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Campionati Europei Giovanili di Gondomar 2026 podio del singolare maschile Under 19Come gli altri giovani campioni sportivi, anche Danilo Faso ha imparato a crescere in fretta, ad assumersi le sue responsabilità e a fronteggiare le difficoltà, sempre diverse, che gli avversari gli propongono sul campo.

I più bravi devono sempre fare i conti con aspettative molto alte, perché a chi vince si chiede di continuare a farlo. Nel titolo europeo Under 19 conquistato a Gondomar dall’ancora 15enne palermitano non c’è nulla di scontato, è stata semplicemente una grande impresa, portata a termine contro atleti che hanno alcuni anni di età e di esperienza più di lui.  

Solo Danilo e chi lo accompagna nella sua crescita umana e agonistica sanno quanta fatica ci sia dietro questa medaglia d’oro, che arriva a un anno di distanza da quella ottenuta fra gli Under 15. Un doppio traguardo per pochi.

«Sono stanco, ma contento, - racconta Faso dal Portogallo con una voce che non nasconde la soddisfazione - l’obiettivo era di fare una bella gara e di salire sul podio, di vincere proprio non me l’aspettavo. Il mio favorito prima del torneo era il portoghese Abiodun, che era stato anche l’unico a battermi nella gara a squadre, e averlo Campionati Europei Giovanili di Gondomar 2026 Eric Angles Danilo Faso Antonino Amato e Marco Fasosuperato negli ottavi mi ha trasmesso una grande fiducia per proseguire il mio percorso. In semifinale conoscevo poco il russo Samokhin e sono partito anche male. Nei primi due set non sono riuscito a esprimere il mio gioco, dal terzo sono stato più aggressivo e sono salito di livello in risposta. Nel quinto set ero in vantaggio per 10-7 e non ho sfruttato i tre set-point. Non era facile tornare in campo dopo aver perso un parziale del genere e sono stato bravo e non pensarci e a rimontare».

In finale dall’altra parte della retina c’era il francese Pilard: «Lo avevo sconfitto a squadre, ma sapevo che sarebbe stata tutta un’altra storia. C’era ovviamente un po’ di tensione, ma non eccessiva. Sono partito di nuovo malino, anche se i primi due set che ho perso sono stati combattuti. Io forse ero un po’ passivo, poi ho alzato il livello e sono andato via deciso. Dopo aver messo a segno l’ultimo punto ho provato una grande felicità, ho 15 anni e ho battuto ragazzi di 18, non era per nulla facile, questo titolo è un bel sogno realizzato. Gli Europei Under 21, ai quali avevo giocato alla pari con il tedesco Verdonschot, n. 61 del mondo, mi avevano già dimostrato che potevo essere competitivo contro chiunque. Avevo il timore che dopo aver fatto benissimo la gara a squadre, potessi avvertire la stanchezza nell’individuale e invece ho tenuto duro e ho gestito bene tutte le situazioni. La forza mentale è stata un’arma vincente, perché le partite tirate sono state molte e nei momenti decisivi ho sempre fatto le scelte giuste con lucidità. In panchina nel singolare avevo Antonino Amato, con cui sono abituato ad allenarmi a Palermo e il nostro rapporto ha funzionato bene».

Una dedica è d’obbligo: «Principalmente il pensiero va alla mia famiglia, che mi segue sempre, fin da quando ero piccolo, e poi naturalmente a tutti i tecnici e alla Federazione. Ora mi prenderò un po’ di riposo, questa stagione è stata lunga e bellissima e devo ricaricare le batterie. Poi riprenderò gli allenamenti. Il prossimo appuntamento agonistico sarà lo Europe Youth Smash - Sweden, in programma a Malmö a metà agosto».

Nella prima foto il podio, nella seconda da sinistra il direttore tecnico Eric Angles, Danilo Faso, il tecnico Antonino Amato e papà Marco