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Alessio Sardelli Ping Pong oltre la reteCi sarà tennistavolo in campo e sul palcoscenico sabato 30 novembre a Servigliano e a Belmonte Piceno. Trait d'union sarà il noto attore Alessio Sardelli, che negli Anni '70 è stato un campione pongistico. Nel primo pomeriggio sarà nella palestra comunale di via Trieste a Servigliano per salutare gli appassionati presenti al match delle ore 16, nel girone E della serie B2, fra Virtus Servigliano, capolista a pari merito con Il Circolo Prato 2010, e il Tennistavolo Arezzo, che è terzo e insegue a due lunghezze.

In serata, alle 21,15, l'ex campione italiano di doppio e atleta della Nazionale sarà protagonista al Teatro Don Bosco di Belmonte Piceno dello spettacolo "Ping Pong oltre la rete", di Alessandro Fani e con la regia di Carlo Sciaccaluga (locandina allegata). Sarà anche possibile visitare la mostra di reperti originali, che illustra la storia del ping pong, allestita nel vicino Museo Archeologico, e assistere nella stessa sede alla proiezione di un documentario.

La rappresentazione è stata fortemente voluta dal presidente della Virtus Servigliano e giornalista Fabio Paci ed è stata inserita all'interno del Festival Storie, diretto da Manu Latini e organizzato in cinque Comuni terremotati marchigiani, che si sono uniti per dare un segnale forte di ripresa. Proprio grazie all'interessamento della Virtus, tutti i tesserati FITeT avranno la possibilità di accedere allo spettacolo pagando il biglietto ridotto pari a 8 euro (info. cell. 348.2423174) fino a esaurimento dei posti. Sardelli vestirà i panni di Ernesto Volo, un personaggio ispirato a se stesso, e sul palco, oltre a recitare, giocherà. 

Attrezzatura da tennistavoloCosì ricorda i suoi inizi pongistici:«Partì tutto da una racchetta di legno, puro e semplice legno, che si trasformò  poi in una più bella e leggera, rivestita di gomma piuma gialla, a sua volta ricoperta di gomma rossa, con incise delle scritte che più  o meno riportavano queste sigle: Yasaka ... Tempest ... Sriver ... Butterfly ... e, stampata, sul suo manico anatomico,  una piccola fototessera raffigurante un campionissimo di quei tempi: lo svedese Hans Alser. Era la mia prima vera racchetta con la quale ho fatto gran parte delle mie battaglie sportive! Ora che ho passato la soglia dei sessanta anni l'ho ritrovata. L'ho di nuovo tra le mie mani ... certo non è la mia di un tempo ... ma è lei l'originale e tutte le volte che la impugno è come salire sulla macchina del tempo e rivivere i miei splendidi trascorsi sportivi»

Poi nel corso degli anni Sardelli è diventato attore e a teatro ha lavorato con maestri assoluti come Gigi Proietti e Giorgio Albertazzi:«Avere l'opportunità di portare sulle scene storie e sentimenti di un tempo che fu e raccontare alle nuove generazioni pongistiche sconfitte, vittorie, sorrisi, lacrime e aspirazioni di uno sport che per me è  stato vita rappresenta una grande soddisfazione. Ho conosciuto e direi mi ha "vestito" sul set dell'ultimo film in cui ho lavorato, Joanna Johnston, la costumista di Steven Spielberg e Robert Zemeckis, candidata all'Oscar per i migliori costumi con Lincoln e Allied, ma anche costumista di Forrest Gump! Bellissima coincidenza, in quel film un compagno dell'ospedale militare dice al protagonista, interpretato da Tom Hanks:"Never,ever take your eye off the ball", cioè "Mai perdere di vista la pallina". Una battuta che sembra fatta su misura per me».

Divise vintage Anni 70Alessio tornerà nelle Marche,  dove ha giocato alla fine degli Anni '70. «Precisamente era il 1979 - racconta - . Fui ceduto dal Cus Firenze al Vitamirella Sant'Elpidio come quarto uomo, cioè  quello che fa tanta compagnia alla panchina ... comunque illustre perché in palio c'era lo scudetto tricolore. La squadra era composta anche da Kostas Priftis campione greco, Roberto Giontella ed Enrico Macerata. Sant'Elpidio a Mare, io che certo non ero brillantissimo in geografia mi feci subito l'idea che il paese fosse a poche centinaia di metri o al massimo a  qualche chilometro dalla spiaggia, ma non era proprio cosi. Arrivai alla stazione di Porto San Giorgio, o giù  di lì,  e ad attendermi c'era  Don Aldo Baldassarri, prete sui generis che vestiva in abiti civili ed eleganti e guidava una A112 Abarth!»

L'esperienza marchigiana inizio così:«Percorremmo la strada tutta curve molto velocemente e temevo per la mia incolumità. Sant'Elpidio dal suo cocuzzolo si stagliava silenzioso, per un atleta era il massimo, solo palestra, allenamento al tavolo e gare. L'unico svago era il circolo "I cacciatori" dove, fra gioco delle carte, biliardo e fumo di sigarette, era meglio starsene a casa a studiare ... Dopo vicende alterne si arrivò allo spareggio per lo scudetto contro il TT Senigallia. Si giocò in campo neutro a Terni,  vista l'alta tensione che regnava fra le due squadre. Per i nostri fans loro erano i "pesciaioli" e noi per loro eravamo gli "scarpari". Finalissima incandescente, io ero in panchina come quarto uomo e sofrii terribilmente. Alla fine perdemmo per 5-3 e quella fu l'ultima volta che indossai la maglia nerogialla. Dopo quarant'anni torno in quella terra che mi vide giovane ed esuberante pongista di primo livello e oggi mi ritrova narratore di una storia ...».