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Top Spin Messina campione dItalia 2019 con la CoppaIl primo scudetto della Top Spin Messina (con la coppa nella foto di Vincenzo Nicita Mauro), conquistato venerdì sera a Villa Dante, battendo per 4-2 l'A4 Verzuolo Tonoli-Scotta nel match di ritorno della finale, è stata la storia di un traguardo costruito pezzo dopo pezzo, gradualmente, dal presidente Giorgio Quartuccio con scelte sempre mirate nella direzione giusta, e ottenuto anche in anticipo rispetto ai piani societari. Era da lungo tempo che una compagine composta tutta da atleti italiani non saliva sul trono e questo è un merito ulteriore.

«È stata una serata memorabile - ha riconosciuto commosso il numero uno messinese a fine gara - e i ragazzi mi hanno emozionato e mi hanno regalato un sogno. Non è stato facile, perché Verzuolo è stato bravissimo. Siamo partiti indietro e abbiamo avuto la forza di rimontare. Jordy ci ha regalato due punti ed è stato fondamentale. Gli avevo predetto che ci avrebbe portato lui lo scudetto. Voglio ringraziare il nostro allenatore Wang Hong Liang, che è stato fenomenale ed è riuscito a infondere in tutti una grande tranquillità Ha creato un gruppo meraviglioso. Se permettete mi dico bravo per aver scelto questo gruppo e il tecnico. Ognuno ha messo tutto se stesso per raggiungere l'obiettivo, ci credevamo moltissimo e alla fine abbiamo portato questo scudetto a Messina. Vincerlo qui, davanti ai nostri tifosi è stato ancora più bello. Una stagione meravigliosa, perché abbiamo fatto il "double", considerando anche la Coppa Italia, di più non avremmo potuto sperare. Ora avremo anche la Supercoppa da giocare a Messina». Squadra che vince non si cambia? «È così, ma faremo un innesto, che rafforzerà ancora la squadra. A breve lo annunceremo, è uno straniero piuttosto forte».

Un tricolore speciale per il palermitano Antonino Amato:«È la soddisfazione maggiore della mia carriera e vincere nella mia terra è stato veramente unico. Spero che sia il primo scudetto di una lunga serie. Si è trattato di una vittoria di squadra e anche nell'ultimo atto tutti coloro che sono andati in campo hanno ottenuto punti. Dall'inizio del'anno dicevo al presidente che avremmo potuto vincere. Sono stato l'unico ad averci creduto fin dall'inizio ed eccolo qui».

Gioia immensa anche per Damiano Seretti:«Ho disputato parecchie finali, questo è il primo successo. Fin dalla prima giornata abbiamo giocato da squadra e questo è stato l'aspetto determinante. Ho iniziato a crederci quando abbiamo vinto la semifinale d'andata qui a Villa Dante. Ho capito che avremmo potuto farcela contro qualsiasi avversario fosse arrivato in finale. Ci abbiamo creduto fino alla fine ed ecco il risultato».

Jordy Piccolin ha portato il punto decisivo:«Sono felice di aver vinto anche la seconda partita, contro Daniele Pinto non era facile. Ero sì favorito, perché è da tanto che contro di lui non perdo, però è sempre durissima, perché ci conosciamo benissimo. Far esplodere la bolgia di Villa Dante è stato incredibile».

Marco Rech Daldosso aveva già vinto uno scudetto da protagonista nel 2016 a Castel Goffredo:«All'inizio secondo me non eravamo un team che potesse vincere, ma siamo cresciuti e alla fine siamo stati più squadra delle altre e siamo riusciti a portare a casa con le unghie e con i denti questo titolo. Ti questa stagione mi porterò dietro le grandissime emozioni, ma soprattutto come ci siamo trovati con la società e in città. Il legame che esiste fra tutti ha contribuito a farci vincere».

Poche, ma intense, le parole del maestro di sport e di vita Wang Hong Liang:«Dedico questo scudetto al presidente Quartuccio, che se lo merita. Con questa società ho iniziato nel 2008, dalla serie C, poi piano piano siamo saliti. Prima della finale ho detto ai ragazzi di giocare con tranquillità. Queste emozioni rimarranno dentro di me per sempre».