Francesco Trevisan e Antonino Amato alle Olimpiadi Giovanili di Dakar
- Pubblicato: 28 Ottobre 2026
Trentadue atlete e altrettanti atleti, nati fra il 2009 e il 2014, provenienti da 41 Comitati Olimpici Nazionali di cinque continenti (11 dall’Europa, 10 dalle Americhe, 9 dall'Asia, 9 dall’Africa e 2 dall'Oceania) si sfideranno nelle gare di tennistavolo ai Giochi Olimpici Giovanili di Dakar 2026, in programma dal 31 ottobre al 5 novembre. Sarà il primo evento olimpico organizzato in Africa e la quarta edizione della manifestazione, dopo quelle del 2010 a Singapore, 2014 a Nanchino e 2018 a Buenos Aires.
Tra i partecipanti figurano alcuni dei talenti emergenti più promettenti di questa disciplina, insieme ad atleti provenienti da nazioni che stanno consolidando progressivamente la propria presenza sulla scena internazionale.
Al Dakar Expo Centre in sei giorni di gara saranno assegnate medaglie in tre specialità: singolare maschile, singolare femminile e doppio misto.
Al singolare maschile parteciperà l’azzurro Francesco Trevisan (Muravera Tennistavolo), sotto la guida del tecnico federale Antonino Amato (con lui nella foto di Giuseppe Di Carlo).
.Il 16enne goriziano sarà anche il portabandiera azzurro, assieme alla capitana della Nazionale Under 18 di futsal, Ilenia Moro, nella Cerimonia di Apertura, che si svolgerà sabato 31 ottobre allo Stade Abdoulaye Wade di Diamniadio.
«Sono onorato - spiega Trevisan - di essere il portabandiera e di rappresentare, assieme a Ilenia, tutte le ragazze e tutti i ragazzi italiani, che gareggeranno a Dakar. Sono grato al CONI per avermi riservato questo grande riconoscimento. Aprire la sfilata della nostra delegazione con il vessillo in mano sarà estremamente emozionante. Sono anche orgoglioso di partecipare a una manifestazione così importante. Ho già disputato i Mondiali e gli Europei e sono salito sul podio a entrambi, ma le Olimpiadi hanno sempre un significato particolare. Saranno in gara atleti di altissimo livello e alcuni li conosco per averli incontrati ai tornei. È difficile fare un pronostico, ma fra i pongisti da medaglia ci sono sicuramente il giapponese Ryuusei Kawakami, il cinese Li Hchen e l’iraniano Benyamin Faraji. Io darò il massimo e dipenderà anche un po’ dal tabellone. Se ne avrò l’opportunità, cercherò anch’io di puntare alle posizioni che contano. Aver già preso parte a eventi importanti, mi aiuterà ad affrontare la competizione con la giusta serenità. Sarà sicuramente un evento che mi arricchirà e chissà che un giorno non possa anche essere protagonista alle Olimpiadi dei grandi».
Negli ultimi tempi Trevisan ha giocato molto: «Ho fatto i tornei a Otocec e Varazdin e poi sono stato in Corea, al Camp Asia-Europe. Sono anche stato impegnato nei campionati di serie A1 italiana, con la maglia del Muravera Tennistavolo, e Nationale 1 in Francia, con il Nice Cavigal, con ottimi risultati, e ho esordito agli Europei Assoluti di Lubiana. Quest’ultima è stata un’opportunità molto gratificante, che mi ha permesso di rendermi conto da vicino del livello dei pongisti più forti. Avevo un girone complicato, con il tedesco Kay Stumper e il polacco Mateusz Zalewski, e non sono riuscito a superarlo. Mi è anche mancata un po’ d’esperienza, ma in questo momento entrambi sono più forti di me. Ci sono diversi aspetti nei quali devo migliorare, per fare un ulteriore salto di qualità, dal punto di vista sia tecnico sia tattico. So cosa devo fare per alzare l’asticella».
In panchina Trevisan sarà seguito dal giovane tecnico palermitano Antonino Amato, classe 1999. «Sono molto emozionato - afferma - dopo aver debuttato quest’anno agli Europei Giovanili. Questa per me e Francesco è una prima esperienza di un calibro assoluto. Ci attende una di quelle competizioni che avvicinano all’obiettivo della carriera di ogni atleta, ovvero provare a giocare un’Olimpiade. Sto per vivere da allenatore un sogno che avevo da giocatore. Sono molto contento di poter affiancare Francesco in questo evento, che sarà per lui molto formativo Avrà la possibilità di confrontarsi con i migliori pongisti in giro per il mondo. Entrambi faremo un’esperienza umana di alto profilo. In avvicinamento ci siamo preparati non trascurando nessun aspetto, per mettere Francesco nelle migliori condizioni possibili fisiche e psicologiche per esprimersi al meglio. Essere a Dakar per rappresentare l’Italia per lui e per me sarà un grande onore».



