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Intervista di John Ippoliti a Maurizio Gatti

 

Conclusi i Campionati Europei Giovanili parliamo insieme a Maurizio Gatti, tecnico della squadra Juniores femminile azzurra, di quanto visto in questi giorni di gare.

 

Allora, Maurizio, come definire il vostro 8° posto nella gara a squadre?

 

Grande. Un grande risultato. Lo testimoniano i commenti e i complimenti che ricevo da tanti  tecnici della altre nazionali presenti qui. Battere la Russia campione uscente è stata un’impresa, resa anche più difficile, psicologicamente, dal fatto che sapevamo che dopo ci aspettava la Germania, altra grande squadra pretendente al titolo, arrivata poi all’argento.

 

Eppure alla vigilia eri molto contrariato per gli infortuni e gli acciacchi in successione che avevano colpito quasi tutta la squadra.

 

Sì, solo Chiara  Miani  era fisicamente a posto. Le altre ragazze avevano tutte problemi fisici, chi alla schiena (Scardigno), chi alla spalla (Zefiro), chi al braccio (Steshenko e Trotti ). Abbiamo dovuto cambiare e rivedere più volte la preparazione in vista delle gare, adattandoci alle situazioni.

Ma questo gruppo di atlete era pronto, maturo. Lo sapevamo e lo abbiamo detto chiaramente alle ragazze, tutte alla fine del ciclo Junior. E questo risultato, lo voglio sottolineare, è merito di tutto lo staff tecnico che ha seguito la squadra: Giuseppe Del Rosso, Pietro Capputi ed Alfonso Laghezza. Tutti hanno lavorato bene, con grande determinazione, capacità ed armonia su questa squadra. Quanto ottenuto è merito di tutto il gruppo, cioè staff tecnico e atlete  e  naturalmente  le  società   di  appartenenza .

Essere ancora una volta nelle migliori otto squadre d’Europa non è cosa da poco, lo ribadisco.

Desidero inoltre ringraziare la società T.T. Eppan (leggi famiglia Vivarelli ) perche durante il  nostro soggiorno ad Appiano tutto si è svolto in maniera perfetta.

  

Parliamo un po’ delle singole giocatrici: come sono andate le ragazze?

 

Nella gara a squadre tutte hanno dato il  massimo. Chiara ha suonato la carica all’inizio e alzato il morale a tutta la squadra. Tania a ruota ha cominciato a macinare gioco e risultati, compiendo un capolavoro nei due match vinti contro le due russe contro cui aveva giocato e perso in precedenza, durante la stagione. Quelle sconfitte ci hanno aiutato: abbiamo capito come affrontarle e Tania stavolta non gli ha lasciato scampo giocando partite tatticamente perfette. Rossella ha fatto il resto, portando a casa punti pesantissimi al termine di partite che sono state spesso vere e proprie battaglie.  Anche Miani e Zefiro, che hanno giocato poco, quando sono scese in campo hanno fatto la loro parte, non ho nulla da rimproverare.

 

Resta da fare ora un bilancio sintetico delle gare individuali, singolari e doppi. Qual è il tuo giudizio sui risultati raggiunti?

Sinceramente viste le condizioni fisiche delle ragazze non si poteva pretendere di più; tutto quello che avevano l’anno  dato nella gara a squadre. Onestamente mi rammarico solo per il doppio Steshenko - Trotti che sono convinto era almeno da primi otto. Forse soffrendo tutti un di  più ci si poteva arrivare. In conclusione se da tifoso avrei voluto una medaglia da tecnico dico che esserci confermati nelle 8 migliori squadre d’Europa è un risultato che da spessore al lavoro svolto fin qui da tutti.