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Nazionale in partenza per i MondialiNello sport, come nella vita, la professionalità è fondamentale, ma spesso sono le qualità umane a costituire nelle persone il vero valore aggiunto. Era il caso di Damiano Viscusi, che collaborava con la FITeT al Centro Federale di Formia, prendendosi cura, come fisioterapista, dei migliori talenti in maglia azzurra e la cui prematura scomparsa riempie di tristezza tutto il movimento pongistico.

Era dotato di una grande carica umana e con la sua estrema disponibilità e generosità ha rappresentato un punto di riferimento per i nostri ragazzi e per lo staff tecnico coordinato dal dt Patrizio Deniso (nella foto accanto a lui, in partenza per i Campionati Mondiali a squadre dell'anno scorso a Kuala Lumpur, in Malesia), che gli erano legati da profonda amicizia.

Professionalmente le sue capacità erano indiscutibili. Era infatti il fisioterapista della Federazione Internazionale di atletica leggera e nella specialità del salto con l'asta aveva lavorato a stretto contatto con la "divina" russa Yelena Isimbayeva e con Giuseppe Gibilisco, oro nel 2003 ai Mondiali di Parigi e bronzo nel 2004 alle Olimpiadi di Atene.

A proposito di Giochi, aveva seguito anche Thiago Braz da Silva e a Rio era stato nel suo staff. Il brasiliano sulla pedana di casa aveva concretizzato il sogno di ogni atleta, salendo sul primo gradino del podio e dando una bruciante delusione al favorito francese Renaud Lavillenie.

Damiano aveva ereditato una passione di famiglia, essendo stato suo papà Raffaele il fisioterapista, ma anche l'amico e il confidente, di Pietro Mennea, oltreché di Sara Simeoni e Gabriella Dorio, e nel calcio di Ciro Ferrara e Roberto Baggio.

Lascia la moglie Olimpia e il figlio Nicola, ai quali il presidente Renato Di Napoli, il Consiglio Federale e tutto il tennistavolo italiano si stringono, in un abbraccio pieno di affetto e gratitudine.