Argento mondiale, premiati gli azzurrini che hanno scritto la storia
- Pubblicato: 21 Marzo 2026
Certe storie non si limitano a essere raccontate: si respirano, si custodiscono, si tramandano come miracoli. Questa è una di quelle. Una storia che profuma di sogno e di coraggio, di talenti e di destino, di giovani capaci di incidere il proprio nome nel cuore dello sport italiano e del tennistavolo.
Quattro ragazzi. Quattro sguardi rivolti oltre il tavolo, oltre il limite, oltre ogni previsione. Hanno abbattuto la muraglia più alta, quella della Cina, e lo hanno fatto con la leggerezza e la forza delle grandi imprese. Per questo stamattina a Terni, al Palatennistavolo “Aldo De Santis”, per un istante il tempo ha rallentato il suo passo: le racchette si sono fermate, il brusio si è fatto silenzio, l’emozione ha preso il sopravvento. Era il momento di rendere omaggio alla Nazionale Under 15 che, in un novembre ormai entrato nella leggenda, in Romania, ha raggiunto la vetta più luminosa mai toccata dall’Italia: un argento mondiale che brilla come oro, perché certe medaglie non si pesano, si sentono.
Eccoli, i quattro Moschettieri azzurri: Danilo Faso, Francesco Trevisan, Giulio e Pietro Campagna. Giovani, sì, ma già capaci di lasciare un segno che il tempo non consumerà. Accanto a loro, la guida esperta del direttore tecnico Eric Angles, che a Terni ha saputo trasformare talento e sogni in armonia, facendo fiorire non solo atleti, ma persone.
La cerimonia è stata un abbraccio collettivo. Gli occhi lucidi, i sorrisi pieni, la presenza di Renato Di Napoli, Presidente della Federazione Italiana Tennistavolo, e di Paolo Tagliavento, vicesindaco di Terni e da sempre uomo di sport, hanno reso il momento più denso di significato. Tanta soddisfazione anche negli occhi delle rispettive famiglie: ad applaudire i quattro enfant prodige del tennistavolo mondiale in tribuna c’erano i loro papà: Marco Faso, Luis Trevisan e Giulio Campagna, che seguono come ombre i loro figli e oggi raccolgono i frutti di anni di enormi sacrifici.
Come dimenticare quei giorni del Campionato del Mondo che ormai appartengono alla memoria più bella? La vittoria a sorpresa sul Giappone che valeva la semifinale. E poi l’impossibile che diventa reale: Italia contro Cina. Da una parte la storia che non c’era, dall’altra una tradizione che sembra invincibile. E invece accade. Accade davvero. L’Italia vince. Il mondo si ferma un istante, incredulo, mentre le immagini dalla Romania corrono veloci, diventano virali, testimoni di un sogno che non ha bisogno di filtri né di artifici.
Palermo, Gorizia, Prato: città lontane tra loro, luoghi d’origine dei quattro azzurrini; lontane ma unite da un’unica, incontenibile felicità. E con loro Terni, culla di questo piccolo grande capolavoro. Ma è l’Italia intera in festa. In finale, poi, è mancato un soffio: Taipei ha avuto l’ultimo slancio. Ma alcune storie non hanno bisogno dell’oro per essere eterne.
E così, tra i simboli di questa impresa, tre oggetti troveranno casa per sempre nel Palazzo dei ricevimenti del CONI, a Roma: la maglia azzurra, la racchetta firmata dai cinque protagonisti, la fotografia del podio iridato coi sorrisi di Danilo, Francesco, Giulio, Pietro e Eric. Non semplici cimeli, ma frammenti di un sogno diventato realtà, destinati a raccontare, a chi salirà la scalinata del Palazzo del CONI e a chi verrà, che anche l’impossibile, a volte, sceglie di accadere.
“Quella che abbiamo vissuto oggi non è stata soltanto una premiazione, ma un momento di profonda condivisione – ha sottolineato il Presidente Renato Di Napoli –. È la giornata in cui un’intera comunità sportiva si è riconosciuta in quattro ragazzi che, con il loro talento e la loro determinazione, hanno scritto una pagina che resterà nella storia. Questa impresa appartiene a tutto il movimento pongistico italiano che, grazie alla Nazionale Under 15, ha scoperto nuovi orizzonti e nuove possibilità. La presenza delle istituzioni, come quella del vice sindaco Tagliavento, testimonia quanto questo risultato abbia saputo parlare anche al di fuori del nostro ambiente. Ma ciò che più conta è il valore umano di questi ragazzi: sono esempi autentici, portatori di passione e sacrificio. Sono certo che il loro futuro sarà ricco di soddisfazioni, non solo sportive, perché lo sport, prima di tutto, forma uomini capaci di affrontare la vita con coraggio”.
“Per me è motivo di grande emozione e orgoglio essere qui oggi – ha aggiunto il vice sindaco Paolo Tagliavento –. Premiare Faso, Trevisan e i fratelli Campagna significa riconoscere il valore di un percorso straordinario, costruito giorno dopo giorno con impegno, sacrificio e una passione che raramente si incontra con questa intensità. Questi ragazzi hanno fatto qualcosa che resterà indelebile nella storia dello sport italiano: arrivare secondi al mondo, superando avversari di altissimo livello e battendo una potenza come la Cina, è un risultato che va oltre ogni aspettativa. Ma ancora più importante è il modo in cui ci sono riusciti: con umiltà, determinazione e uno spirito di squadra che rappresenta un esempio per tutti. Sono cresciuti a Terni, si sono allenati qui, hanno trasformato questa città nella loro casa sportiva e nel loro punto di partenza verso il mondo. Hanno un ardore straordinario, una fame sana di migliorarsi ogni giorno. E sono convinto che rappresenteranno l’Italia ai massimi livelli negli anni a venire. Per la Federazione, per il nostro Paese e, lasciatemelo dire con orgoglio, per la città di Terni, sono un autentico fiore all’occhiello”.
Perché, in fondo, certe imprese non finiscono con una medaglia al collo. Continuano. Nei sogni di chi le ha vissute. E in quelli di chi, da oggi, comincerà a crederci un po’ di più.
A cura di Fabio Paci


