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Vittorio a TavolinoC’è un suono che attraversa le piazze, le palestre, i cortili: è quello leggero e ritmico della pallina che rimbalza sul tavolo. Un suono che unisce, che non chiede età, lingua o provenienza. È da qui che prende vita “Vittorio a Tavolino”, il documentario che, a partire dal 23 aprile, inizierà il suo viaggio nelle sale italiane, con una prima tappa al Cinema Farnese, nel cuore di Roma.

La data non è casuale. Il 23 aprile si celebra la Giornata mondiale del tennistavolo, e proprio in questo giorno il documentario si presenta come qualcosa di più di una semplice proiezione: un invito all’incontro, al dialogo, alla condivisione. La Federazione Italiana Tennistavolo, partner del progetto, accompagna così una narrazione che mette al centro lo sport di tutti, inclusivo, capace di raccontare storie profondamente umane.

Al centro del documentario c’è Piazza Vittorio Emanuele II, la più grande piazza della Capitale, crocevia di culture, lingue e destini. Qui, attorno a due tavoli da ping pong, è nata una comunità sportiva spontanea e vitale. Giovani e anziani, italiani e stranieri, principianti e giocatori esperti: tutti accomunati da un gesto semplice, quello di colpire una pallina, che diventa però occasione di relazione e riconoscimento reciproco.

“Vittorio a Tavolino”, diretto da Silvio Montanaro e Séverine Queyras e prodotto da Invideo Multimedia con distribuzione EmeraFilm, dura 68 minuti, ma racconta molto di più: racconta il tempo condiviso, le differenze che si accorciano, le solitudini che si sciolgono. È il ritratto di una comunità che si costruisce senza proclami, ma con la costanza di incontri quotidiani.

Le proiezioni saranno accompagnate da eventi nei cinema di tutta Italia, trasformando ogni visione in un momento di partecipazione attiva. Al Cinema Farnese, nel suggestivo scenario di Campo de’ Fiori, l’appuntamento inaugurale del 23 aprile prevede due proiezioni, alle ore 19 e alle ore 21, con iniziative collaterali e il coinvolgimento di testimonial provenienti dal mondo dello sport, dello spettacolo e del progetto ping pong Parkinson.

Da quel giorno e fino alla fine dell’anno, il documentario diventerà il filo conduttore di una serie di iniziative diffuse sul territorio: esibizioni, incontri, attività organizzate insieme alle Società affiliate, alle Scuole Tennistavolo e ai Comitati regionali. Un movimento che parte dal cinema per tornare nelle piazze, nei luoghi dove il tennistavolo continua a vivere e a reinventarsi.

Perché, in fondo, il tennistavolo non è solo un gioco. È un linguaggio universale, fatto di scambi rapidi e sguardi complici, capace di creare comunità dove prima c’erano solo individui. “Vittorio a Tavolino” lo racconta con delicatezza e verità, ricordandoci che, a volte, bastano un tavolo e una pallina per sentirsi parte di qualcosa.

A cura di Fabio Paci