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Carmine PiconeHa recitato un ruolo da protagonista nella storia della Federazione Italiana Tennistavolo. Non è più fra noi Carmine Picone (nella foto di Francesco Marangio), che è stato a lungo vicepresidente nazionale.

Entrò per la prima volta in Consiglio nell'assemblea del febbraio 1969 a Bologna, che rielesse alla presidenza Guglielmo Sineri, del quale divenne il vice. Fu un evento importante, perché fu votato all'unanimità l'ordine del giorno presentato da Piero Galli, che al primo punto stabiliva il cambio di denominazione sociale da GITeT a FITeT, con mandato al Consiglio Federale di "esperire ogni possibile tentativo al fine di far raggiungere alla nostra Federazione piena indipendenza e uguaglianza con le altre Federazioni Sportive Nazionali". Si dimise a inizio agosto dello stesso anno e successivamente la presidenza dichiarò la decadenza del Consiglio.

Il lombardo tornò in carica in occasione nell'assemblea elettiva straordinaria del 3 gennaio 1976 a Roma, successiva alle dimissioni di Sineri, per motivi di salute e alla reggenza di Nereo Hauser. Alla guida della FITeT fu votato Vito Penna e Picone fu nuovamente vicepresidente, confermato in Consiglio e nella carica alle elezioni del 5-6 luglio 1980 a Roma e del 12-13 gennaio 1985, sempre nella capitale.

Picone si segnalò anche come dirigente del CSI Milano, società capace di conquistare tre scudetti negli anni '60 e di aggiudicarsi sei delle prime sette edizioni della Coppa Italia. Con lui scompare un pezzo di storia del nostro sport, un uomo molto apprezzato da tutti coloro che hanno avuto la fortuna e il piacere di conoscerlo.

Il presidente Renato Di Napoli, il Consiglio Federale e tutte le componenti del movimento pongistico tricolore si stringono attorno ai familiari e condividono il loro dolore.