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Campionati Europei Giovanili 2019 podio singolare femminile junioresLa medaglia d'argento conquistata da Jamila Laurenti ai Campionati Europei Giovanili di Ostrava è stata un risultato storico per il pongismo italiano, il migliore mai ottenuto in una rassegna continentale nel singolare juniores, maschile e femminile.

«È stata un'emozione incredibile - racconta la 16enne reatina - perchè mi sentivo bene, giocavo nel modo in cui volevo e sono riuscita a salire sul podio. È un meraviglioso riconoscimento dell'impegno che profondo tutti i giorni in palestra.  La preparazione della trasferta in Repubblica Ceca è stata fatta in maniera perfetta, non solo dal punto di vista fisico, ma anche da quello mentale. Sono sempre andata in campo molto concentrata e ho cercato di non farmi condizionare dai momenti sfavorevoli. Il quarto di finale contro Zdena Blaskova, che oltretutto era la beniamina locale, è stato durissimo. Lei è anche una delle mie migliori amiche. Ci siamo affrontate molte volte e negli ultimi tempi mi aveva spesso messo in difficoltà. Qui è stata bravissima e il suo puntino sul rovescio mi ha dato più problemi del solito. Facevo fatica, particolarmente quando la palla mi arrivava sul diritto. In svantaggio per 3 set a 1 e 5-1 nel quinto parziale ho mantenuto la calma e mi sono imposta di resistere fino alla fine. La semifinale, invece, è iniziata benissimo e i primi due set sono filati via abbastanza lisci. Ero molto grintosa e ho commesso pochi errori. Poi la Kisel si è abituata al mio gioco e ha sbagliato meno. Sono stata lucida e ho portato a casa anche il terzo e il quarto parziale».

La finale contro la polacca Anna Wegrzyn, testa di serie numero 3, riservava parecchie insidie:«L'avevo battuta ai miei primi Europei e poi aveva vinto lei due volte. È un'atleta molto ostica per me, perché mette molte palle in campo e ha una buona mano. Rispetto alle altre avversarie è brava a variare, per non offrire punti di riferimento. Anche se ho perso ritengo di aver giocato bene. Ce l'ho messa tutta e sono contentissima comunque». Le dediche sono ovviamente molte:«A tutta la Federazione, ai tecnici Giuseppe Del Rosso e Maurizio Gatti, al preparatore Massimo Oliveri, naturalmente a mamma Monika e a papà Giovanni, a nonno Giuseppe, che non c'è più, ma per me c'è sempre, al mio primo allenatore Romano Martini e al mio ragazzo Davide (Di Veroli, campione di scherma, ndr). È anche grazie a lui se sono arrivata fino a questo punto. Avere al fianco una persona vincente è di grande sostegno, soprattutto sotto l'aspetto mentale. Qui a Ostrava ci sentivamo, anche con un semplice messaggino prima della partita, che mi aiutava a rimanere sempre concentrata e a non mollare mai. Sono felice di questa medaglia anche per le Fiamme Oro e mi auguro in futuro di ottenere risultati anche migliori di questo, sempre con loro».

Campionati Europei Giovanili 2019 abbracccio fra Jamila Laurenti e Giuseppe Del RossoL'azzurra ha condiviso la soddisfazione del podio in prima battuta con il tecnico Del Rosso, che la allena  al Centro Federale di Formia e la segue in panchina in tutte le trasferte internazionali giovanili. «La medaglia - spiega il coach - è il coronamento di un lavoro durato due anni, da quanto cioè ho assunto la guida del gruppo juniores. Sarebbe stato un vero peccato non centrare l'obiettivo, dopo che nella gara a squadre avevamo effettuato un bellissimo percorso netto ed eravamo usciti nei quarti contro la Francia. In quel confronto non ci è girato nulla a favore e sono convinto che, se avessimo vinto un incontro dei primi tre, la partita sarebbe stata lunga e negli ultimi due singolari avremmo ancora potuto dire la nostra. Jamila era già stata brava in team e nel singolare si è confermata ad altissimi livelli. Dopo i primi due 4-0 contro l'olandese Van Der Zanden e la croata Bardac, sono arrivate due autentiche battaglie, vinte per 4-3 sulla russa Vishniakova sulla ceca Blaskova, che l'hanno portata sul podio e nelle quali ha dato veramente tutto ciò che aveva. La semifinale contro la bielorussa Kisel dopo i primi due set si è complicata, ma Jamila è stata più dura dell'avversaria. In finale la polacca Wegrzyn era rivale scomoda, che varia spesso il gioco, e Jamila ci ha provato in tutti i modi fino alla fine».

Poi un auspicio:«Mi auguro che questo risultato porti uno scossone nel movimento femminile italiano e invogli le donne a cambiare marcia. Noi ci abbiamo creduto e questo argento, arrivato dopo la qualificazione olimpica, è qualcosa di fantastico. Naturalmente va considerato come un punto di partenza. Bisogna non accontentarsi mai e continuare a lavorare. Voglio ringraziare il gruppo di lavoro, che al Centro Federale è composto da Sebastiano Petracca, Maurizio Gatti, e ora anche da Joze Urh, e dal preparatore fisico Massimo Oliveri. Sono felice per la fiducia ricevuta dal direttore tecnico Matteo Quarantelli, la cui scelta è stata sostenuta dal presidente Renato Di Napoli e dal Consiglio Federale. Il mio pensiero, in questo momento di grande gioia, va a tutti loro».