirigenti, tecnici, atleti, familiari, che mi hanno fatto sentire la loro passione, il desiderio di crescere e la voglia di essere coinvolti. Ecco, indubbiamente, mi sembra di aver colto un clima positivo e soprattutto propositivo. Ancora una volta, quindi, mi pare chiaro che tutti gli sforzi possibili che il Consiglio Federale possa prevedere debbano essere immaginati al servizio di queste persone. Se già prima di cominciare il mio mandato avrei potuto immaginare il ruolo dei dirigenti federali quale espressione del movimento sportivo italiano, ora posso, ancora più chiaramente, dedicare risorse e tempo per realizzare i sogni, le ambizioni, le idee delle persone che questo movimento animano».

Le persone che ha incontrato e incontra quale Paese incarnano e quale futuro si immagina per loro?

«Credo di essermi formata una idea abbastanza articolata. Intanto che, in molti altri Paesi, non esista un’unica espressione del tennistavolo, ma probabilmente numerose: esse esprimono età, esigenze, disponibilità, interessi fra loro vicini, ma non necessariamente simili. Le nostre 600 Associazioni e Società Sportive si dedicano a parecchie attività: alcuni si occupano dello sport giovanile, altri di quello degli Adulti e dei Master, altri dell’Alto Livello. Alcuni addirittura sono attivi su tutti i fronti. Un’attenta analisi di questa situazione comporta una completa rivalutazione di quanto sia stato fatto finora, per inquadrare nuove prospettive e immaginare nuove opportunità. Un aspetto mi è molto chiaro: quanto viene e verrà proposto dal Consiglio Federale deve sposare l’entusiasmo e le buone intenzioni delle nostre Società. Il tennistavolo non è la sua Federazione, ma esprime l’agire dei suoi praticanti, dei suoi dirigenti e dei suoi appassionati, quindi proprio loro debbono essere sostenuti».

Passiamo in rassegna le tappe principali di questo marzo 2019?

«Partirei con le attività di Promozione che hanno espresso un vero e proprio boom, attraverso tutte le iniziative avviate, sia per il Settore Paralimpico sia per quello Olimpico. La partecipazione delle società è stata straordinaria in ogni fase. Mi piace sottolinearlo perché la diffusione e la promozione della pratica ritengo siano traguardi prioritari cui la Federazione debba destinare ancora maggiori risorse, utili a permettere alle Società di investire per poter ampliare la platea dei nostri praticanti. Credo sia importante per acquisire una mentalità aperta, orientata al confronto e all’accoglienza. Siamo partiti da zero e oggi abbiamo in essere diverse iniziative, anche piuttosto innovative, che quotidianamente hanno un riscontro notevolissimo. Proprio in questi giorni un dirigente del CONI mi raccontava lo straordinario impegno di una nostra Società della provincia di Padova, che ha riscosso un successo inimmaginabile, al punto di doversi rendere disponibile a tempo pieno per accogliere i tanti giovani (anche disabili) che si sono avvicinati ed interessati. Mi sembra un buon spunto per ribadire un concetto: se investiamo e formiamo i nostri referenti territoriali e li sosteniamo opportunamente, essi saranno in grado di far veramente conoscere e praticare il tennistavolo».

A proposito di promozione, avete aderito con entusiasmo al World Table Tennis Day, promosso dall’International Table Tennis Federation.

«Il 6 aprile si sta avvicinando e sarà una giornata fantastica, a sostegno del tennistavolo, per diffondere l'idea che il nostro sport sia fra i più inclusivi, popolari, salutari e divertenti del mondo. Il World Table Tennis Day intende promuovere il tennistavolo per tutti, utilizzando lo sport come strumento privilegiato per abbattere barriere e creare coesione e affinità fra le persone. Abbiamo aderito, coinvolgendo le società, e siamo felici di aver ricevuto numerose risposte positive. A livello nazionale esiste un progetto che si svilupperà durante la settimana di svolgimento della Coppa delle Regioni, in programma a Molfetta dal 12 al 14 aprile. Sul territorio i vari club daranno vita a piccoli-grandi eventi e ognuno dovrà documentare la giornata con un reportage video e/o fotografico, che sarà condiviso sulla pagina Facebook della Federazione. Sarà una grande festa».

