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Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026 cerimonia di aperturaI Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026 sono iniziati ufficialmente e fino a giovedì 3 settembre coinvolgeranno 3.803 atleti, in rappresentanza di 26 nazioni, che gareggeranno in 33 sport.

La Cerimonia di Apertura si è svolta questa sera allo Stadio Iacovone, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dei Presidenti di Senato e Camera Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e del Presidente del CONI Luciano Buonfiglio.

La campionessa di marcia Antonella Palmisano, nativa di Mottola, ha consegnato il tricolore, che è stato issato, e il giovane Simone Grande ha interpretato il Canto degli Italiani.

La parata delle delegazioni è stata inaugurata dalla Grecia e chiusa ovviamente dall’Italia, la cui squadra è stata preceduta dai portabandiera Irma Testa (pugilato) e Filippo Tortu (atletica leggera). Prima degli azzurri, che andranno a caccia di medaglie con 497 atleti (238 donne e 259 uomini), ha sfilato il Kosovo, che ospiterà nel 2030 a Priština la prossima edizione della manifestazione.

La bandiera dei Giochi del Mediterraneo è stata issata accanto al tricolore, sulle note dell’Inno dell’International Committee of the Mediterranean Games (ICMG).

Il Presidente Massimo Ferrarese ha portato i saluti del Comitato Organizzatore e dopo di lui è toccato al Presidente dell’ICGM Mehrez Boussayene.

La musica è stata protagonista con i pugliesi Mietta, Al Bano e Serena Brancale.

I Giochi del Mediterraneo, per la quarta volta nella storia in Italia, dopo Napoli 1963, Bari 1997 e Pescara 2009, sono ufficialmente aperti e ora la parola passa alle competizioni.

I nostri pongisti sono ancora al Centro Tecnico Federale di Terni, per completare lo stage di preparazione, e a inizio della prossima settimana partiranno per Massafra, che ospiterà il programma agonistico da mercoledì 26 agosto a mercoledì 2 settembre, all’interno del Palazzetto “Giovanni Paolo II”.