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Stefano Curcio esultaLa tensione sale, l’attesa pure. La Quattro Mori Cagliari è pronta a giocarsi il trono continentale nella finale di Europe Cup Women contro il Linz AG Froschberg. Andata il 15 maggio a Cagliari (ore 18), ritorno il 22 in Austria. Coach Stefano Curcio (nella foto di Marta Moratti) non usa giri di parole: “Per vincere servirà il 200%”.

Curcio, tutto pronto per la finale?

“Prontissimi. Sappiamo che serviranno due partite perfette per portare a casa il titolo continentale e ci stiamo preparando in ogni dettaglio”.

Andata a Cagliari, ritorno a Linz: quanto conterà il pubblico?

“Potremo contare sui nostri tifosi, numerosi e calorosi. Saranno fondamentali per spingere le ragazze in ogni momento della partita. Il ritorno in Austria sarà durissimo, per questo dobbiamo sfruttare al massimo la gara d’andata”.

Che sfida sarà contro il Linz?

“Partita durissima, inutile nasconderlo. L’Europe Cup è la seconda competizione continentale per importanza e il Linz è una squadra esperta, con atlete che hanno raggiunto posizioni di prestigio nel ranking mondiale. Parliamo di giocatrici con Mondiali e Olimpiadi alle spalle come Britt Eerland, Ivana Malobabic e Sutashini Sawettabut. Ma anche noi sappiamo quello che valiamo e abbiamo le carte in regola per compiere l’impresa. Entrambe arriviamo dalla Champions League”.

Come sta la Quattro Mori?

“Le ragazze sono cariche e concentrate. La semifinale è stata molto combattuta contro l’Hodonin, al di là del punteggio. Plaian ci ha regalato un punto pesantissimo al golden point. È stata una prova di squadra straordinaria: Plaian, Ma Hengyu e Carnovale sono state fantastiche, e senza la fuoriclasse russa Abraamian. Ora non vediamo l’ora di scendere in campo. Stiamo giocando bene, ma sappiamo che servirà una prestazione eccezionale. Il palazzetto di via Crespellani dovrà diventare una vera torcida”.

Tre anni fa il trionfo della Quattro Mori in Europa Cup. Ricordi?

“Indimenticabili. La finale a Budapest contro il Budaorsi resta una delle pagine più belle della nostra storia. Un successo importante per Cagliari, per la Sardegna e per tutto il movimento pongistico italiano. Quella squadra, con Plaian, Dragoman ed Edem, ha scritto qualcosa di speciale”.

In Sardegna ogni finale ha un valore particolare…

“Assolutamente sì. Nella nostra società si mastica pane e tennistavolo da una vita. La Marcozzi Cagliari è nata nel 1972, la Quattro Mori nel 1984. Senza dimenticare il lavoro del Cagliari Tennistavolo nel settore paralimpico. In tutti questi anni sono passati da noi oltre mille tesserati, italiani e stranieri, dai cinesi ai russi fino ai primi nigeriani. Restano amicizie, passione e valori. Questo conta persino più di scudetti e trofei”.

Tante soddisfazioni anche per lei…

“Molte. Ho iniziato a giocare nel 1998 e ad allenare nel 2014. Sono arrivate medaglie ai campionati italiani, giovanili e assoluti, poi il percorso in panchina. La vittoria europea di tre anni fa ce l’ho nel cuore, ma non va dimenticato che da quattro stagioni la Quattro Mori gioca stabilmente in Champions League”.

Il vostro palazzetto è frequentato anche da tanti vip dello sport…

“È vero e ci fa piacere. Il tennistavolo crea aggregazione”.

Anche lo staff di Luna Rossa, di stanza al porto di Cagliari, passa da voi…

“Sì, ingegneri e tecnici di Luna Rossa vengono spesso a divertirsi sui nostri tavoli”.

Luna Rossa vola sull’acqua, la Quattro Mori dovrà volare in finale…

“Non lasceremo nulla al caso. Il pronostico è apertissimo e il sostegno del pubblico sarà decisivo”.

E a Linz, il 22 maggio, avrete anche il sostegno dei vostri tifosi…

“Lo so, ed è una sensazione bellissima sapere che una decina di supporters ci seguirà fino in Austria. Al cuore non si comanda”.

A cura di Fabio Paci