È stato un mese di notevole attività agonistica: quali riscontri pensa che siano emersi?

«Indubbiamente è stato un ricchissimo periodo di eventi, mi pare ben partecipati. A cominciare dai Campionati Assoluti Individuali di Bolzano, che nella bella cornice del Palazzetto del Maso della Pieve, fortemente voluto dalla nostra indimenticabile Edith Santifaller, e grazie alla efficiente organizzazione del Comitato Provinciale del presidente Ardelio Michielli, hanno avuto un’ottima partecipazione, sia in termini quantitativi (gli atleti erano quasi il doppio dello scorso anno) sia qualitativi, con bellissimi match in ogni fase del torneo».

Riguardo alle altre competizioni in calendario?

«La partecipazione è stata molto significativa, con una vera e propria eccellenza nella tappa campana delle Giornate Rosa. È giusto infatti ringraziare le molte società che hanno voluto partecipare a una manifestazione che ha invertito una negativa tendenza di tornei femminili che in passato avevano espresso una partecipazione a dir poco limitata. Penso che ognuno di coloro che leggeranno questa chiacchierata potrà valutare se questa innovazione delle Giornate Rosa, la cui partecipazione ha consentito di concentrare fino a 150 atlete, possa essere riuscita. A me pare che lo sia, analizzandone i dati che risultano più che quadruplicati e osservando il piacevole clima che in ciascuna tappa si è percepito».

Qual è stato il significato della scelta?

«Abbiamo ritenuto che, se vogliamo avere un settore femminile che cresca e si strutturi, dobbiamo dedicare specifiche attenzioni sia alle competizioni individuali sia a quelle di squadra. Temo che aver frammentato le proposte, come è capitato in passato, abbia generato una sempre più ridotta partecipazione. Mi piace ricordare anche il fervore di diversi Comitati, che hanno organizzato le loro Giornate Rosa, coinvolgendo altre atlete e investendo, un po’ come ha fatto il Consiglio Federale, interessanti risorse per premiare le più brave».

Veniamo ai Campionati Italiani Giovanili a Squadre?

«Il record di partecipazione ci conforta e ha fatto svanire i timori che il cambiamento di formula, dal momento che vengono assegnate tutte le posizioni di ciascun torneo, facesse perdere di consenso alla manifestazione. Mi sembra di poter concludere dicendo che le innovazioni organizzative e tecniche sono nate con lo spirito di “nobilitare” competizioni che avevano bisogno di un restyling che accrescesse, proprio come accade in ambito internazionale, qualità e quantità della partecipazione, mantenendo, in ogni caso, un occhio attento, ai costi, che certamente, rispetto al passato, non sono lievitati».

Quali impressioni ha tratto degli eventi internazionali?

«In effetti è giusto completare la panoramica proprio in questa sede, Lignano, che da anni ci ospita per l’organizzazione degli eventi internazionali. È stata un’annata eccezionale,con una partecipazione veramente cosmopolita che ci conferma fra i più importanti tornei ITTF, paralimpici e olimpici, e perché da due siamo passati a quattro, avendo organizzato il Trofeo Transalpino a gennaio e gli MTTU Championships in coda all’Italian Junior & Cadet Open. Rispetto agli anni scorsi voglio segnalare l’accresciuto interesse dei molti tecnici e dirigenti, che anno voluto esserci, attirati anche dalla possibilità di seguire il seminario della Preparazione Fisica applicata al tennistavolo».

Ci lasci con un suo pensiero conclusivo …

«Vorrei poter esaudire un mio sogno: riuscire a portare a tutte le nostre Società una ventata d’innovazione, che le possa maggiormente coinvolgere nella dimensione di promozione del tennistavolo a loro preferita. Fra le molte, in particolare, vorrei potesse essere più rilevante l’attenzione dedicata alle donne. M’impegnerò affinché questo sogno si possa avverare».