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Giorgia Piccolin Torneo Europeo di Qualificazione Olimpica di Guimaraes 2021Al rientro dal Torneo Europeo di Qualificazione Olimpica di Guimarães, in Portogallo, al quale hanno partecipato i quattro azzurri Mihai Bobocica, Niagol Stoyanov, Giorgia Piccolin (nella foto) e Debora Vivarelli, abbiamo raccolto i commenti dei tecnici Antonio Gigliotti e Maurizio Gatti.

Bobocica è stato più vicino di tutti al pass, perché nel secondo tabellone è uscito nei quarti, al termine di una gara molto equilibrata contro il ceco Pavel Sirucek. «Ha espresso - spiega coach Gigliotti - un bellissimo tennistavolo aggressivo e convincente. Ha battuto avversari di spessore, confermando di essere molto competitivo a livello internazionale. Nel girone, dopo un successo agevole sull’israeliano Tal Israeli, ha affrontato il romeno Ovidiu Ionescu, vicecampione europeo, che ha avuto una partenza lanciata. Spinge molto con il diritto e il rovescio e la tattica di Bobo sarebbe stata di tenerlo sul gioco chiuso, per partire per primo. C’è riuscito in parte e si è ritrovato sotto per 3-1. Lì ha iniziato a giocare meglio e ha realizzato una rimonta eccezionale, mettendo sotto pressione Ionescu, che quando non gioca a mente libera qualcosa concede. L’ultimo avversario è stato lo spagnolo Jesus Cantero, un pennaiolo con i puntini sul diritto, e qui Mihai, anche se si è imposto per 4-2, ha dominato, rimanendo chiuso e giocando il controtop sulla pallina lenta che arrivava. Soprattutto è stato molto bravo con il servizio e la risposta».

Nel tabellone gli è stato fatale negli ottavi Tobias Rasmussen: «C’è stato qualche problema fisico, che l’ha condizionato e Bobo è entrato in campo non lucido, consapevole anche che contro il danese non si trova bene e aveva già perso agli Europei di Alicante nel 2018. Ci aveva però vinto in campionato. Rasmussen ha avuto un buon avvio e Mihai è andato sotto nel punteggio e si è irrigidito, lottando poco. Nel secondo tabellone ha incontrato subito l’inglese Samuel Walker, battendolo abbastanza agevolmente. Subito dopo si è trovato di fronte il giovane Samuel Kulczycki ed è stata durissima, vinta per 4-2 con gli ultimi due set chiusi sul 12-10. Bobo ha giocato bene con il servizio sul diritto del polacco e tirava lungo sul rovescio. Quando riusciva, teneva corta la risposta, per partire poi per primo e prendere l’iniziativa nello scambio. Tatticamente ha funzionato tutto al meglio».

Il rivale dei quarti è stato Sirucek:«Era la partita che, se vinta, gli avrebbe consegnato due chance di andare alle Olimpiadi. Purtroppo non è andata bene dal punto di vista del risultato, perché invece sul fronte del gioco Bobo si è espresso ad altissimo livello. Il rammarico riguarda i primi due set, nei quali è stato un po’ condizionato dalla risposta al servizio, perché il ceco gli serviva corto sul diritto e lungo sul rovescio, non dandogli punti di riferimento. Dal terzo set in poi, Mihai ha risposto subito in modo più aggressivo in mezzo, ha preso fiducia ed è entrato in partita risalendo da 0-2 a 2-2. Nel quinto parziale Bobo ha avuto due o tre palline che avrebbe potuto gestire meglio e nel sesto ha ripreso in mano il gioco, portandosi sull’8-4 e sul 10-8. Sirucek ha annullato i due set-point in modo eccezionale e poi si è aggiudicato il match. Peccato non essere riuscito a rinviare l’esito al settimo set, perché a quel punto anche il ceco avrebbe sentito la pressione emotiva. Non avercela fatta non cancella comunque le ottime prestazioni nell’intero torneo messe in campo da Bobo, che, dopo l’infortunio alla spalla del 2015, avuto avuto notevoli problemi. Grazie al duro lavoro che ha iniziato a fare al Centro Federale è tornato un atleta di alto livello internazionale».    

