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Nicola Capurso 2Sale a 31 il numero degli arbitri internazionali italiani. Freschi di ammissione sono Nicola Capurso, Massimiliano Mazzone e Stefano Palagi, che hanno superato l’ultimo esame, tenuto in lingua inglese e svolto a marzo a Lignano Sabbiadoro.

Capurso è nato a Margherita di Savoia (Barletta-Andria-Trani) e lavora all’Arpa (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale) Puglia, a Bari. Arbitra da 10 anni e nel 2017 è stato Giudice Arbitro dei Campionati Assoluti di Riccione. Ai Campionati Mondiali Juniores di Riva del Garda si è occupato della direzione gare. «Era la prima possibilità che avevo di sostenere l’esame - spiega - è ho studiato per un anno e mezzo. Ho effettuato delle ricerche su Internet di quiz e sono stato in contatto con commissari italiani e internazionali, che mi hanno aiutato a chiarire dei dubbi. Il lavoro è stato molto scrupoloso e alla fine ero abbastanza fiducioso, anche se non esistono certezze, perché le promozioni vengono definite sulla base di una media mondiale».

Massimiliano MazzoneMazzone è romano di Colleferro ed è purchase manager di una engineering company. Da ragazzo giocava e arbitra dal 2009. Fra i suoi ricordi più belli ci sono il recente torneo internazionale giovanile di Lignano Sabbiadoro, le partite dei campionati italiani individuali e dei campionati di A1  e i molti bei tornei paralimpici. «Ho superato l’esame al primo colpo - afferma - e sono molto soddisfatto del risultato, anche perché i test erano molto impegnativi. Era un traguardo che mi ero proposto quando ho iniziato, ho stretto i denti e sono andato avanti fino alla fine, fra dispense, l’handbook dell’Ifft e i regolamenti, tutti in inglese. Da quando sono diventato arbitro nazionale non ho mai smesso di approfondire le mie conoscenze».

Stefano PalagiPalagi è toscano di Viareggio e lavora per una software house, svolgendo assistenza fiscale e  procedurale a professionisti commercialisti e aziende. Arbitra dal 2008, dopo essere un atleta a partire dal 1975. Ha al suo attivo anche due finali scudetto, una femminile fra il Castel Goffredo e la Sandonatese, come secondo di Luca Mariotti, e nel 2015 il ritorno maschile a Palermo fra la Falcon e il Frandent Group Cus Torino da primo arbitro. Era al suo secondo tentativo di superare l’esame. «Questa volta - osserva - sono riuscito a preparami con maggiore attenzione e i risultati si sono visti. Ho studiato l’handbook in inglese e ho recuperato dei test tramite Internet. Anche sul sito dell’Ittf ho trovato materiale utile. Ho poi chiesto chiarimenti a qualche arbitro internazionale. L’esame era molto impegnativo e c’erano anche domande per diventare Blue Badge, i direttori di gara abilitati ad arbitrare alle Olimpiadi e ai Mondiali. Ero abbastanza ottimista, ma abbastanza timoroso sull’esito di alcune domande a trabocchetto. Sono felice, arrivare a essere un arbitro internazionale era un mio obiettivo».