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Campionati Italiani di Terni 2026 gruppo arbitraleIn divisa blu, con il logo della Federazione Italiana Tennistavolo sul petto, gli arbitri si muovono con discrezione fra i tavoli dei Campionati Italiani, in corso di svolgimento a Terni. Sono i custodi silenziosi dell’equilibrio del gioco. Con sguardo attento e gesti misurati accompagnano ogni match, ogni scambio, trasformando rigore e passione in una presenza elegante e indispensabile. Una squadra guidata dal giudice arbitro effettivo Massimo De Giorgi. Figure chiave sono Emilia Pulina (giudice arbitro supplente), Alessandra Faina (responsabile della direzione gare) e Roberto Rossi (commissario arbitrale).

Sui tavoli del PalaDeSantis sono impegnati sedici arbitri: Domenico Aruta, Carlo Bronzi, Giosué Coppola, Marco Drei, Vanni Favorido, Sante Gigante, Umberto Mellini, Andrea Migliacci, Luigi Moliterno, Michele Napolitano, Antonio Piscopo, Alberto Sabbatini, Valeria Sardella, Roberto Trolese, Daniele Vacca e Giuseppe Vargetto.

Pugliese di Lecce, settantenne, Massimo De Giorgi vanta oltre mezzo secolo di esperienza. Una lunga storia la sua nel tennistavolo. Un inizio come tanti, nell’oratorio dei Salesiani: “Primo campionato nel 1969-70 con la maglia del PGS Falchetti. Ne è passata di acqua sotto i ponti. Nel 1974 sono diventato arbitro, dopo l’invito del mio presidente a provare questa esperienza. Com’è andata? Beh, sono passati 52 anni e sono ancora qua”.

Massimo De GiorgiHa fatto tutta la trafila nel mondo arbitrale: ha partecipato come arbitro di sedia a gare dei Mondiali, degli Europei Assoluti e delle massime competizioni giovanili. Vari aneddoti da raccontare: “Ho arbitrato la prima partita quando ero diventato maggiorenne da pochissimi giorni. Quanti ricordi legati a questo mondo con i campioni di varie generazioni: Bosi, Costantini, Milic, La Gioia, Giontella, Bisi, Nannoni, Arisi, Negrisoli; poi Mondello e Piacentini; poi ancora Bobocica, Stoyanov e Giorgia Piccolin, ancora protagonisti, fino ai ragazzi di oggi: Faso, Trevisan, i fratelli Campagna e Arlia, il cui avvenire luminoso è certo. Per quanto concerne le rassegne continentali il ricordo più bello vola al 2003 agli Europei Assoluti organizzati in maniera impeccabile a Courmayeur, con l’oro dell’Italia femminile a squadre. E in merito alle competizioni iridate, i Mondiali Master svoltisi a Roma nel luglio 2024 sono stati un evento mai registrato prima, qualcosa di magico, con il record di 6.100 iscritti e la grande macchina organizzativa messa in campo dalla Federazione”.

Ma come si diventa arbitri? Così De Giorgi: “Si inizia con il corso di formazione e si diventa aspiranti giudici arbitri (AGA). Serve esperienza sul campo, va precisato che bisogna superare un esame scritto e uno pratico. Il passaggio successivo è quello a giudice arbitro provinciale (GAP), poi a giudice arbitro regionale (GAR) e infine a giudice arbitro nazionale (GAN). A questo punto, se si vuole intraprendere la carriera internazionale, ogni due anni ci sono apposite sessioni”.

Proprio in occasione dei Campionati Italiani, Roberto Rossi, componente della commissione nazionale arbitrale ed esperto formatore nazionale, ha tenuto un corso per undici aspiranti giudici arbitri dell’Umbria. “Ci sono sempre più giovani interessati: si può cominciare anche a 16 anni”.

Giornate intense, fino al 22 marzo, al PalaDeSantis. “Un ringraziamento alla commissione arbitrale che ci ha permesso di essere qui, nella competizione più importante a livello nazionale. Vedo un’ottima partecipazione di iscritti: ottimo segnale. Un ringraziamento a tutti gli arbitri impegnati. E al presidente Di Napoli, al vicepresidente vicario Borella, che ci sono sempre vicini. Gli arbitri arrivano da ogni parte d’Italia: da Trapani a Torino, passando per Roma, Sassari e Messina. In questi giorni facciamo gruppo. Non solo tavolo da gioco, ma anche uno stile da condividere per tenere alto il livello del tennistavolo”.

Nella prima foto il gruppo arbitrale al lavoro a Terni, nella seconda il giudice arbitro effettivo Massimo De Giorgi

A cura di Fabio Paci