Stoyanov è stato eliminato nel girone di qualificazione, mancando dunque l’accesso al tabellone. «Nel suo gruppo, ha iniziato bene contro Kulczycki, giocando tatticamente una buona partita.  Il polacco è un atleta che, se lasciato libero di esprimere il suo tennistavolo, è molto pericoloso. Se lo si costringe al gioco chiuso, esistono le condizioni per mettere in campo delle ottime prestazioni. Si tratta dunque di un giocatore che si sposa piuttosto bene con le caratteristiche di Stoyanov, tanto è vero che la partita è stata dominata. Il problema è invece sorto in occasione del match contro lo slovacco Lubomir Pistej, che aveva già incontrato in Qatar, con risultati non soddisfacenti. Niagol sentiva in modo particolare questo incontro, che in effetti è andato in maniera diversa rispetto a Doha. Affrontando il confronto in maniera più aggressiva, ci sono state delle opportunità, però Niagol sentiva la pressione psicologica e quando nel terzo set si è procurato due palle per chiudere, non ha avuto la lucidità sufficiente per concretizzarle e per riaprire la sfida. Quel set sarebbe bastato per passare il girone con la classifica avulsa, che lo ha invece condannato all’eliminazione. C’è rammarico perché in quel modo il suo torneo è finito lì e non ci sono state opportunità ulteriori»

In ambito femminile Giorgia Piccolin nel secondo tabellone ha sfiorato l’accesso ai quarti, contro la svedese Christina Kallberg, che l’ha rimontata da 1-3 a 4-3. «La sua gara - spiega il tecnico Gatti - è stata veramente ottima. Sta cominciando a raccogliere i frutti di scelte che sono state giuste, come quelle di allenarsi in Francia, dove è molto apprezzata per l’impegno che profonde e per la sua capacità di fare gruppo, e di giocare in Germania, dove ha maturato esperienze agonistiche di alto livello, che sta utilizzando per crescere. Il 4-1 sulla svizzera Rachel Moret è stato un risultato di spessore, come anche il 4-3 sulla croata Dorina Srebrjak. In tabellone ha eliminato la lituana Ruta Paskauskiene, vincendo tutti i set, nei quali ha messo a segno i punti più delicati. Ha perso poi con la mancina ucraina Solomiya Brateyko, dopo aver vinto i primi due set».

Nel secondo tabellone la bolzanina è partita dagli ottavi e ha trovato la Kallberg: «È uno degli astri nascenti del tennistavolo internazionale e Giorgia è stata molto brava, La partita è sfuggita proprio per un soffio, peccato perché eravamo arrivati ai match-point per primi. Sul 10-8 la svedese ha avuto l'abilità di giocare in maniera incredibile, ma Giorgia non ha assolutamente demeritato. Le faccio i complimenti, perché ha disputato un ottimo torneo».

Vivarelli, dopo aver passato il girone, è uscita al primo impegno in entrambi i tabelloni. «Purtroppo - afferma Gatti - non è in un momento in cui stia giocando particolarmente bene. Ha fatto fatica a riprendersi dal Covid e da un paio d’infortuni che si trascina ormai da tempo. Questa situazione, oltre ad averle impedito di allenarsi correttamente, non reggendo i carichi di lavoro elevati, le crea una tensione che limita le sue possibilità di esprimersi ad alto livello. Ha esordito perdendo per 4-2 a opera di Charlotte Carey, un risultato che l’aveva lasciata un po’ con l’amaro in bocca. Le avevo però fatto notare che la gallese è notevolmente migliorata e sta giocando benissimo. Nel prosieguo, infatti, vinceva per 3-0 sulla portoghese Jieni Shao e poi ha ceduto per 4-3, dopo essere avanti per 10-6 nel settimo set. Per passare il girone Debora ha affrontato Tatiana Kukulkova, avversaria ostica per tutte e in modo particolare per lei, che non ama questo gioco con il puntino sul rovescio, che spezza molto il ritmo e dà molta pressione. Si è comunque aggiudicata i primi tre parziali, poi la slovacca è rientrata imponendosi in due set sul filo e Debora nel sesto è stata brava a chiudere sul 13-11».,

In tabellone Vivarelli ha incontrato Yuan Ja Nan, che poi si è qualificata a Tokyo. «La partenza è stata complicata, poi abbiamo vinto il secondo set. Nel terzo e nel quarto la franco-cinese, che utilizza il puntino sul diritto, è scappata via. Nel quinto Debora è riuscita nuovamente ad avere la possibilità di accorciare le distanze. Ha avuto due set-point e non li ha sfruttati. Sul 2-3, con Yuan che quando è in difficoltà s’intesisce, Debora avrebbe potuto fare ancora qualcosa in più. Nel secondo tabellone c’è stata la sfida con la lussemburghese Sarah De Nutte, fra due atlete che si conoscono da una vita, sono anche amiche e si allenano spesso assieme. Se la sono giocata più e meno alla pari e Debora ha avuto la chance di portarla sul 3-3. Nonostante le difficoltà che ho evidenziato all’inizio, ha lottato dall’inizio alla fine del torneo su ogni punto e questo è un aspetto importante da sottolineare».

Non rimane che attendere le comunicazioni della ITTF, riguardo alle atlete che si qualificheranno a Tokyo grazie al ranking. «Aspettiamo di vedere - conclude Gatti - se il lavoro di questi anni svolto per posizionarsi in classifica premierà Debora con il pass olimpico... Incrociamo le dita».