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Debora Vivarelli esultanteUna delle note più liete delle nuove classifiche internazionali di dicembre è tinta d'azzurro. Il merito è di Debora Vivarelli (nella foto), che è avanzata dal n. 75 al n. 69, raggiungendo il suo migliore piazzamento in carriera. I progressi vanno di pari passo con il sogno di qualificarsi alle Olimpiadi di Tokyo 2020, che la numero uno della graduatoria italiana sta continuando a cavalcare con grande tenacia. In questi giorni sarà in gara al Challenge Plus North American Open e cercherà di dare ancora maggiore concretezza alle speranze sue e di tutto il pongismo tricolore.

Con lei giocherà Giorgia Piccolin, con l'obiettivo d'invertire la tendenza che l'ha vista retrocedere dal n. 113 al n. 120. In progresso sono Chiara Colantoni (da n. 192 a n. 166) e Jamila Laurenti (da n. 232 a n. 205), bravissima ai recenti Mondiali juniores, ai quali è arrivata a un punto dai quarti di finale.

Salendo ai vertici, rimane in testa la cinese Chen Meng e dietro di lei, grazie ai 1.000 punti di bonus conquistati per il successo al T2Diamond di Singapore, la connazionale Sun Yingsha migliora da n. 3 a n. 2, mai così in alto, scambiandosi la posizione con Liu Shiwen. La giapponese Mima Ito, finalista al T2 Diamond, passa n. 7 a n. 4 (best ranking anche per lei), superando le altre cinesi Zhu Yuling (da n. 4 a n. 5), Wang Manyu (da n. 5 a n. 6) e Ding Ning (da n. 6 a n. 7). Torna in Top 10 al n. 8 la taipeana Cheng I-Ching (da n. 11), esce la giapponese Miu Hirano (da n. 10 a n. 11) e resta nona la singaporeana Feng Tianwei, mentre l'altra nipponica Kasumi Ishikawa scende da n. 8 a n. 10.

La migliore europea è l'austriaca Sofia Polcanova, mai così bene in classifica (da n. 17 a n. 14). Sono in crescita e al loro top in carriera anche la cinese Wang Yidi (da n. 23 a n. 18), la portoricana Adriana Diaz (da n. 24 a n. 22), la statunitense Lily Zhang (da n. 33 a n. 26), l'egiziana Dina Meshref (da n. 36 a n. 31), l'altra americana Wu Yue (da n. 37 a n. 33), la cinese Qian Tianyi (da n. 71 a n. 43) e la brasiliana Bruna Takahashi (da n. 51 a n. 49).

In campo maschile a novembre era tornato al comando e al cinese Fan Zhendong non è bastato vincere gli Open di Germania e d'Austria e la recente World Cup di Chengdu, per confermarsi il migliore. È infatti scivolato al secondo posto, a favore del connazionale Xu Xin.

Come è noto i calcoli delle posizioni vengono fatte sulla base dei migliori otto risultati ottenuti nel corso dell'ultimo anno, a eccezione degli eventi biennali, come i Campionati Mondiali o quelli continentali. Non sono inclusi nei "best eight" gli appuntamenti del T2 Diamond, che però garantiscono dei punti extra. Avendo vinto a Singapore, Xu Xin  ha ricevuto, come la collega Sun Yingsha, un premio di 1.000 punti, che lo ha fatto sopravanzare  Fan Zhendong di 450 punti.

Terzo sale l'altro cinese Ma Long, il grande deluso della World Cup, essendo finito fuori dal podio, che relega quarto il compagno di Nazionale Lin Gaoyuan. Rimangono quinto il giapponese Tomokazu Harimoto, sesto il brasiliano Hugo Calderano e nono lo svedese Mattias Falck, mentre il taipeano Lin Yun-Ju, finalista al T2 Diamond e terzo in World Cup, raggiunge il suo best ranking al n. 7, facendo arretrare il cinese Liang Jingkun (da n. 7 a n. 8) e il tedesco Timo Boll (da n. 8 a n. 10).

Fuori dalla Top 10, migliori piazzamenti in carriera per il cinese Zhao Zihao (da n. 41 a n. 29), finalista a Linz, il coreano An Jaehyun (da n. 62 a n. 40), il giapponese Takuya Jin (da n. 52 a n. 44), il ceco Pavel Sirucek (da n. 50 a n. 45), il nipponico Yukiya Uda (da n. 69 a n. 53), il brasiliano Vitor Ishiy (n. 77 a n. 59), l'argentino Horacio Cifuentes (da n. 76 a n. 67), il nigeriano Olajide Omotayo (da n. 88 a n. 85) e l'ecuadoriao Alberto Mino (da n. 87 a n. 73).

Sul fronte italiano, Stoyanov è uscito dai primi cento (da n. 82 a n. 103). Alle sue spalle sono progrediti Mihai Bobocica (da n. 134 a n. 127), Jordy Piccolin (da n. 282 a n. 280) e Daniele Pinto (da n. 363 a n. 314, il suo best ranking) e sono scesi Leonardo Mutti (da n. 161 a n. 181) e Matteo Mutti (da n. 368 a n. 373).