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Festival dello Sport di Trento 2026 tavoli in piazza FieraRacchette in mano, tavoli sempre pieni e tanta voglia di mettersi alla prova. Il Festival dello Sport di Trento ha regalato al tennistavolo una vetrina di grande prestigio, con piazza Fiera trasformata in un punto d’incontro per appassionati, curiosi e tanti giovani desiderosi di scoprire da vicino una disciplina capace di unire tecnica, velocità e divertimento. Nell’ultima giornata della manifestazione, il bilancio del camp organizzato con la partecipazione della Federazione Italiana Tennistavolo è più che positivo. Un’esperienza che ha portato il tennistavolo al centro della scena, attirando un pubblico numeroso e confermando il valore degli eventi di promozione sportiva nei grandi appuntamenti dedicati allo sport.

A sottolineare la soddisfazione della Federazione è Carlo Borella, vicepresidente vicario della FITeT, che ha tracciato un bilancio entusiasta dell’iniziativa: "Un grande successo. Grazie a Gazzetta dello Sport e RCS per l’invito. Grazie agli azzurri Carlo Rossi e Miriam Carnovale e al tecnico e leggenda del tennistavolo Yang Min per la partecipazione. Grazie al Comitato Trentino e a tutti i tecnici per il prezioso supporto. Numeri importanti per il nostro camp e un grande ritorno d’immagine".

Festival dello Sport di Trento 2026 tavoli in piazza Fiera 2A impreziosire le giornate in piazza Fiera è stata la presenza di tre figure di riferimento per il movimento: gli azzurri Carlo Rossi e Miriam Carnovale e Yang Min, tecnico di grande esperienza. La loro partecipazione ha offerto al pubblico l’occasione di avvicinarsi ai protagonisti della disciplina, vivendo da vicino l’atmosfera e le emozioni di questo sport.

Fondamentale anche il lavoro sul campo dei tecnici del Comitato Trentino, che si sono alternati ai tavoli accompagnando i partecipanti, dispensando consigli e contribuendo a rendere l’esperienza accessibile a tutti per 9 ore al giorno da giovedì a domenica.

In prima linea si sono alternati Elisa Armanini, Federico Valsecchi, Agostino Roveri, Enrico Panizza, Luciano Chilovi, Paolo Andreatta, Alberto Darfa e Maurizio Suighi. Un contributo prezioso, assieme a quello dei volontari, per garantire continuità alle attività e accogliere il pubblico durante la manifestazione.

Grande soddisfazione anche nelle parole di Davide Capsoni, presidente del Comitato Provinciale FITeT Trentino, che ha evidenziato soprattutto la risposta del pubblico e le prospettive aperte dall’esperienza trentina: "Un’esperienza davvero unica: vedere i tavoli costantemente pieni dimostra la straordinaria forza d’attrazione del tennistavolo. La collaborazione con gli organizzatori del Festival dello Sport è stata una scommessa vinta e ci auguriamo sia solo l’inizio di un percorso ben più grande per il futuro".

Festival dello Sport di Trento 2026 tavoli in piazza Fiera 3Per Capsoni, appuntamenti di questo livello rappresentano molto più di una semplice occasione promozionale: sono uno strumento concreto per avvicinare nuovi praticanti e rafforzare il legame tra la disciplina e il territorio: "Manifestazioni come questa rappresentano una vetrina fondamentale per il nostro sport, permettendoci di farlo conoscere a tantissimi passanti. Investire sulla promozione sportiva negli eventi di grande richiamo significa valorizzare il Trentino e il tennistavolo, creando un connubio vincente tra sport, coesione sociale e turismo".

Il successo del camp di piazza Fiera si misura nella partecipazione, nei tavoli sempre animati e nella possibilità di far conoscere il tennistavolo a un pubblico ampio ed eterogeneo. Il Festival dello Sport ha rappresentato un’importante occasione di visibilità, ma anche un’opportunità per costruire nuove relazioni e guardare alle prossime sfide con fiducia.

La strada è tracciata: portare il tennistavolo fuori dai luoghi tradizionali della pratica, incontrare le persone e trasformare la curiosità in passione. A Trento, tra scambi veloci e sorrisi, il messaggio è arrivato forte e chiaro.

Il prossimo appuntamento è già nel mirino: arrivederci al 2027.

Articolo di Fabio Paci